Harlem
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Giovedì 10 marzo alle 15.30 presso Cineteca Milano MIC si terrà la presentazione del libro Harlem. Il film più censurato di sempre (ed. La Nave di Teseo, Centro Sperimentale di Cinematografia, 2021) con a seguire la proiezione del film Harlem, in edizione restaurata.

La grande storia nascosta di migliaia di italiani. La piccola storia di un uomo solo. Insieme in un racconto che parla a tutti noi, oggi. Dopo l’ottima accoglienza all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, in concorso in Orizzonti, La macchina delle immagini di Alfredo C., il film di Roland Sejko con Pietro De Silva, prodotto e distribuito da Luce-Cinecittà, fresco candidato nella decina finalista per il Miglior documentario dell’anno ai David di Donatello, arriva in prima visione a Cineteca Milano MEET.

A partire da un clamoroso e misconosciuto evento storico, che vide coinvolti migliaia di italiani al termine della seconda guerra mondiale, e dal singolare destino di un tecnico del cinema, La macchina delle immagini di Alfredo C. regala una riflessione avvincente sul potere pervasivo della propaganda. E attraverso l’intreccio di straordinari filmati dell’Archivio Luce – un autentico protagonista del film – e di riprese originali affidate alla voce, al volto e al talento di Pietro De Silva, mette in scena un poema visivo sulla memoria e sulla responsabilità di chi crea immagini, e di chi le vede.

SINOSSI

Aprile 1939. L’Italia fascista occupa l’Albania. Migliaia di operai, coloni e tecnici italiani vengono trasferiti nel paese. Novembre 1944, l’Albania è liberata. Il nuovo regime comunista chiude i confini e pone all’Italia decine di condizioni per il rimpatrio dei suoi concittadini. Nel 1945 in Albania si trovano trattenuti 27.000 italiani tra reduci e civili. Tra di loro c’è anche un operatore cinematografico.

Alfredo C., operatore della propaganda fascista, ha girato per cinque anni l’Albania con la sua cinepresa. Prima, per quasi un ventennio, ha immortalato la capillare macchina del regime. Ora, deve fare lo stesso, ma per un regime comunista. Chiuso nel suo magazzino, circondato da migliaia di pellicole, Alfredo C. rivede su una vecchia moviola quello che ha girato. La sua storia. E’ il suo film quello che vediamo. E forse, non solo il suo.

NOTA DI REGIA

La storia degli italiani trattenuti in Albania dal regime comunista è quasi dimenticata, coperta dalla valanga di eventi che ha travolto centinaia di migliaia di italiani in altri paesi. La chiave per raccontare è arrivata, come spesso succede, per caso. Quando tra i documenti dell’Archivio Centrale d’Albania, in una richiesta di rimpatrio ho notato un nome che conoscevo: quello dell’operatore dell’Istituto Nazionale Luce in Albania, ora, in quelle carte, dipendente del Minculpop comunista. La sua storia, intrecciata giocoforza con le immagini e le storie di altri, dava l’occasione per elaborare alcuni temi: l’onnipresenza e le tecniche della propaganda, l’incombenza degli eventi storici sui destini personali, la responsabilità della folla e quella dei singoli. E una riflessione sulla responsabilità – di oggi, come di ieri – di chi produce immagini, e di chi le vede. Roland Sejko

Il film sarà in programma presso Cineteca Milano MEET giovedì 10 marzo alle ore 18.45 (presente in sala il regista Roland Sejko) e in replica venerdì 11 marzo alle ore 17 e sabato 12 marzo alle ore 14.30.

Presentazione

www.cinetecamilano.it

www.ildogville.it

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