A Declaration of Love
Reading Time: 2 minutes

Ventidue anni in prigione, di cui 19 nel braccio della morte: condannato alla pena capitale, poi invece liberato, innocente. Cosa accade intimamente a chi è sopravvissuto a questa profonda ingiustizia?

A Declaration of Love prova a rispondere a questo interrogativo. Il film di Marco Speroni, una produzione NACNE del 2021, dal 20 aprile sarà nei cinema con OpenDDB. Il film è tra i finalisti dei Nastri D’Argento 2022/Cinema del reale.

Curtis McCarty è stato condannato a morte nel 1985 per un crimine che non aveva commesso. Ha trascorso 22 anni in carcere, 19 dei quali nel braccio della morte, sepolto vivo in una stanza senza finestre e senza poter avere contatti umani nel Penitenziario di Stato dell’Oklahoma.

Nel 2007 è stato scagionato e liberato. La camera da presa lo incontra: A Declaration of Love è il suo testamento, il suo ultimo racconto, forse il primo a cuore aperto, sincero fino alle lacrime – la sua versione non davanti alla legge, mai così incapace di indagare la verità, ma di fronte agli uomini, come lui, come noi.

Uscito di prigione con un grave PTSD (post traumatic stress desorder), senza alcun aiuto o sostegno, la vita di Curtis è crollata, è diventato homeless e tossicodipendente. Nel 2018 Curtis è stato condannato a 10 anni di carcere per possesso di droga ad uso personale. Dopo 2 anni, è stato rilasciato in libertà vigilata. Da quel momento si sono perse le sue tracce.

Il film dà voce a un uomo perseguitato da un sistema legale perverso, raccontando in modo singolare e visionario, la sua rabbia e il suo disorientamento in un mondo a cui non appartiene più. Curtis è una delle vittime più struggenti, la più iconica, dei danni prodotti dal braccio della morte, della “vita” al suo interno, da cui la fuga è spesso appunto la resa, l’accettazione della fine. Nel sistema penale americano gli errori giudiziari non sono rari e sono centinaia le persone che, come Curtis, sono state incarcerate ingiustamente o illegalmente.

L’incubo legale e umano di Curtis è legato a uno degli scandali più esplosivi che hanno sconvolto il sistema giudiziario statunitense negli ultimi 30 anni, quello di Joyce Gilchrist, tecnica di laboratorio forense la cui manipolazione sistematica delle prove ha portato alla condanna di molte persone innocenti, e di Robert Macy, il famigerato Procuratore di Stato dell’Oklahoma che ha condannato a morte più persone di qualsiasi altro nella storia degli Stati Uniti (nonostante le evidenti lacune dell’impianto accusatorio, come nel caso di Curtis).

Presentazione

www.ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.