Il cacciatore di nazisti con Remo Girone al Parenti di Milano

Il cacciatore di nazisti con Remo Girone al Parenti di Milano
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Dal 18 gennaio al 22 gennaio 2023 al Franco Parenti di Milano è in scena IL CACCIATORE DI NAZISTI. L’avventurosa vita di Simon Wiesenthal, basato sugli scritti e sulle memorie di Simon Wiesenthal, con Remo Girone testo e regia Giorgio Gallione, scene e costumi Guido Fiorato, luci Aldo Mantovani, progetto artistico Giorgio Gallione e Gianluca Ramazzotti, produzione Ginevra Media Production / Teatro Nazionale Genova.

A cavallo tra un avvincente thriller di spionaggio e l’indagine storica, rivissuta con umana partecipazione e un tocco di caustico umorismo ebraico, Il cacciatore di nazisti racconta la storia di Simon Wiesenthal, che dopo essere sopravvissuto a cinque diversi campi di sterminio, dedica il resto della sua esistenza a dare la caccia ai responsabili dell’Olocausto.

Lo spettacolo si apre nel 2003, in quello che idealmente è l’ultimo giorno di lavoro di Wiesenthal al Centro di documentazione ebraica da lui fondato: prima di andare in pensione, l’uomo ripercorre per ellissi ed episodi emblematici cinquantotto anni di inseguimento dei criminali di guerra nazisti, responsabili della morte di più di undici milioni di persone, di cui sei milioni di ebrei.

La vita di Wiesenthal, ironicamente apostrofato come “il James Bond ebreo”, ha dell’incredibile: con il suo lavoro di ricerca e investigazione è riuscito a consegnare alla giustizia circa 1.100 criminali nazisti tra cui: Karl Silberbauer, il sottoufficiale della Gestapo responsabile dell’arresto di Anna Frank, Franz Stangl, comandante dei campi di Treblinka e Sobibor e Adolf Eichmann, l’uomo che pianificò quella che Hitler amava definire “la soluzione finale”.

Il processo ad Eichmann fu uno dei più importanti del secolo scorso.

Iniziato nell’aprile del 1961 a Gerusalemme, terminò otto mesi dopo con la condanna a morte per impiccagione dell’imputato per “crimini contro l’umanità”.

Lo spettacolo di Giorgio Gallione, basato sui libri dello stesso Wiesenthal e affidato all’interpretazione di Remo Girone, si interroga non solo sulla feroce banalità del male, ma anche sulla sua genesi.

Un modo per reagire a quella che Simon Wiesenthal ricorda come la più cinica delle armi psicologiche utilizzate dalle SS contro i prigionieri dei Lager: “Il mondo non vi crederà. Se anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti”.

Così Il cacciatore di nazisti diventa un tentativo epico e civile per combattere la rimozione della memoria e l’oblio.

“Non dimenticate mai, mi fido di voi!”, è l’esortazione che Wiesenthal scopre nel messaggio lasciato dalla piccola Sara, protagonista di una delle tante vicende narrate nello spettacolo, e che lui stesso rivolgerà al pubblico a fine spettacolo.

NOTE BIOGRAFICHE DI SIMON WIESENTHAL

Quando la Germania invase l’Unione Sovietica nel 1941, Wiesenthal e la sua famiglia furono catturati dai nazisti ed avviati verso i campi di concentramento.

La moglie di Wiesenthal riuscì a nascondere la sua identità ebraica grazie a documenti falsi, che le vennero forniti dalla resistenza polacca in cambio degli schemi degli scambi ferroviari disegnati da Wiesenthal.

Simon non fu così fortunato, e fu internato in vari campi di concentramento, dove sfuggì all’esecuzione in varie occasioni.

Sopravvissuto, con la Liberazione alla fine della II Guerra Mondiale, dedicò l’intera vita a documentare i crimini relativi all’Olocausto, consegnando i colpevoli alla Giustizia.

Wiesenthal fondò e fu a capo del Jewish Documentation Center di Vienne, dove furono intraprese le sue ricerche.

Fu autore di testi memorabili, The Murderers Among Us, Sunflower e Sails of Hope.

durata: 1 ora e 20 minuti

Presentazione

teatrofrancoparenti.it

www.ildogville.it 

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