cinema cubano
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Il cinema di Cuba negli anni Sessanta conquista un posto nella cinematografia mondiale. Si afferma un cinema rivoluzionario che anticipa il nuovo cinema latinoamericano e che, insieme al Neorealismo italiano, costituisce un importante punto di riferimento.

In seguito agli eventi della Rivoluzione cubana la dittatura di Fulgencio Batista viene rovesciata e sostituita dal governo filo comunista di Fidel Castro che assume il potere definitivo dal 1959 al 2008.

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Fidel Castro (web)

Nel marzo 1959 viene fondato l’Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC), affidato ad Alfredo Guevara che lo condurrà per diversi decenni e che sarà, nel 1979,  tra i fondatori del Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano.

La finalità dell’ICAIC era di organizzare, stabilire e sviluppare l’industria cinematografica, di produrre e distribuire i film cubani e in coproduzione. Fondare e tutelare l’arte cinematografica libera da ogni vincolo e servitù, contribuendo a lottare contro l’ignoranza e, attingendo alla storia del Paese, provvedere alla formazione di una cultura nuova, diversa dal cinema commerciale fino ad allora dominante sugli schermi.

In quegli anni soltanto due registi erano in grado di realizzare lungometraggi di fiction: Julio Garcìa Espinosa (1926-2016) e Tomàs Gutiérrez Alea (1928-1996), diplomati in regia nel 1953 presso il Centro sperimentale di  cinematografia di Roma e già autori di documentari. Nel 1959 Garcìa Espinosa iniziò le riprese di Cuba baila, il primo lungometraggio prodotto ICAIC, cui seguì Historias de la revoluciòn (1960) di Gutiérrez Alea, che fu il primo a uscire nelle sale.

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I film più conosciuti di Tomàs Guitiérrez Alea sono: La muerte de un burócrata (1966), una satira sulla burocrazia e sullo stato. Memorias del subdesarollo (1968), il suo capolavoro, descrive il rapporto tra un intellettuale e la rivoluzione, e  racconta la vita di un borghese nella Cuba tra l’invasione della Baia dei porci e la crisi missilistica. In tutte le sue pellicole Gutiérrez Alea è critico nei confronti della società cubana, ma non smette di essere socialista. Espone i problemi per stimolare i cubani a risolverli e a migliorare la qualità della vita e della rivoluzione.

Nel 1966 esordì anche Humberto Solàs Borrego con Manuela (una giovane contadina guerrigliera) e Lucia(1968). Quest’ultimo è forse il film più emblematico della cinematografia cubana dell’epoca.

Degno di nota anche il documentario corto di Santiago Àlvarez Now! (1965) che, mostrando episodi di violenze razziali negli Stati Uniti col sottofondo continuo di una canzone, è considerato il primo videoclip della storia.

Fra i cineasti cubani dei quali abbiamo le opere si annoverano – oltre a Tomás Gutierréz Alea – Juan Carlos Cremata, Ernesto Daranas, Julio Garcia-Espinoza, Pavel Giroud, Esteban Insausti, Rigoberto López, Fernando Pérez, Jorge Luis Sánchez, Humberto Solás. E ancora, una retrospettiva parziale di Santiago Álvarez e un film di animazione di Juan Padrón.

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Nel 1960 l’ICAIC pubblicò la rivista Cine cubano, organo di informazione, di scambio internazionale ed elaborazione teorica. Numerosi cineasti e critici anche di altri Paesi l’accolsero con vivo interesse. Fra loro l’italiano Cesare Zavattini, i francesi Georges Sadoul, Chris Marker e Agnès Varda, il nederlandese Joris Ivens, il russo Roman L. Karmen, il georgiano Michail K. Kalatozov, il poeta russo Evgenij A. Evtusenko e il danese Theodor Christensen.

Questi registi e sceneggiatori realizzarono documentari dando un importante impulso alla formazione dei cineasti cubani. Zavattini confermò il Neorealismo italiano come modello iniziale della cinematografia cubana.

