Cirano deve morire, versione visionaria dal sapore contemporaneo, originale e rap

Cirano deve morire, versione visionaria dal sapore contemporaneo, originale e rap
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Lo spettacolo con la regia di Leonardo Manzan, in scena in questi giorni al teatro Vascello di Roma, si presenta come una moderna sfida e rivalità d’amore a colpi di rap dal gusto visionario.

La storia la conosciamo ma ci viene ripresentata simpaticamente in maniera anticipativa e brechtiana da una carica e bravissima Rossana con un infuso di rime amalgamate a elementi attuali e clichè commerciali ma anche riferimenti al teatro e ai suoi protagonisti.

Introduce poi l’ombroso e tagliente Cirano, che lei arbitra in inglese quasi interagendo col pubblico, e Cristiano, il fresco ragazzetto commerciale “stupido ma bello”, un po’ stile Willy principe di Bel Air, i quali a turno ingaggiano una sfida sul palco a suon di battute rap che passano per gli eventi e gli stati d’animo ma non solo, provocando l’altro e il pubblico che nel frattempo ride e a tratti si gasa.

Le rime sono sempre riuscite con la freschezza che lascia il dubbio di una parziale improvvisazione, sono una torre di babele, una miscellanea che passa anche per l’inglese, che punge, che critica e solletica.

Le stesse rime,in alternanza alla parola talvolta recitata e all’azione, si poggiano sull’accompagnamento di un Dj, il quale si diletta anche a tratti con la chitarra elettrica ed è sistemato al centro della scena dietro gli attori e sopra una scenografica e moderna impalcatura.  La scena è underground ma anche essenziale. Le luci da concerto, dei fari incisivi nello spazio creano un’atmosfera ricca di pathos.

Nel momento saliente, Cirano, forse ultimo romantico, ribelle e in conflitto con la società, compie rappando una critica spietata e diretta al teatro classico e agli schemi perversi o discutibili necessari ad affermarsi in questo campo, e si chiede cosa sia il teatro oggi.

Il finale è ambiguo ed amaro, l’idea molto originale e non stanca mai, anzi sorprende “tra followers, spid e baci Perugina”, accende e si rinnova per noi “clienti di questo discount di poeti.” In realtà più che di un discount si tratta di un negozio di alta qualità.

Recensione di Demian Aprea

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