Fratelli Lumière
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I Fratelli Lumière, Auguste e Louis sono considerati gli inventori del proiettore cinematografico e tra i primi cineasti della storia. Auguste Marie Louis Nicolas (1862-1954), Louis Jean (1864-1948), figli dell’imprenditore e fotografo Antoine (1840-1911), dopo aver lavorato nella azienda del padre, dediti alla ricerca nel laboratorio, Louis come fisico e Auguste come direttore, quando Antoine andò in pensione si proposero di creare la pellicola cinematografica. Louis, a soli 17 anni, aveva già messo a punto un procedimento fotografico istantaneo denominato étichette bleue, una lastra fotografica molto sensibile che consentiva, per la prima volta, di fissare e riprodurre il movimento.

Jules Marey, fisiologo e cardiologo francese, studioso dei movimenti, ideò strumenti e tecniche per la loro registrazione, per cui viene anche considerato un precursore della cinematografia. Jules Marey nel 1882 mise a punto la cronografia (scrittura del tempo attraverso la luce), un metodo per registrare le varie fasi di un movimento, attraverso lastre di vetro trasparenti e sensibili. Costruisce nel 1889 una macchina fotografica a pellicola, pellicole trasparenti e sensibili della Kodak di 70 mm di larghezza  per osservazione scientifica, registrando un buon numero di immagini in successione: i primi film della storia del cinema.

Etienne-Jules-Marey (archivio)

I fratelli Lumière osservavano con attenzione e si proponevano di andare oltre. Louis stesso nelle sue memorie ha ricordato: < Mio fratello Auguste mi disse che bisognava costruire un dispositivo che, agganciando la pellicola ferma, la trascinasse con un movimento accelerato e poi rallentato fino ad una nuova immobilità durante la quale doveva avvenire la proiezione. Questa operazione doveva essere ripetuta quindici volte al secondo. Proponeva di utilizzare un movimento alternato, analogo a quello delle macchine per cucire, ottenibile attraverso un sistema di artigli che sarebbero penetrati nei buchi della pellicola trascinandola, per poi ritrarsi lasciandola ferma durante la proiezione; il tutto da ripetersi alla velocità richiesta.> Louis creò pertanto il foro di trascinamento nella pellicola, il mezzo per trascinarla attraverso la camera, quindi lo scorrimento rapido dei fotogrammi, il principio per realizzare i filmati.

Brevettarono molti procedimenti e produssero uno strumento che funzionava sia da camera che da proiettore, il cinématographe, brevettato il 13 febbraio 1895. Lo strumento consisteva in una scatola di legno con un obiettivo e una pellicola perforata di 35 mm. La pellicola ruotava grazie a una manovella e scattava le fotografie istantanee che componevano la sequenza (circa un minuto) per poi proiettarle sullo schermo.

cinématographe (archivio)

Il loro primo film, L’uscita dalle Officine Lumière (La sortie de l’usine Lumiere), venne girato con questo strumento. In seguito produssero altre pellicole che richiamarono molti spettatori per il primo spettacolo pubblico di cinematografo il 28 dicembre 1895 al Salon indien du Gran Café di Boulevard des Capucines a Parigi. La prima immagine che il pubblico pagante, stipato nel seminterrato del Grand Café quel sabato del 28 dicembre 1895, data storica in cui nasce il cinema, fu di vedere gli operai che uscivano dalla fabbrica.

Fra gli spettatori anche il mago George Méliès (1861-1938) che così si espresse: < Innanzi a questo spettacolo restammo tutti a bocca aperta, stupefatti, sorpresi al di là di ogni immaginazione>. Assistendo a quella prima proiezione, Mèliés, allora 33enne, direttore di un teatro, comprese il valore del nuovo mezzo e chiese ai fratelli Lumière di vendergli per 10mila franchi uno dei loro apparecchi. Al loro rifiuto, Mèliés incaricò il suo ingegnere di costruire una copia del kinetografo di Edison. Méliès è riconosciuto come secondo padre del cinema, dopo i fratelli Lumière, per l’introduzione e la sperimentazione di numerose novità, tecniche e narrative, in particolare del montaggio, la caratteristica peculiare del nascente linguaggio cinematografico. Il suo primo film Une partie a cartes è una chiara imitazione del film dei fratelli Lumière Une partie d’écarté.

