Luigi Pirandello
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Luigi Pirandello, drammaturgo, scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934, è considerato tra i più importanti drammaturghi del Ventesimo secolo. Figlio di Stefano Pirandello e Caterina Ricci Gramitto, nasce il 28 giugno 1867 a Girgenti (Agrigento). Dopo gli studi classici inizia quelli universitari a Palermo nel 1886, per recarsi in seguito a Roma, dove continua i suoi studi di filologia romanza che poi completa su consiglio del suo maestro Ernesto Monaci, a Bonn (1889) e si laurea nel 1891 con  una tesi sul dialetto  agrigentino.  

Nel 1894 sposa Maria Antonietta Portulano (1871-1959), figlia di un ricco socio del padre e cugina di secondo grado. Nel 1895 nasce il primo figlio Stefano (1895-1972), a cui seguono, due anni dopo, Rosalia Caterina (Lietta) (1897-1971) e, nel 1899, Fausto Calogero (1899-1975). Nel 1903 la moglie Antonietta si ammala di una grave forma paranoica causata dalla rovina economica che colpisce la famiglia. Viene internata in un ospedale psichiatrico nel 1919, muore nel 1959 all’età di 88 anni.

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello (archivio)

Le opere di Luigi Pirandello comprendono 7 romanzi, novelle, racconti brevi, circa 40 drammi teatrali e composizioni poetiche. I romanzi sono: L’esclusa, Il turno, Il fu Mattia Pascal, Suo marito, I vecchi e i giovani, Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Uno, nessuno e centomila.

Fra i più famosi e amati, Il fu Mattia Pascal, pubblicato nel 1904 sulla rivista Nuova Antologia, riscuote grande successo e viene tradotto in diverse lingue

Uno, nessuno e centomila, il più celebre, pubblicato tra il 1925 e il 1926 sulla rivista La Fiera Letteraria racconta di Vitangelo Moscarda, il protagonista, che scopre dalla moglie di avere il naso storto, un dettaglio di sé stesso che egli non aveva mai notato. Questa piccola coincidenza innesca un vortice di ragionamenti che lo portano, attraverso vari esperimenti, alla consapevolezza di non essere per gli altri come egli è per sé stesso.

Nel 1908 Pirandello pubblica il saggio L’umorismo, lavorava a questo testo dal 1904, anno in cui esce Il fu Mattia Pascal ed è proprio a Mattia che questo saggio è dedicato. E’ un’opera densa di riferimenti filosofici e letterari. L’autore stabilisce che cosa non è l’umorismo e che cosa generalmente si ritiene che sia. Pubblica anche il volume Arte e scienza.

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello (archivio)

Tra le novelle, le Novelle per un anno, suddivise in 15 volumi. Nel 1909 pubblica la novella Mondo di carta sul Corriere della Sera; ed è l’inizio di una collaborazione con il quotidiano che durerà fino alla sua morte.

Nel 1912 viene pubblicato Fuori di chiave, una raccolta di poesie. Il titolo deriva dal linguaggio musicale ed è una metafora della vita che si svolge senza armonia ed è piena di dissonanze.  Nel 1960 vengono per la prima volta pubblicate in un’unica raccolta tutte le opere poetiche dell’autore, accompagnate da testi inediti pazientemente ricercati e recuperati fra i numerosi scritti sparsi.

L’umorismo e la crisi dell’io sono due tematiche che vengono trattate in numerose opere. L’amore per le scene si rivela quando Luigi Pirandello ha undici anni e scrive la tragedia Barbaro. Compone opere teatrali sia in siciliano che in italiano che pubblica nel 1918 nella raccolta Maschere nude, in cui negli anni riunirà tutta la sua produzione teatrale.

Pirandello è ossessionato dal contrasto tra realtà e finzione; la società impone maschere e convenzioni. Attraverso le novelle e il teatro, Pirandello espone le finzioni e in 4 fasi:

1) Il teatro siciliano, 2) Il teatro umoristico-grottesco, 3) Teatro nel teatro,  4) Il teatro dei Miti.

