Barbra Streisand
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In occasione del suo ottantesimo compleanno, dal 17 al 29 maggio 2022 Cineteca Milano MIC dedica al talento di Barbra Streisand una personale in 6 film tra i suoi maggiori successi, molti dei quali presentati in lingua originale con sottotitoli italiani.

Cantante, attrice, regista, compositrice, produttrice, sceneggiatrice: non è facile racchiudere in un unico termine l’ecletticità di Barbra Streisand. Nata a Brooklyn il 24 aprile 1942 in una famiglia ebrea di umili origini, il padre muore quando la Streisand ha solo 15 mesi, perdita che segnerà profondamente la sua crescita personale e artistica.

Apprezzata sin da ragazzina per la bella voce, il sogno di Barbra è tuttavia quello di diventare attrice. Il look inusuale per i canoni di bellezza dell’epoca non le permette, tuttavia, di ottenere i ruoli desiderati. Sarà proprio la sua voce, cristallina quanto potente, ad essere il lasciapassare per la celebrità.

Dopo una gavetta come cantante in alcuni nightclub newyorkesi, Barbra approda a Broadway in un ruolo secondario nella commedia musicale I Can Get It For YouWholesale (1962). La sua performance è un successo e le permette di ottenere il primo ruolo da protagonista sul palcoscenico nel mitico musical Funny Girl (1964), ispirato alla storia vera di Fanny Brice, vedette dei maggiori spettacoli di rivista dei primi del Novecento.

Per la Streisand lo spettacolo è la consacrazione, diventando una delle performer più ricercate di quegli anni. Hollywood è da subito interessata a trarre un film dallo spettacolo e Barbra riesce a confermarsi nel ruolo della protagonista. Uscito nelle sale nel 1968 e diretto dal grande William Wyler, Funny Girl è uno strepitoso successo di pubblico e permette alla Streisand di vincere, al suo primo film, il Premio Oscar come migliore attrice protagonista.

Ormai diventata una delle star più luminose degli anni Settanta, Barbra è protagonista di altri due adattamenti di musical teatrali: è la sensale di matrimoni Dolly Levi in Hello, Dolly! (1969, Gene Kelly), mentre ne L’amica delle 5 ½ (1970, Vincente Minnelli) interpreta il doppio ruolo di Daisy, ragazza con il vizio del fumo, e di una sua antenata vissuta nell’Inghilterra del 1800.

Stanca di essere associata ad un unico genere cinematografico, la Streisand dimostra le proprie abilità drammatiche in Come eravamo (1973, Sydney Pollack), indimenticabile storia del travagliato amore tra Katie Morosky, ragazza ebrea da sempre in prima linea per i diritti civili, e Hubbel Gardiner, interpretato da Robert Redford, americano tranquillo e talentuoso sceneggiatore.

Per il film Barbra riceve una seconda candidatura all’Oscar come migliore attrice, mentre la commovente canzone The Way We Were, cantata sui titoli di testa, vince l’ambita statuetta. Dopo essere tornata nei panni di Fanny Brice nel sequel Funny Lady (1975, Herbert Ross), il nuovo progetto della Streisand la vede anche nelle vesti di produttrice, insieme al compagno dell’epoca John Peters (omaggiato recentemente da Paul Thomas Anderson in Licorice Pizza).

La coppia decide infatti di realizzare una nuova versione di È nata una stella (1976, Frank Pierson), questa volta non ambientata nel mondo del cinema come i precedenti film del 1937 e del 1954, ma nel mondo della musica rock. La pellicola è un successo al botteghino, Barbra vince il Golden Globe come migliore attrice in un film commedia o musicale e riceve il secondo Oscar della sua carriera, in questa occasione per la migliore canzone, il tema Evergreen. Il film sarà inoltre la principale ispirazione per il più recente remake A Star Is Born (2018, Bradley Cooper), interpretato da Bradley Cooper e Lady Gaga.

Alla ricerca di nuove sfide creative, la Streisand approda alla regia con il musical Yentl (1983, Barbra Streisand), adattamento di un racconto di Isaac Bashevis Singer, storia di una ragazza che, dopo la perdita del padre, si finge uomo pur di studiare il Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo.

Con Yentl Barbra Streisand diventa la prima donna a interpretare, dirigere, produrre e sceneggiare un film per una major cinematografica, ricevendo il Golden Globe per la migliore regia (prima regista donna nella storia del Premio) ma venendo snobbata della nomination nella medesima categoria dall’Academy. Nonostante questa amara dimenticanza, con il film la Streisand ha contribuito ad ampliare gli orizzonti delle donne ad Hollywood.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, Barbra dirada le proprie apparizioni cinematografiche, offrendo comunque grandi interpretazioni (Pazza, 1987, Martin Ritt), e tornando nella doppia veste di attrice e regista per il dramma Il principe delle maree (1991, nomination all’Oscar come miglior film) e per la commedia L’amore ha due facce (1996), accostando al cinema e alla musica il proprio impegno per svariate cause umanitarie.

È nata una stella ottant’anni fa e Cineteca Milano invita a festeggiare un’artista che, partita dal nulla, è poi diventata, come lei stessa cantava in Funny Girl, “… the greatest star!”.

Presentazione

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