Canova
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Una complessa partita a scacchi con in palio cento opere per Napoleone realizzate da Canova, in caso di vittoria del generale francese, o per il successo dell’artista italiano, la propria libertà e cento opere restituite all’Italia.

Sotto scacco – Canova vs Napoleone per la regia di Barbara Chiesa, è uno spettacolo che con molta leggerezza si snoda tra le pieghe del Milleottocento, portato in scena nella bellissima cornice del “Circolo della Pipa” a Roma, in particolare all’esterno, davanti al palazzo rinascimentale “la Casina del Curato” e nel suo giardino, che assieme alla scenografia suggestiva di busti velati alla De Chirico e sculture ci immerge nell’immaginario artistico dei due personaggi.

Eccoli: il grande scultore Canova impersonato da Camillo Ciorciaro si muove con solidità e sicurezza e grandissimo carattere e tenacia tra questi bustie nella storia, mostrando da un lato la reverenza dovuta al grado, al primo console e alla sua bella consorte, e sostenendo dall’altro con forza i suoi valori artistici e morali.

Coprotagonista è il giovane Napoleone, primo console di Francia interpretato da Lorenzo Grilli, che accentua il carattere superbo e ironico del condottiero. Egli è amante dell’arte e della bellezza e anche per celebrare il proprio potere e vanità chiama Canova a corte commissionandogli opere con sé stesso come modello.

La permanenza a Parigi di Canova è da subito minata dal risentimento dell’artista italiano per il precedente furto indiscriminato da parte del console di innumerevoli tesori artistici italiani di pregio valore.

E’ questo il tema centrale della pièce, ben architettata anche a livello di narrazione e testo, opera della stessa regista e di Roberto Barbera, e arriva nel suo culmine in una discussione, durante una partita a scacchi tra i due personaggi, sull’operato di Napoleone. Egli si difende con il fatto di “un servizio all’umanità”, dare al popolo in pasto il bello e la grande Arte altrimenti nascosta tra i beni della Chiesa in Italia. L’arte è per tutti e il Louvre ne è il mezzo.

Canova attacca il tiranno sostenendo patriotticamente la paternità italiana delle innumerevoli opere trafugate. La prima partita la vince Napoleone e Canova perciò lavorerà per lui.

Collante tra i due personaggi la bella e seducente ma anche molto umana Josephine de Beauharnais, giocata magistralmente dall’attrice Letizia Letza, personaggio che riesce a portare Canova a Parigi e instaura con lui un sentito rapporto. La confidenza con l’italiano sfocia nella richiesta dell’opera “le tre grazie” in cui in modo platonico si può consumare la loro vicinanza. La stessa primadonna francese cerca sempre una mediazione nel dibattito tra “Ares e Apollo” ovvero tra il grande generale francese e lo scultore eccezionale italiano e tra le loro opposte virtù.

La partita a scacchi riprenderà con capovolgimenti di fronte anche a distanza, dopo che Napoleone sarà divenuto Imperatore.

Accoratie centrati i monologhi riflessivi dei tre personaggi che si alternano dopo la fase centrale della messainscena e riescono a donare con intensità il pensiero e l’emotività della loro vicenda interiore.

Interessante l’idea della partita a scacchi che sintetizza il carattere di Napoleone sempre in battaglia e amante della strategia, anche in scala ridotta e al contempo invertendo la scala ci fa immaginare come egli potesse guidare il suo grande esercito, con sicurezza, maestriama anche grande leggerezza.

Musica mai invasiva, utilizzata con misura in modo efficace riesce ad evocare il mistero nei fatti e nell’andamento della partita tra i personaggi.

Recensione di Demian Aprea

www.ildogville.it

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