I soliti ignoti con Giuseppe Zeno e Fabio Troiano al Manzoni di Milano

I soliti ignoti con Giuseppe Zeno e Fabio Troiano al Manzoni di Milano
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I soliti ignoti. Gli Ipocriti Melina Balsamo presenta fino al 20 febbraio 2022, al teatro Manzoni di Milano, Giuseppe Zeno e Fabio Troiano in I soliti ignoti per la regia di Vinicio Marchioni e l’adattamento teatrale di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli, tratto dalla sceneggiatura di Mario Monicelli, Suso Cecchi D’Amico, Age & Scarpelli con Paolo Giovannucci, Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso, Ivano Schiavi, Marilena Annibali, scene Luigi Ferrigno, costumi Milena Mancini, luci Giuseppe D’Alterio musiche Pino Marino.

La commedia è la prima versione teatrale del mitico film con la regia di Mario Monicelli, uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo.

Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del Secondo dopoguerra. La regia di Vinicio Marchioni – insieme all’adattamento di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli – rende merito alla sceneggiatura originale grazie a trovate di scrittura teatrale che contribuiscono a rendere moderna quell’epoca lontana consentendoci di rivivere le atmosfere del periodo.

Note di regia

Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti Ignoti, per me, è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di realizzare lo spettacolo teatrale dal film, mi ha immediatamente conquistato.

È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza.

Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada. Vinicio Marchioni

Presentazione

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