Emanuele Salce
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Da mercoledì 23 a domenica 27 febbraio l’OFF/OFF Theatre di Roma, dà il benvenuto a Emanuele Salce e al suo spettacolo Diario di un inadeguato ovvero Mumble Mumble atto II, che rinnova, a dodici anni di distanza dal primo spettacolo, quell’esigenza impudica di confessare sul palco, tra verità e finzione, un vissuto che reclama di essere raccontato, condiviso e quindi esorcizzato. Tra l’intimità del diario e lo straniamento dell’ironia, nel flusso ininterrotto della drammaturgia, fatti, personaggi ed intenzioni orbitano intorno ad un privato che nel momento stesso della sua esibizione si fa testimone di sentimenti ed emozioni universali.  

Testo di Emanuele Salce in collaborazione con Andrea Pergolari, interpretato dallo stesso Salce con la partecipazione di Paolo Giommarelli per la regia di Giuseppe Marini.

Un racconto in due tempi, dal tono tragicomico. Due attori in una scatola nera discutono di uno spettacolo da farsi. Un narratore ed un maieuta, che cercano di comporre una struttura da idee, fatti e personaggi tratti dalla propria esperienza. Con l’esigenza di esprimersi, di continuare a scavare nel proprio vissuto, da una parte; e dall’altra la voglia di mettersi in gioco, di scommettere con una posta alta. Al centro, l’ansia e la preoccupazione per un’opera seconda, spauracchio inesorabile, ostacolo inevitabile per chiunque abbia l’esigenza di esporre un’emozione artistica.

Da questa struttura al quadrato, che mette in scena uno spettacolo e il suo farsi, si estraggono due storie intime, due pagine dal diario privato, sofferto e sarcastico, di un uomo inadeguato all’amore e alla morte, e quindi alla vita. Ecco, quindi, il Diario di un inadeguato.

Sul filo della memoria del protagonista, prendono vita sulla scena due storie, strettamente intrecciate in un impasto bizzarro di leggerezza e sentimento, umorismo e dolore, sotto il segno del grottesco. La prima è il racconto di una giornata pazza e irripetibile, che spalanca al renitente protagonista le porte dell’amore, così come non l’ha mai desiderato, praticato, vissuto.

La seconda è l’esposizione, vibrata e ironica, di un desiderio di autoannientamento, il corteggiamento ostinato e programmato in modo certosino alla più ineffabile delle figure femminili, la Morte. Eros e thanatos, come sempre, pulsioni di vita e pulsioni di morte: la morte dell’amore e l’amore per la morte. Fatti, idee e situazioni che si intrecciano e capovolgono gli esiti, in una rincorsa di dolore e sarcasmo, felicità e panico, sotto il segno di un umorismo sempre più acre e nero.

Progressivamente prende corpo un ironico e paradossale romanzo di formazione, a cui l’ispirazione diaristica toglie il filtro dell’elaborazione e porta in primo piano le paure di ogni individuo senziente: quella di crescere, di confrontarsi, di essere o non essere all’altezza. Un gioco di specchi che scava nella profondità di un’anima, ne porta alla luce alcuni sentimenti ed emozioni universali e si conclude nel modo necessario alla commedia della vita: la consapevolezza di sé stessi. 

Presentazione

www.ildogville.it

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