Luigi Pirandello (archivio)

Lumie di Sicilia è un dramma in un atto sulla base di una novella dallo stesso titolo composta nel 1910. La morsa, atto unico, in scena al Teatro Metastasio di Roma nel 1910, è tratto dalla novella col titolo L’Epilogo pubblicata nel 1898 sulla rivista Ariel, fondata da Pirandello. E’ la storia di un adulterio con  l’approfondimento psicologico dei sentimenti di contrasto dei tre protagonisti.

L’ ambientazione siciliana ed emerge la contrapposizione tra la naturalezza degli istinti e gli obblighi della società. Seguono le commedie più famose. Liolà (1916) che racconta di un don Giovanni che infrange le regole della moralità comune, per un suo naturale senso di giustizia, mentre gli altri sono egoisti e gretti.

Poi, nei primi mesi del 1916, Pensaci, Giacuminu!, tratto dalla novella omonima, originariamente pubblicata sul Corriere della Sera del 23 febbraio 1910, trasposta in una versione teatrale in siciliano e successivamente tradotta in italiano. Agostino Toti, professore di Storia Naturale del liceo, ormai vecchio e privo di autorità propone alla giovanissima Liliana Cinquemani, figlia del custode del liceo, di sposarlo in modo da assicurarle anche dopo la sua morte la propria pensione.

Liliana gli confessa d’essere incinta di Giacomino Delisi, un giovane scapestrato che si è introdotto furtivamente nell’istituto passando per la finestra dell’aula del Professor Toti. I genitori di Liliana la cacciano di casa, ma l’anziano professore riuscirà ad imporsi: i suoi scopi sono più importanti della stupidità della gente. Sposerà Liliana mantenendo lei, il nascituro e permetterà a Giacomino di frequentarli.

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello a teatro (archivio)

Per la fase del Teatro del Grottesco le commedie più significative sono Così è (se vi pare) e Il giuoco delle parti.

La prima opera rivoluzionaria nel teatro italiano di Luigi Pirandello è Così è (se vi pare), composta in tre atti nel 1917 e messa in scena per la prima volta a Milano nel 1918 al Teatro Olimpia. Viene descritta la realtà quotidiana con le differenti interpretazioni da parte dei personaggi, e quindi l’impossibilità di far valere il vero e la solitudine di ogni persona. In un contesto borghese di provincia dove prevale il pettegolezzo e la spasmodica curiosità, la verità ricercata non emerge, rimane insoluta.

Il giuoco delle parti  scritto nel 1918 e rappresentato nel 1922  esprime solitudine e incomunicabilità, quindi, la ricerca di una fuga dalla realtà in un mondo irreale o nella pazzia.

Nel 1917  Pirandello compone  Il piacere dell’onestà, commedia in tre atti, ispirata alla sua novella Tirocinio (1905) e rappresentata nel 1917 al Teatro Carignano di Torino. La vicenda tratta di un matrimonio riparatore; l’autore espone la differenza fra l’essere e l’apparire, la maschera sociale in contrapposizione alla propria vera identità.

Tra il 1921 e gli anni ’30, Pirandello si dedica al Metateatro (Teatro nel teatro). Sono commedie destinate a sconvolgere il linguaggio drammatico tradizionale e ad imporne uno rivoluzionario. Compone: Sei personaggi in cerca d’autore (1921), Enrico IV (1922), Ciascuno a suo modo (1924), Questa sera si recita a soggetto (1930). Scompare la quarta parete, che è l’illusione della scena. Il pubblico è coinvolto in una dimensione inquietante, il teatro mette a nudo se stesso davanti allo spettatore.

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello (archivio)

Il dramma Sei personaggio in cerca d’autore va in scena in prima assoluta il 6 maggio 1921 al teatro Valle di Roma con esiti clamorosi: per Pirandello si aprono le porte dei teatri di tutto il mondo. In scena escono sei personaggi che, ripudiati dall’autore, irrompono in teatro per dichiarare il loro disagio.