Santiago Alvarez (1919-1998), fra i maggiori autori cubani, documentarista di fama mondiale, iniziò a dirigere il Noticiero ICAIC Latinoamericano. Santiago Alvarez assieme ad Alfredo Guevara fu fra i fondatori del Circolo culturale Nostro Tempo che nel 1957 produce El Megano, il medio metraggio che viene considerato il primo del neorealismo cubano rivoluzione castrista.

Fra gli ultimi lavori di Santiago Alvarez, Concierto Mayor (1997) che diresse con Ismael Perdomo, con produzione Uneac. E’ un documentario che mostra per la prima volta le testimonianze dei cubani colpiti dal virus dell’AIDS, in occasione del concerto di beneficenza di un gruppo di cantautori sulla piana del Rodeo Nacional.

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Santiago Alvares (web)

Il 6 febbraio 1960, con la direzione di Héctor García Mesa (1931-1998), e come dipartimento culturale dellIstituto Cubano di Arte e Industria Cinematografica (ICAIC), viene creata la Cineteca de Cuba, con il compito di conservare, restaurare e distribuire materiali filmati. Hectòr Garcìa Mesa (1931-1998) la guidò per trent’anni. Nel 1963 la Cineteca cubana venne ammessa alla Federazione internazionale degli archivi cinematografici (FIAF).  

Regista, fra i maggiori autori cubani, documentarista di fama mondiale, Hectòr Garcia Mesa fu autore di oltre 80 documentari. Raccontò nelle sue opere le fasi della rivoluzione castrista e del consolidamento del Socialismo a Cuba. C’è un legame profondo tra Cuba e il cinema italiano, un legame che ha le sue origini nel fecondo incontro col neorealismo che ha rappresentato una fonte di ispirazione per i cineasti cubani e che ancora sollecita l’interesse del pubblico cubano verso il cinema italiano.

Grazie alla Cineteca di Cuba sono state salvate e proiettabili cicli di pellicole datate  e poco conosciute dal gran pubblico, come Noche de Ronda (1943) di  Ernesto Cortázar, con María Antonieta Pons; La reina del Trópico (1945) di Raúl de Anda, sempre con María Antonieta Pons e poiHumo en tus ojosAmor con amor se pagaEl ciclón del Caribe eLa reina del Mambo.

La Cineteca vanta film di grandi registi, come  Serguei Einsenstein e Glauber Rocha. 15 films di Marlene Dietrich ed un curioso ciclo con 10 filmati nordamericani precedenti il noto Codice Hays.

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Negli anni Settanta vi fu difficoltà per tutte le espressioni artistiche, contrastate dall’intransigenza dogmatica, ma l’ICAIC conservò la sua autonomia e creatività. Nel 1970 venne inaugurato il programma televisivo 24 por Segundo del critico Enrique Collina, per un cinema internazionale e, dopo la proiezione, seguiva un’attenta analisi del film.

Negli anni Ottanta il cinema cubano approfondisce l’indagine sulla società locale in perenne trasformazione, e si avvale di una narrazione più propensa alla commedia e all’autoironia.

Fernando Pérez dirige nel 1987 Clandestinos che verrà pluripremiato. Juan Padròn realizza un lungometraggio di animazione, un cult tra i giovani di quell’epoca e quelli di oggi: Vampiros en Halabana! (1985), un coproduzione Cuba-Spagna-Germania (DDR).Quando nel 1982 Héctor Garcìa Mesa lasciò la direzione dell’istituto e della rivista Cine cubano, il successore fu Garcìa Espinosa, regista e acuto teorico. Durante il decennio della sua direzione venne aperta la Escuela Internacional de Cine y TV di San Antonio de Los Banos, centro residenziale a trenta chilometri da L’Avana per la formazione di registi e tecnici.

Vennero prodotti diciannove film di fiction. Nel 1991 il film Alicia en el pueblo de maravillas di Daniel Dìaz Torres provocò un’acuta polemica. Si tratta di una satira sulla vita del popolo cubano. Alicia, un’istruttrice di cultura, viene inviata in una piccola città, Maravillas, che è essa stessa un riflesso esagerato della realtà. Il film fu ritenuto eccessivamente critico nei confronti del sistema.

