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Mancano poche ore al primo appuntamento operistico della stagione numero 58 del Macerata Opera Festival: venerdì 22 luglio alle ore 21 debutta Tosca di Giacomo Puccini, melodramma in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal dramma omonimo di Victorien Sardou.

Dopo la calorosa accoglienza di centinaia di giovani che hanno assistito all’Anteprima under30, cresce l’attesa per il nuovo allestimento che è ambientato in un set cinematografico anni Cinquanta in cui si gira un film sull’età napoleonica.

Uno spettacolo nello spettacolo: proiettori, ciak e camere da presa rimanderanno gli spettatori nell’era storica dello studio system. La regia è di Valentina Carrasco che – dopo il debutto dello scorso anno con Aida – torna allo Sferisterio per il secondo anno consecutivo.

Le scene sono di Samal Blak, i costumi di Silvia Aymonino, le luci di Peter van Praet; i protagonisti vocali Carmen Giannattasio (Floria Tosca), Antonio Poli (Mario Cavaradossi), Claudio Sgura (il barone Scarpia), Alessandro Abis (Cesare Angelotti), Armando Gabba (Un sagrestano), Saverio Fiore (Spoletta).

Sul podio della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana il nuovo direttore musicale del festival Donato Renzetti. Il Coro sarà il Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” guidato da Martino Faggiani con i Pueri Cantores “D. Zamberletti” diretti da Gianluca Paolucci. Domenica 24 luglio andrà in scena la seconda recita allo Sferisterio (in replica nel weekend successivo venerdì 29 e domenica 31 luglio).
 
«In questa Tosca – racconta Valentina Carrasco – la finzione (il film) è a colori, nelle cromie vibranti, esagerate, per noi oggi pressoché kitsch, del technicolor; la realtà, invece, è in bianco e nero. A dire il vero, nelle mie intenzioni a colori è il set, lo spazio circoscritto dove si gira il film. L’intento è rompere l’illusione esercitata sul pubblico dal mezzo cinematografico: si vedrà il cameraman riprendere ciò che accade in scena, ma quel che viene visualizzato sul telone è cosa diversa. L’artificio della rappresentazione vuole essere mostrato: nel passaggio dal totale (il set) al particolare (l’immagine proiettata) l’innaturalità avrà il sopravvento, cosicché a un ampio movimento fisico delle macchine corrisponderà un movimento ridotto nel quadro filmico».
 
Circa la scelta di ambientare Tosca in un set cinematografico la regista aggiunge: «si trattava di trovare una via di raccontarla restando fedele allo spirito, ma al contempo facendo una cosa diversa, una cosa che non si limiti a piacere al pubblico, ma che lo avvicini che lo porti a identificarsi con le vicissitudini dei personaggi. Perché Tosca, al pari di tutte le opere liriche veramente grandi, parla di noi».
 
La giornata di venerdì 22 luglio prevede inoltre alle ore 12 un nuovo appuntamento della rassegna Aperitivi Culturali, organizzati dall’Associazione Sferisterio Cultura e curati da Cinzia Maroni. Il titolo dell’incontro è Sul set di Tosca. Macerata ai tempi del Papa re, realizzato in collaborazione con il FAI e dedicato al titolo operistico inaugurale Tosca di Giacomo Puccini.

A parlarne il direttore Donato Renzetti, la regista Valentina Carrasco insieme a Giuseppe Rivetti (capo delegazione FAI Macerata, oltre che componente del CDA dell’Associazione Arena Sferisterio e docente dell’Università di Macerata) e Giacomo Canullo (guida turistica cittadina). L’appuntamento avrà luogo nella sede tradizionale degli “Antichi forni” (piaggia della Torre) lungo le scalette che collegano piazza Mazzini e piazza della Libertà.

Presentazione

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