Fritz Lang, scava nel torbido delle passioni

Fritz Lang, scava nel torbido delle passioni
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Fritz Lang, anagraficamente Friedrich Christian Anton Lang (1890-1976), regista, sceneggiatore e scrittore austriaco naturalizzato statunitense, in quarant’anni di attività, dal 1919 al 1960 ha girato 15 film muti e 30 sonori.

Friz Lang, convinto che il ruolo di regista fosse come quello di un direttore d’orchestra, ha trattato con estrema cura il melodramma, le avventure da feuilleton, la storia edificante, la leggenda, la fantascienza, lo spionaggio, il poliziesco anche psicanalitico, la commedia musicale e non, la testimonianza sociale, il western, il film resistenziale o di guerra.

I personaggi di Lang sono pieni di debolezze, dubbi e problemi psicologici, ma non sono eroi. Lang  scava nel torbido delle passioni, dei vizi, della fallibilità umana e spesso non c’è differenza tra buono e cattivo, così come è labile il confine tra normalità e pazzia.  

Fritz Lang
Fritz Lang (dal web)

Irascibile, cocainomane, violento, è questo il Fritz Lang descritto dal regista Gordian Maugg nel biopic Fritz Lang, prodotto dalla ZDF insieme ad ARTE e alla Film Commission dello Scheswig-Holstein, nel quarantennale della morte del regista. Nel film presentato alla Festa di Roma del 2016,  Lang (interpretato da Heino Ferch) è all’epoca il regista più famoso attivo in Germania.

Nella filmografia di Fritz Lang ricorrono frequentemente l’ossessione del Tempo, il tema del Delitto e la figura del Grande Criminale, rappresentata dai geni del Male (Mabuse e Spione) che vogliono dominare l’umanità.

Fritz Lang appartiene alla corrente dell’espressionismo cinematografico, una ribellione al materialismo della borghesia, a cui il regista aggiunge tratti stilistici personali.

Fritz Lang
Fritz Lang (dal web)

Nel 1912 esplora l’Europa: Germania, Belgio, Paesi Bassi, Russia, ma nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, rientra a Vienna ed è chiamato sotto le armi nelle file dell’esercito austro-ungarico. Gravemente ferito perde un occhio e rimpatria nel 1918.

Fritz Lang inizia la sua carriera a Berlino, la capitale della cinematografia tedesca. All’inizio lavora come scrittore di copioni presso la casa di produzione di Erich Pommer, la Decia.

Nel 1919 riceve l’incarico di girare il suo primo film Halbblut, (Destino), una favola romantico-funeraria.  Poi, il secondo film, Der Herr der Liebe e il terzo, I ragni: il lago d’oro (Die Spinnen 1. Tell: Der Golden See). Un film muto realizzato in due parti: nel 1919 esce la prima parte Il lago d’oro (Der Golden See), nel 1920  la seconda parte La nave dei diamanti (Das Brillantenschiff).

Nella versione italiana vengono eliminate le scene in cui alcuni uomini mascherati addormentano col cloroformio il protagonista per derubarlo di alcuni documenti. La critica è positiva: < una trama appassionante e drammatica che non lascia mai cadere l’interesse>.

Fritz Lang (dal web)

Nel 1919 sposa Lisa Rosenthal e nel 1920 ottiene la cittadinanza tedesca. Fritz Lang lascia la Decia e firma un contratto  con la May-Film GmbH. Qui incontra la scrittrice Thea von Harbou e intreccia con lei un sodalizio artistico e sentimentale che durerà fino al 1933.

In circostanze mai chiarite, Lisa Rosenthal, dopo aver sorpreso in casa il marito con l’amante Thea von Harbou, muore per un colpo d’arma al cuore. La polizia sospetta che Lang avesse lasciato morire Lisa senza soccorrerla, poi il caso Lisa Rosenthal viene archiviato, ma da allora il regista scrive un diario in cui annota ogni movimento della giornata. Un’ossessione per il tempo – orologi e calendari – che Lang mette in ogni suo film.

Thea von Harbou (1888-1954) divorzia dall’attore Rudolph Kein-Rogge e sposa Fritz Lang nel 1922. Il primo film realizzato dalla coppia Lang-Horbou è Der mude Tod (1921, Destino). In seguito, la saga barocca in due parti Dr. Mabuse, der Spieler (1922, Il dottor Mabuse), incentrata su un genio del crimine e basata su un romanzo di N.Jacques. Poi, realizzano il sontuoso film Die Nibelungen (1924, La canzone dei Nibelunghi), anch’esso in due parti (Siegfried e Kriemhilds Rache), basato sul poema epico tedesco del 12°-13° secolo.

Nel 1927 l’elaborato, visionario Metropolis (1927), tratto dal romanzo fantascientifico della stessa Harbou. E’ un kolossal muto, ambientato in un futuro distopico e iper-classista in cui sono i ricchi a governare vivendo nel lusso più sfrenato e la classe proletaria a soccombere. Dentro la luccicante armatura di Maria, il robot iconico di Metropolis, c’è la diva del cinema muto tedesco Brigitte Helm.

Nel 1928, Spione (L’inafferrabile), sempre tratto da un romanzo della Harbou, (il primo film noir), e Frau im Mond (1929, Una donna nella luna) sono gli ultimi film muti di Lang.

Nel 1931 Lang tocca l’apice con il suo primo film sonoro, M – il mostro di Dusseldorf. Ambiguità, colpa, giustizia e terrore, tra ombre inquietanti e motivetti fischiettati, il regista segue le tracce di un maniaco (Peter Lorre) che violenta e uccide bambine. Lang esalta gli effetti fotografici e quelli sonori e realizza l’antesignano dei film sui serial killer.

Il 13 marzo 1933  Lang incontra Joseph Goebbels che gli propone un posto da dirigente nella nascente film commission nazista, ma il regista lascia la Germania e si trasferisce a Parigi e successivamente negli Stati Uniti per ovvie ragioni politiche. 

Realizza ancora 25 film, tra cui spiccano alcuni noir memorabili: Furia, La donna del ritratto, La strada scarlatta, Dietro la porta chiusa, Quando la città dorme e Il grande caldo.
Negli anni cinquanta diventa un’icona dei Cahiers du Cinema, con la benda all’occhio e tutto il resto.

Decide di tornare in Germania, dove i suoi nuovi film ottengono  un buon successo commerciale. L’ultimo lavoro, Die tausend Augen des Dr. Mabuse, girato nel 1960, è un testamento spirituale in cui mette in guardia la società dai poteri occulti (Die tausend Augen, i mille occhi) che spiano attraverso la videosorveglianza e la televisione. Negli ultimi sedici anni della sua vita, Lang riceve molti riconoscimenti.

Compare come attore nel film Il disprezzo di Jean-Luc Godard (1963) in cui interpreta la parte di se stesso e viene premiato al Festival di Berlino. Nel 1971 a Berlino e a Vienna si organizza una grande retrospettiva delle sue opere e gli viene conferita la Medaglia d’Onore. Fritz Lang muore il 2 agosto 1976 nella sua casa di Beverly Hills.

Di Judith Maffeis Sala
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