Al Carcano di Milano il mito di Elena di Troia

Al Carcano di Milano il mito di Elena di Troia
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Dal 12 al 15 maggio ELENA di Ghiannis Ritsos sarà in scena al Carcano di Milano, traduzione Nicola Crocetti, con Elisabetta Pozzi, musiche di Daniele D’Angelo eseguite dal vivo dall’autore, regia Andrea Chiodi. Produzione Centro Teatrale Bresciano.

Chi non è rimasto affascinato dalla figura di Elena, una delle più belle donne dell’antichità? Per lei si scatenò a Troia una sanguinosa guerra durata dieci anni. Eppure un’altra Elena si scopre ai nostri occhi nel monologo lirico che Ghiannis Ritsos compose nel 1970. La versione del mito che ci offre il poeta greco è un vero e proprio ribaltamento dell’immagine di Elena che la tradizione letteraria ci ha donato.

La Elena interpretata da Elisabetta Pozzi ha rinunciato alla bellezza effimera, scivolata via ormai molti anni addietro: la sua bellezza adesso è ben altra, quella dell’esperienza. L’esperienza di una vita vissuta all’insegna dell’amore, tra le braccia forti dei vari amanti trepidanti per lei: quell’amore diventato adesso un ricordo che non genera più alcuna passione, ma solo malinconia e forse rimpianto.

Questa Elena è una donna del presente, a noi più vicina, quasi un’amica che tra un bicchiere di whisky e una sigaretta si confida ad un soldato o al fantasma di un amante valutando la propria esistenza, eccezionale certo, ma che adesso sta volgendo alla fine. In una scena che potrebbe evocare un vecchio locale o un’abitazione che porta il segno del tempo, si aggira, come una fantasma, una donna che torna con il pensiero, ossessivamente, a ciò che è stato, ad un’esistenza lontanissima dal presente, una vita fatta di memoria, glorie ed onori. Offre di sé un ritratto assai impietoso ed ironico, non vergognandosi di presentare nella sua abitazione fatiscente quel degrado e senso di vuoto che ora la circonda, oramai derisa anche da ancelle irriverenti che le fanno dispetti.

Eppure la “vecchia” Elena di Elisabetta Pozzi oltre a regalare memorie, riflessioni, immagini che il tempo non scalfisce offre al suo pubblico il fascino eterno di chi ha acceso i cuori degli eroi, rendendo per questo anche lei un’eroina immortale. Recitata con la classe della grande attrice al vertice della maturità espressiva, in un sapiente dosaggio di parole e gesti, sussurri e declamazioni, che dialoga direttamente con la musica composta da Daniele D’Angelo, la storia della donna Elena continua ad ammaliare.

Presentazione

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