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Descriveva l’improvvisa interruzione delle risorse primarie e la conseguente drammatizzazione del blocco economico voluto dagli Stati Uniti. Anche l’ICAIC fu nelle stesse difficoltà di gestione e sopravvivenza sopraggiunte nell’intero Paese. Non vi fu più produzione di film, ma si operò solo attraverso coproduzioni. Fino al 1990 erano stati prodotti 161 film, 1082 documentari, 262 cartoons, 1490 notiziari.

Malgrado le forti difficoltà nella produzione cinematografica gli anni Novanta si presentano con interessantissime novità. Fernando Pérez rivela una nuova cinematografia fortemente poetica e introspettiva con le opere Hello Hemingway (1990) e Madagascar (1994).

Grande attenzione guadagna Fresa y chocolate (1993) di Tomás Gutiérrez Alea (che ormai tutti a Cuba conoscono come Titón) e Juan Carlos Tabío. Insieme affrontano il tabù dell’omosessualità con una denuncia a viso aperto dell’intolleranza machista della società cubana. Il film, Orso d’argento Gran premio della giuria al Festival di Berlino, fu una coproduzione internazionale con Spagna e Messico, con oltre 2 milioni di dollari al boxoffice, e rimane oggi uno dei più conosciuti film cubani all’estero. Ancora insieme realizzano Guantanamera (1995), ritratto divertente e scanzonato della realtà cubana.

Figure originali di autori continuarono a emergere, come Orlando Rojas, il giovane Arturo Sotto Díaz, Juan Carlos Tabío, mentre si ebbe la conferma della forte personalità di Fernando Pérez.

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Juan Carlos Tabío (web)

Juan Carlos Tabío (1943-2021), regista e sceneggiatore cubano, è morto all’Avana all’età di 77 anni. Con le sue commedie amare ha raccontato la dura realtà di Cuba segnata dalla crisi economica generata dopo la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Istituto cubano dell’arte e dell’industria cinematografiche, che nel 2014 gli ha assegnato il Premio Nazionale del Cinema. Dopo la morte del suo collega e maestro Titòn, Tabìo affronta il set da solo con Lista de espera (2000, Lista d’attesa), una metafora delle difficoltà della vita quotidiana a Cuba e con Aunque estès lejos (2003) ironica descrizione del mondo del cinema.

Il  compito arduo di rendere il cinema cubano concorrenziale sul mercato internazionale governato dalle nuove tecnologie venne affidato nel 2000 allo scrittore Omàr Gonzales, alla direzione dell’ICAIC. L’apertura alle tecnologie digitali avvenne con il primo Festival internazionale del Cine pobre e con la proiezione del film Miel para Oshun (2002) diretto da Solàs, realizzato in video digitale. Il Festival di Cannes del 2002 ha proposto Nada+, primo lungometraggio del giovane regista Juan Carlos Cremata Malberti, che descrive un uso garbato e poetico della computer graphics, tuttavia polemico per l’abuso dirompente e ipnotico.

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Omar Gonzales (web)

The Lost City è un film del 2005 coprodotto, diretto ed interpretato da Andy García (autore anche della colonna sonora) e scritto dallo scrittore esule cubano Guillermo Cabrera Infante, ambientato nell’Avana di fine anni cinquanta, durante i turbolenti eventi della rivoluzione.

Che – L’argentino (The Argentine) è un film del 2008 diretto da Steven Soderbergh. Film biografico basato sulla vicenda del rovesciamento, avvenuto nel 1959, della dittatura cubana di Fulgencio Batista da parte di Ernesto “Che” Guevara e di un gruppo di esuli cubani guidati da Fidel Castro.

Il film è ispirato dal libro La guerra rivoluzionaria a Cuba, scritto dallo stesso Ernesto Guevara, interpretato nel film da Benicio del Toro. Che – Guerriglia (2008) è la seconda di due parti dedicate alla figura di Che Guevara, sempre diretta da Soderbergh. Le due parti, riunite in un unico film, sono state presentate in concorso al 61° Festival di Cannes, dove il protagonista ha vinto il premio per la miglior interpretazione maschile.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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