Jean-Luc Godard, regista innovativo e radicalmente sperimentale

Jean-Luc Godard, regista innovativo e radicalmente sperimentale
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Jean-Luc Godard è morto a Parigi all’età di 91 anni. Il quotidiano Libération informa che il regista abbia fatto ricorso al suicidio assistito in Svizzera <Non era malato. Era soltanto esausto.>

Artista schivo ma incisivo, firmò più di 150 film e video. Fra i più celebri, quello che viene considerato il manifesto della Nouvelle Vague, A bout de souffle (All’ultimo respiro), girato nel 1960,  protagonisti Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg,

primo modello di trasgressione ai modelli narrativi tradizionali. Poi, Il disprezzo, con Brigitte Bardot e Michel Piccoli, Pierrot le fou (Il bandito delle 11), sempre con Jean-Paul Belmondo, e Si salvi chi può (la vita), con Isabelle Huppert.

Benché appartenesse ad una famiglia benestante (nato in una famiglia dell’alta borghesia parigina d’origine svizzera), fu un esempio di cineasta rivoluzionario e antiborghese, usando la macchina da presa come strumento di indagine, un rapporto sincero sulla società. Un cinema a basso costo, fuori dalle strutture industriali. <E’ ora di smetterla di fare film che parlano di politica. E’ ora di fare film in modo politico> dichiarò Godard.

 Caratteristica dei suoi film: una libertà radicale di chi non ha mai voluto compiacere, o cercato riconoscimento. Dapprima scrive per Cahier de Cinéma, poi una frenetica attività cinematografica con pellicole che fanno storia, fra cui. Le petit soldat, Une femme est une femme, Le mépris, Bande à part, Une femme mariée, Weekend, Deux ou trois choses que je sais d’elle. Poi, si allontana da Trouffaut per questione di ideologia politica ed estetica e si ritaglia un ruolo di polemista.

Dirige La chinoise, Vento dell’est con Gian Maria Volonté e Tout va bien con Yves Montand.

Negli anni 70 si propone come pioniere delle nuove tecnologie. In parallelo sviluppa anche un’estetica e una linguistica del cinema assolutamente nuova.

Dopo un periodo di blackout torna al cinema negli anni 80 con titoli che suscitano polemica e scandalo tra i benpensanti,  Passion, Prènom Carmen, Je vous salue Marie, Detective, Nouvelle Vague. Tra i numerosi riconoscimenti e premi, nel 2010 rifiutò di ritirare l’Oscar alla carriera dall’ Academy of Motion Pictures di Hollywood.

Il  suo ultimo Le livre d’image, presentato al Festival di Cannes nel 2018 ha ricevuto una Palma d’oro speciale. Sulla Croisette ha anche vinto il Premio della Giuria nel 2014 per  Adieu au langage. Ha vinto anche alla Berlinale con A bout de soufflé, Une femme est une femme e Masculin-Féminin.  A Venezia ha conquistato il Leone d’argento per Vivre sa vie, La chinoise e quello d’oro per Prénom Carmen. Ha ricevuto il Cesar e il Pardo onorario e gli è stato conferito l’Oscar alla carriera nel 2011.

Nato a Parigi il 3 dicembre 1930, muore nella sua casa a Rolle in Svizzera, il 13 settembre 2022. Le sue opere sono state fonte di ispirazione per molti registi statunitensi della New Hollywood e , più recentemente, per autori come Quentin Tarantino che ha chiamato la sua casa di produzione come uno dei suoi primi film, Bande à part.

Di Barbara Manenti

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