Piccolo Teatro
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Il Piccolo Teatro, guidato da Claudio Longhi, annuncia la seconda parte della  stagione 2021-2022 che vedrà in scena otto titoli firmati da Il Piccolo, di cui sei prime nazionali, ai quali si aggiungono undici ospitalità, con particolare riguardo alle compagnie private colpite dalla pandemia. 

Dà il via al semestre 2022,  il 25 gennaio 2022, M il figlio del secolo un adattamento in trenta quadri del romanzo storico sull’ascesa di Mussolini di Antonio Scurati. Articolato in due parti indipendenti: M il figlio del secolo 1919 e M il figlio del secolo 1924 dirette e interpretate da Massimo Popolizio, con Tommaso Ragno e altri sedici attori, con la collaborazione dell’Anpi e in coproduzione con Teatro di Roma e Istituto Luce Cinecittà. Un impegno produttivo coraggioso per oltre un mese di recite (25 gennaio-26 febbraio).  

Dal 29 gennaio al 13 febbraio al Teatro Studio Melato avremo Filippo Ferraresi con De infinito Universo ispirato a Giordano Bruno, che ci racconta lo stupore e lo smarrimento dell’uomo di fronte alle leggi della fisica e alle sue macchine meravigliose. Coproduzione Piccolo -Théâtre National Wallonie,Bruxelles), spettacolo di teatro transdisciplinare, che intreccia recitazione e tecnologia, acrobatica ed effetti.

Dal 4 al 13 febbraio al Grassi, avremo Ultimo Capitolo. Se dicessimo la verità (coproduzione Piccolo-Centro Teatrale Bresciano) da un’idea di Giulia Minoli con la regia di Emanuela Giordano. Questa opera-dibattito sulla legalità continua la sua lunga e necessaria marcia di inchiesta teatrale per combattere il disimpegno che consente al potere criminale di farsi ‘prassi’.

Al Grassi dal  26 marzo al 5 maggio, Lino Guanciale interpreta Zoo, la terza parte di una trilogia del drammaturgo uruguayano Sergio Blanco: è l’incontro fra tre personaggi, uno scrittore, un gorilla e una veterinaria. Una riflessione sul tema della reclusione, sul rapporto uomo-natura e sulle relazioni tra le specie.

Allo Studio dal 13 al 30 aprile, Federica Rossellini presenta Carne blu, una fiaba nera, un racconto di metamorfosi che attraversano specie e generi diversi, ispirata all’Orlando Furioso di Ariosto e all’omonima creatura mutaforma di Virginia Woolf.

Un incontro surreale con un alieno è raccontato dal 16 al 30 giugno nella sala di via Rivoli da Pier Lorenzo Pisano in Carbonio. Già tradotto in inglese e tedesco, ha vinto il 56° Premio Riccione per il Teatro.

Dal 3 al 27 marzo al Teatro Studio,  Uno spettacolo per chi vive in tempi di estinzione, primo capitolo del progetto Sustainable theatre?. La sostenibilità, anche del fare teatro, è il tema, ma anche il paradigma produttivo. Il modello, infatti, promosso dalla britannica Katie Mitchell e dal coreografo francese Jérôme Bel, insieme a Théâtre Vidy de Lausanne, prevede che si progetti, rappresenti e mandi in tournée una nuova produzione, senza che nessuno debba fisicamente spostarsi; non sarà lo spettacolo a circolare, ma saranno i teatri a ricrearlo, con i propri artisti e maestranze. In Italia, lo spettacolo è reinterpretato da lacasadargilla/Lisa Ferlazzo Natolicon una drammaturgia, rispettosa del concept originale ma plasmata sulla realtà, la società, la storia del nostro Paese.

L’eredità dei giusti, un progetto su Falcone e Borsellino, è curato da Emanuela Giordano e andrà in scena il 28 giugno al Teatro Strehler; è un racconto per musica, canto e parole recitate e ribadisce il dovere della speranza, della memoria e della testimonianza.

A maggio l’importante festival dedicato a Strehler, Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali) – mentre proseguono, fino al 14 agosto 2022, gli appuntamenti di Strehler100– che riporterà Milano, come era nella tradizione dei grandi Festival dei Teatri d’Europa, al suo ruolo di luminosa vetrina della scena internazionale. Tra gli artisti e gli ensemble, che si alterneranno sui palcoscenici delle tre sale del Piccolo – con qualche incursione anche in altri luoghi della città –Sergio Blanco, Serge Aimé Coulibaly, Mimmo Cuticchio, Marco D’Agostin, Dead Centre, Davide Enia, FC Bergman, Marta Gornicka, Christiane Jatahy, Marcus Lindeen, Constanza Macras, Marlene Monteiro Freitas, Mariano Pensotti (Grupo Marea), Pascal Rambert, Tiago Rodrigues, Lisandro Rodríguez, Federica Rosellini, Virgilio Sieni, Theodoros Terzopoulos.

Tra gli artisti ospiti, Pippo Delbono, Glauco Mauri con il Re Lear, Gabriele Lavia con Il berretto a sonagli, Umberto Orsini e Franco Branciaroli in Pour un oui ou pour un non di Nathalie Serraute, regìa di Pier Luigi Pizzi, il Purgatorio diretto da Federico Tiezzi e Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee, diretto da Antonio Latella, con Vinicio Marchioni e Sonia Bergamasco.

Longhi ha illustrato l’idea degli Artisti Associati, «una factory, o famiglia, che permetta di superare la diarchia fra direttore e direttore artistico moltiplicando l’interlocuzione». Sono Caroline Guiela Nguyen, Christiana Jatahy, Marcus Lindeen, Pascal Rambert, Tiago Rodrigues, Davide Carnevali, Marta Cuscunà, Marco D’Agostin, Davide Enia, Liv Ferracchiati, lacasadargilla, Stefano Massini, Pier Lorenzo Pisano, Federica Rosellini, Sotterraneo. Sono stati nominati, inoltre due Dramaturg, Marianne Clévy e Alejandro Tantanian, con compiti di scouting e di mediazione culturale.

il Piccolo sta portando avanti in questi mesi diverse linee di operatività e co-progettazione, che intende mettere in campo attraverso la partecipazione a call e bandi internazionali. Sono già tre i progetti sottoposti, tra giugno e settembre 2021, all’attenzione di Creative Europe programme ed Erasmus+,mentre altri percorsi di progettazione sono allo studio e in via di perfezionamento per le call che usciranno di qui alla prossima primavera.

Di Lucrezia Palma

www.piccoloteatro.org/it/

www.ildogville.it

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