In casa con Claude al Teatro Lo Spazio di Roma

In casa con Claude al Teatro Lo Spazio di Roma
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Dal 9 all’11 dicembre il palcoscenico del Teatro Lo Spazio accoglie IN CASA CON CLAUDE, un thriller psicologico sui temi dell’emarginazione e del pregiudizio, tratto da “ Being at home with Claude “ di Renè Daniel Dubois, con la regia di Giuseppe Bucci.

Un interrogatorio di polizia spietato e avvincente tra un rigido, ma umano, ispettore di polizia e un ragazzo omossessuale, escort e tossicomane, vittima di emarginazione e pregiudizio, che confessa l’omicidio di un altro ragazzo, senza apparente movente. Ma anche un viaggio all’interno alla mente del giovane, immerso in un caotico mix di dipendenze e situazioni borderline, che con incredulità e dolore riesce ad arrivare alla dolorosa autoconfessione.

Nella quale, con fatica, emerge, piano piano, la parola “amore”.

Ha tutti gli elementi di un thriller psicologico lo spettacolo “In casa con Claude”, ispirato all’omonima opera del drammaturgo canadese René Daniel Dubois, riadattato e diretto da Giuseppe Bucci. Giunto al terzo anno consecutivo di repliche (tra Napoli Milano e Roma) lo spettacolo avvince per il ritmo serrato, le coinvolgenti soluzioni visive e il toccante monologo finale.

Ispirato al noto testo canadese, lo spettacolo, sfrondato di ogni riferimento spaziale e temporale, diventa una metafora della società contemporanea che, nonostante i passi in avanti, relega la comunità e i sentimenti omosessuali, specie se legati a persone con comportamenti borderline come la prostituzione, a persone e sentimenti di serie B.

Ancora oggi, quasi ovunque nel mondo, questi soggetti, per le persone “normali” non possono innamorarsi davvero, non devono sposarsi, avere figli, adottarli, nemmeno avere una legge che li tuteli (anzi in alcuni Paesi sono ancora perseguibili, quando non giustiziati dalla folla).

Uno spettacolo scritto negli anni ’80 che diventa, alla luce della situazione politica attuale, incredibilmente attuale ed allarmante.

Ho voluto arricchire lo scontro tra i personaggi con veri e propri tilt della mente del giovane protagonista, stravolto e incredulo, che lo trascineranno in mondi deviati a lui più familiari e preferibili alle “torture” imposte dal Commissario”_ annota il regista Giuseppe Bucci. “ Il monologo finale sarà un vero e proprio flusso di emozioni, altalenanti e confuse, del giovane escort a cui non è concesso in alcun modo la possibilità di “amare ed essere amato”.

Presentazione

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