Festival del cinema spagnolo e latinoamericano. A UTAMA – Le terre dimenticate il Premio del Pubblico

Festival del cinema spagnolo e latinoamericano. A UTAMA – Le terre dimenticate il Premio del Pubblico
Reading Time: 2 minutes

Si è conclusa a Roma presso il Cinema Farnese Arthouse di Campo de’ Fiori la 15a edizione del Festival del cinema spagnolo e latinoamericano,  diretto da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori.

Ad aggiudicarsi il Premio del Pubblico è stato il film UTAMA – Le terre dimenticate, la pluripremiata opera prima di Alejandro Loayza-Grisi in arrivo nei cinema italiani il 20 ottobre che offre uno sguardo inedito e suggestivo tra le terre aspre e remote della Bolivia e che vede protagonista una famiglia Quechua alle prese con il dramma della siccità, nella spettacolare cornice dell’altopiano sudamericano, a più di 3.500 metri sul livello del mare.

Dopo essersi aggiudicato il prestigioso Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2022UTAMA – Le terre dimenticate rappresenterà la Bolivia agli Oscar 2023.

Il tempo sembra scorrere lentamente nella lontana terra incrinata e arida dell’Altiplano boliviano, dove un’anziana coppia quechuadi allevatori di lama, Virginio e Sisa, porta avanti un’umile routine. Quando il nipote Clever si presenta alla loro porta, Virginio si accorge subito che è venuto per convincerli a trasferirsi in città. Il fatto che la siccità li abbia lasciati senz’acqua non aiuta la loro causa a restare. Il respiro pesante di Virginio tradisce la sua capacità di nascondere ciò che lo affligge e l’apparizione di un condor inizia a destare in lui uno strano presagio. Improvvisamente lo scorrere del tempo diventa più che mai prezioso e pone la coppia davanti a un dilemma: resistere nell’attesa delle piogge o seguire le orme di altri quechua e lasciare la loro casa per la città?

Il film, diretto dal giovane regista boliviano, è ambientato in uno dei territori più esposti e vulnerabili ai cambiamenti climatici e racconta il costo umano di questo cambiamento attraverso la storia dei suoi protagonisti, voci di una coscienza perduta e di una saggezza che raramente viene ascoltata. “Gli sconfinati paesaggi, le riflessioni e i ritratti che mettono in risalto gli sguardi profondi dei personaggi sono i miei strumenti per raccontare una storia che interroga profondamente le questioni sociali, ambientali e umane in questi tempi di cambiamento” dichiara Loayza-Grisi tra i primi registi a portare sul grande schermo il fascino e la crudezza di una terra poco rappresentata, quasi dimenticata.

Presentazione

www.ildogville.it

ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *