In Scena
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La compagnia sarda Theandric Teatro Nonviolento è stata una delle tre compagnie italiane scelte dal Festival InScena NY 2022 che si è svolto dal 14 al 18 maggio a New York. Un’edizione molto speciale che ha dovuto fare i conti con la lenta riapertura degli spazi e tutte le difficoltà create dall’emergenza pandemica. 

L’opera selezionata per l’occasione è stata La Vedova Scalza (ispirata all’omonimo romanzo di Salvatore Niffoi, Premio Campiello nel 2006) con la regia di Maria Virginia Siriu, e gli attori Carla Orrù, Fabrizio Congiae Andrea Vargiu, con i costumi di Marilena Pitturru (autrice anche delle maschere) e Salvatore Aresu  e le musiche dei Menhir (storica formazione hip hop nuorese tra le più importanti nella storia del genere in Sardegna), per dare vita alla fortunata opera teatrale figlia dell’incontro tra la letteratura di Niffoi con il teatro della Siriu.

Da questa commistione trae linfa vitale una pièce che dà corpo alle emozioni, ai valori e ai linguaggi che popolano il romanzo, vero e proprio caso editoriale dei primi anni duemila.

La Compagnia si è esibita al Bernie Wohl Center Manhattan, alla Scuola d’Italia Marconi NY e al Greek Cultural Center Astoria. 

 «Gli ultimi due anni di pandemia hanno stravolto le nostre vite, generando allo stesso tempo una nuova richiesta di senso» spiega Maria Virginia Siriu, direttrice artistica di Theandric Teatro Nonviolento. «Ciò vale particolarmente per il mondo del teatro e tutto lo spettacolo dal vivo che è stato il più duramente colpito e ora dopo tanti tentativi a singhiozzo, ritorna a vivere. Poter partecipare al Festival In scena NY, dopo due anni di stop, è ancora più emozionante. Quella del 2022 è un’edizione molto speciale: quella della ripartenza, fortemente voluta dalla direzione artistica nonostante le tante difficoltà.

Ci sentiamo molto grati di essere una delle tre compagnie che quest’anno arriveranno dall’Italia a questa importante kermesse, che ha l’obiettivo di creare un ponte tra gli artisti italiani e quelli newyorkesi. Presenteremo La vedova scalza con grande entusiasmo ed enormi stimoli in una piazza come quella della Grande Mela, che guarda sempre avanti ed è pronta ad intercettare tutto ciò che di vivo e innovativo offre la scena internazionale.

La vedova scalza ha radici profonde nella cultura identitaria della Sardegna e allo stesso tempo parla una lingua universale. La ricerca linguistica è dapprima nel testo straordinario di Salvatore Niffoi, poi nell’uso sottilmente elegante del teatro fisico di Theandric, come scrisse Philip Liebman (rivista Broadway Baby) in occasione del Fringe Festival di Edimburgo. La Vedova Scalza è inoltre una tragedia che rivisita i tratti distintivi di quella classica, per riportarla alla contemporaneità. Non potrei immaginare un palcoscenico migliore di New York e del Festival InScena! per rappresentare questo lavoro. »

Ogni anno In Scena! organizza nella “Grande Mela” una rassegna di teatro italiano indipendente con al suo interno produzioni originali, letture di opere teatrali in traduzione inglese, conferenze, seminari e scambi fra artisti italiani ed internazionali. Scopo della rassegna è la promozione del teatro e degli artisti italiani a New York e la costruzione di un ponte fra la scena artistica italiana e quella newyorkese. Tutti gli spettacoli vengono presentati in italiano con sopratitoli in inglese. 

Tra i numerosi partner del festival InScena, anche il circolo sardo Shardana, presieduto da Giacomo Bandino, sempre attento a valorizzare l’opera creativa dei sardi nella Grande Mela, in tutti gli ambiti e specificamente in quello culturale. 

La vedova scalza racconta la storia italiana e sarda, è ambientato in Sardegna, è di un autore sardo, – Salvatore Niffoi, vincitore del premio Campiello nel 2006 -, anche le musiche sono del gruppo sardo Menhir, così la compagnia e gli altri contributi artistici.

LO SPETTACOLO – Barbagia, anni ’30. A Laranei e Taculè la vita scorre sempre uguale, all’ombra del podestà e della tradizione. La violenza è ovunque: nello strapotere fascista, nelle angherie delle forze dell’ordine, nelle consuetudini che fossilizzano gli individui in ruoli prescritti e azioni comandate. Essere donna significa solo pregare, procreare e lavorare nei campi. Pare non esista via di fuga. La giovane Mintonia, però, è diversa. Studia da autodidatta, legge Grazia Deledda e Lev Tolstoj, non si rassegna a subire la vita.

Si innamora di Micheddu, testa calda del paese, e contro il volere della comunità sceglie di sposarlo. Micheddu non ama sottomettersi al potere, men che meno a quello fascista: si fa beffe del Duce e della polizia. Ben presto si guadagna l’odio del podestà e di Centini, il brigadiere locale. I temi (amore, morte, vendetta) e il coro di voci paesane che abitano il romanzo di Niffoi sono quelli della tragedia classica. Theandric Teatro sceglie di portarlo in scena proprio così: le scene corrono verso il drammatico epilogo finale, inframezzate dal coro. Il linguaggio è essenziale e, sebbene radicato nella realtà locale di due piccoli paesi della Barbagia, parla alle menti e ai cuori di valori universali.

Presentazione

www.theandricteatro.org/

www.ildogville.it

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