Enrico IV, dramma in tre atti, scritto nel  1921 e rappresentato il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano, è considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggio in cerca di autore. Enrico è vittima della follia, prima vera poi simulata, ma soprattutto è prigioniero del personaggio rappresentato da cui non vuole uscire, neppure quando rinsavisce; è la vicenda di un uomo che, caduto da cavallo durante una festa in maschera, si è risvegliato convinto di essere Enrico IV, il personaggio storico che stava interpretando.

L’opera Ciascuno a modo suo, scritta da Pirandello nel 1924, fa parte della cosiddetta trilogia del teatro nel teatro, preceduta da Sei personaggi in cerca d’autore e seguita da Questa sera si recita a soggetto

La rappresentazione della commedia Ciascuno a modo suo, così come indicata dall’autore, si svolge sul palcoscenico ed anche nei luoghi generalmente utilizzati dal pubblico, come la strada davanti al teatro, l’ingresso, il foyer e la sala. C’è la contemporanea presenza, in sala e sul palcoscenico, dei protagonisti di un caso di cronaca. Ad ogni calare di sipario i protagonisti reali delle vicenda (che viene rappresentata, da altri attori, sul palcoscenico) si accalorano, inveendo contro l’autore e la commedia. Il gioco teatrale si svela nel finale, quando, inaspettatamente, i personaggi della realtà e quelli della finzione si riuniscono per l’uscita finale.

Questa sera si recita a soggetto è  composta tra la fine del 1928 e l’inizio del 1929, subito dopo l’esperienza di capocomico presso il Teatro d’Arte di Roma. L’opera, rappresentata per la prima volta al Teatro di Torino il 14 aprile 1930,  indaga sull’autoritarismo del regista di teatro, figura allora innovativa nel panorama teatrale, sulla messa in scena, e scruta i rapporti che intercorrono tra lui e gli attori e, conseguentemente, il rapporto degli attori con il pubblico.

La commedia racconta della gelosia di Rico Verri per la moglie Mommina che in passato ha avuto delle cadute da farsi perdonare ma che il marito, pazzamente geloso, non riesce a dimenticare costringendola a rimanere segregata in casa. Mentre Mommina canta con la sorella l’aria Leonora addio che le rammenta la sua spensierata giovinezza perduta, cade morta.

Nel 1925 Pirandello fonda la Compagnia del Teatro d’Arte di Roma con due grandissimi interpreti dell’arte pirandelliana: Marta Abba (sua musa ispiratrice) e Ruggero Ruggeri. Con questa compagnia comincia a viaggiare per il mondo: le sue commedie vengono così rappresentate anche nei teatri di Broadway.

Luigi Pirandello
Marta Abba (archivio)

Molte delle opere pirandelliane vengono trasposte al cinema: Pirandello spesso assisteva alla lavorazione dei film; andò anche negli Stati Uniti d’America, dove famosi attori e attrici di Hollywood, come Greta Garbo, interpretavano i suoi soggetti.

Pirandello lasciò incompiuta l’opera teatrale a sfondo mitologico I giganti della montagna, per la sua morte avvenuta nel 1936.  Il terzo atto venne ideato e illustrato nell’ultima notte di vita, e il figlio Stefano  lo scrisse poi sotto forma di narrativa, tentandone anche una ricostruzione, per  integrare la sceneggiatura del dramma.  Giorgio Strehler l’attuò con diverse messe in scena, dall’immediato dopoguerra, agli anni Sessanta, fino  alla penultima stagione teatrale degli anni Novanta.

Pirandello muore di broncopolmonite la mattina del 10 dicembre 1936 nella sua casa ad Agrigento di via Antonio Bosio 15, ora sede dell’Istituto di Studi Pirandelliani. Secondo le sue ultime volontà, viene cremato. Il funerale si svolge in totale povertà, su un carro d’infima classe, senza accompagnamento alcuno. Le sue ceneri, dopo più spostamenti, sono ora tumulate ad Agrigento, sotto il pino della Villa del Caos, dove egli nacque.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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