Presente indicativo
Reading Time: 3 minutes

Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali) rappresenta il momento culminante di Strehler100, dal 4 al 31 maggio 2022. Il programma di celebrazioni che il Piccolo Teatro ha immaginato in occasione del centenario del suo fondatore e che copre un intero anno di iniziative, dal 14 agosto 2021 al 14 agosto 2022.

Un festival internazionale di teatro trasforma Milano in una vetrina della scena europea e non solo. Guardare all’Europa, al modo in cui gli artisti hanno risposto alla crisi del presente e hanno aperto prospettive sul futuro, proprio come fecero Giorgio Strehler e Paolo Grassi creando il Piccolo Teatro in risposta alla frattura della guerra: questo il senso della dedica a Strehler e lo spirito che ha governato l’immaginazione della rassegna: un dialogo autenticamente contemporaneo con le radici stesse del Piccolo.  

Significativamente, infatti, l’arco temporale di programmazione del festival ricomprende al suo interno, anzi al suo centro, quel 14 maggio 2022, in cui ricorrerà il settantacinquesimo anniversario della fondazione del Piccolo, quando due ragazzi che avevano poco più di 25 anni, Paolo Grassi e Giorgio Strehler, diedero inizio, nella Milano del dopoguerra, a un’avventura culturale rivoluzionaria, spargendo tra le macerie di una città devastata i semi di una rigenerazione straordinaria.

Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali) è realizzato anche grazie al contributo del MIC Progetto speciale 2022 e con il sostegno di Intesa Sanpaolo (Main Partner), Fondazione Cariplo e Valentino (Specific Partners), Valsoia e PFE (Partners)

Un atlante teatrale_Il programma vuole comporre uno sguardo policentrico sull’Europa, ruotando intorno all’incontro di diverse prospettive, geografiche e non solo. È un “Vecchio Continente” osservato con gli occhi di alcuni dei più importanti protagonisti della scena teatrale europea, molti dei quali, accanto ai Maestri, appartengono a una ‘nuova’ generazione di artisti nata tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta.

Le rotte tracciate uniscono le coste mediterranee della Grecia (Theodoros Terzopoulos) e gli avamposti atlantici del Portogallo (Tiago Rodrigues) e dell’Irlanda (Dead Centre) al cuore dell’Europa (il francese Pascal Rambert, i belgi FC Bergman), fino a spingersi, da un lato, verso le sue punte settentrionali (lo svedese Marcus Lindeen) e aprirsi, dall’altro, alle testimonianze del blocco centro-orientale (la polacca Marta Górnicka, trapiantata a Berlino).

Ed è, allo stesso tempo, un “Vecchio Continente” in dialogo con porzioni di mondo che Europa non sono, dall’orizzonte sudamericano (gli argentini Mariano Pensotti e Lisandro Rodríguez, la brasiliana Christiane Jatahy) a quello africano (la capoverdiana Marlene Monteiro Freitas e il burkinabè Aristide Tarnagda), fino a quello mediorientale (la giovane iraniana Parnia Shams).

D’altra parte, la permeabilità dei confini contribuisce a formare presenze ibride, la cui identità si fonda sulla mescidanza di più esperienze culturali, come accade per Sergio Blanco (uruguaiano di nascita e francese d’adozione), Constanza Macras (argentina che, dalla metà degli anni Novanta, vive a Berlino) e Serge Aimé Coulibaly (africano nato in Burkina Faso e ora residente in Belgio).

In tutto questo, non manca naturalmente l’Italia, dove si riproduce la coesistenza tra grandi figure, con alle spalle un lungo e solido percorso (Mimmo Cuticchio, Virgilio Sieni, Davide Enia), e artisti emergenti ma già molto apprezzati (Federica Rosellini, Marco D’Agostin, lacasadargilla). Un atlante, parziale e originale, dell’Europa che guarda se stessa, anche attraverso gli occhi di chi Europa non è, riflette sul passato, si affaccia al futuro, ma soprattutto vuole farsi specchio e racconto del presente.

I numeri_Ventidue, quindi, sono le artiste e gli artisti, italiani e internazionali (questi ultimi da Africa, Belgio, Brasile, Francia, Grecia, Iran, Irlanda, Polonia, Portogallo, Svezia, Uruguay), che si alterneranno sui palcoscenici delle tre sale del Piccolo, con ‘escursioni’ in altri luoghi della città, in preziosa collaborazione con il Teatro Franco Parenti, Zona K, Casa della Carità, Anteo Palazzo del Cinema e Università di Milano, sede, insieme al Piccolo, del V Convegno internazionale EASTAP, e grazie a iniziative come Città sola dell’ensemble lacasadargilla.

Il festival è, infatti, anche un progetto “politico” di relazione teatro/città, finalizzato a un attraversamento – fisico e metaforico – di Milano, nel tentativo di far luce sull’essenza di un teatro che – a tutti gli effetti e in tutti i sensi, da quello materiale-letterale a quello ideale-contenutistico – sia a “misura” di città.

Otto sono, da questa stagione, gli artisti associati del Piccolo (Marco D’Agostin, Davide Enia, Christiane Jatahy, lacasadargilla, Marcus Lindeen, Pascal Rambert, Tiago Rodrigues, Federica Rosellini). Venticinque sono gli spettacoli di cui sette prodotti o coprodotti dal Piccolo, con diciassette prime nazionali.

Presentazione

www.piccoloteatro.org/it/

www.ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.