Fabrizio Moro
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GHIACCIO, distribuito da Vision Distribution Universal Pictures, soggetto, sceneggiatura e regia di Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis, per la durata di 95 minuti, è nelle sale italiane come evento speciale dal 7 al 9 febbraio 2022. Protagonisti del lungometraggio del famoso e poliedrico cantante sono Vinicio Marchioni attore e regista di cinema e teatro e l’attore Giacomo Ferrara.

Ghiaccio è l’esordio alla regia del cantautore Fabrizio Moro, che firma anche il brano della colonna sonora Sei tu, portato in gara al Festival di Sanremo.

Il film ha riscosso un ottimo successo, debuttando in testa al box office e incassando oltre 29.000 €. È stato girato a Roma nel quartiere periferico del Quarticciolo, tra gennaio e febbraio 2021 per un totale di cinque settimane di lavorazione. Alcune riprese si sono svolte anche all’interno del Pala Atlantico dell’Eur e dello Stadio Olimpico. In apertura del film la scritta: Il pugilato non è solo uno sport: è una filosofia di vita. Un combattente è un combattente. Sempre. Anche e soprattutto al di fuori del ring.

Nella scena d’inizio una coppia di killer in scooter uccide con due colpi un debitore in ritardo con i pagamenti, poi ci spostiamo alla fine degli anni novanta.

Roma, 1999. Giorgio (Giacomo Ferrara) è una giovane promessa della boxe che vive insieme alla madre nella periferia della capitale e sogna di diventare un campione. Il padre è morto diversi anni prima per omicidio e ha lasciato al figlio e alla moglie Maria (Lidia Vitale) un pesante fardello: un debito con la malavita locale, una fastidiosa eredità che non permette al ragazzo di vivere liberamente la sua vita. Ma ad aiutarlo e a credere in lui c’è Massimo (Vinicio Marchioni), un ex pugile che ha riposto in Giorgio la speranza in un futuro che lui non è mai riuscito ad ottenere.

È proprio grazie al sostegno di Massimo che Giorgio riesce ad entrare nel mondo del pugilato professionistico per cercare il riscatto dal lascito di suo padre. Fare i conti con le regole della criminalità, però, non sarà semplice. Giorgio dal papà ha ereditato solo una felpa con la scritta Totti 10. Lo si vede correre nelle strade del quartiere per tenersi in forma.

Gli manca solo un incontro per diventare professionista di boxe, ma Giorgio sniffa e spaccia coca, mentendo alla madre che crede vada a colloqui di lavoro. Massimo, il suo allenatore – un pugile mancato – costringe Giorgio a svegliarsi alle quattro del mattino per spostare cassette di frutta ai mercati generali per poi aprire la palestra alle sei.

Nel film Ghiaccio il ring è una metafora della vita. Quando Giorgio si preparerà per il combattimento e il boss che trucca gli incontri comprerà il suo debito e gli chiederà di cadere al terzo round, il ragazzo dovrà prendere una decisione (quando ti mettono all’angolo devi rispondere ai colpi) se essere buono o cattivo in un ambiente che ti vuole cattivo a tutti i costi.

Ghiaccio è un film leale per un pubblico giovane per comprendere i valori della vita attraverso quello sport ormai relegato alle periferie. È prodotto da La Casa Rossa con Tenderstories, in associazione con L’Università telematica San Raffaele di Roma, in collaborazione con Sky e RTI.

Di Barbara Manenti

www.ildogville.it

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