Nello stesso anno Méliès realizza Escamotage d’une dame chez Robert-Houdin. Nel breve filmato Méliès fa sparire una dama e apparire uno scheletro al suo posto, e poi ancora riappare la dama che scompare e giunge lo scheletro. Il trucco è semplice e geniale: arrestare la cinepresa e farla ripartire solo dopo aver riorganizzato la scena. Si montano i segmenti di girato, l’uno di seguito all’altro, avendo cura che non si percepiscano gli stacchi.

Questa tecnica, la stop motion, è ancor oggi  utilizzata nel cinema di animazione. Méliès costruì nella proprietà di famiglia a Montreuil, alle porte di Parigi, un teatro di posa, dove, tra il  1896 e il 1914, realizzò oltre cinquecento film. Nel 1902 Mèliés realizza il suo più famoso film Viaggio sulla Luna: è il primo film di fantascienza ed anche fra i primi a superare la lunghezza di 60 m di pellicola (280 m). Il manifesto del film era buffo, ma il pubblico di allora, non consapevole dei trucchi cinematografici, scettico e sospettoso, riteneva si potesse filmare solo la realtà. Mèliés aveva creato la magia del cinema raccontando l’avventuroso viaggio di alcuni scienziati sparati sulla luna con un proiettile. Grande successo ebbe anche il film L’incoronazione di Edoardo VII (1902), in cui viene ricostruita negli studi di Montreuil la cerimonia di incoronazione del sovrano britannico. Il film uscito pochissimo tempo dopo l’avvenimento storico, fu per i contemporanei come assistere in diretta.

Mèliès utilizza sempre i suoi studi e gli effetti speciali; i personaggi sono ripresi a figura intera, il set è allestito con scenografie teatrali. I suoi film vennero imitati e copiati non solo in Francia, ma anche all’estero. Tuttavia, Mèliés fu incapace di rinnovare il suo stile e il suo cinema ebbe un inesorabile declino. Dopo la prima presentazione pubblica al Grand Café, i fratelli Lumière andarono in tour con il cinématographe nel 1896, visitando Londra e New York. Produssero La sortie, Lezione acrobatica a cavallo, Pesca ai pesci rossi, L’arrivo di un treno alla stazione di Ciotat, L’arrivo dei fotografi al Congresso di Lione, La colazione del bimbo, il primo esempio di commedia con la farsa L’innaffiatore innaffiato, ed altri film, arrivando a vendere quotidianamente fino a 2.500 biglietti. Ricevevano diverse offerte per il loro apparecchio.

Aprirono una sala dedicata esclusivamente alle loro proiezioni. Gli spettatori erano attirati dalle <vedute animate>, scenette realistiche prese dal vero della durata di circa cinquanta secondi. Si apprezzava il movimento, le immagini di luoghi lontani. Le inquadrature sono fisse, caratterizzate da un’estrema profondità di campo. L’operatore spesso dialoga con i personaggi e le persone ritratte erano invitate a riguardarsi alla proiezione pubblica. Successivamente nacquero le riprese in movimento, produssero film veri e propri. Figura fondamentale nelle rappresentazioni, l’imbonitore che spiegava e intratteneva il pubblico commentando le immagini. Il rapporto fra cinema e realtà è il cardine portante del neorealismo cinematografico, culturale e morale, nella storia del cinema.

(archivio)

Dopo il successo di pubblico, i Lumière incaricarono l’ingegnere Jules Carpentier di costruire molte macchine da presa, individuarono degli agenti nelle principali capitali europee e americane, e formarono giovani operatori disposti a viaggiare nei cinque continenti per girare scene di vita locale. La selezione del personale fu semplice ed economica: fecero colloqui ai neolaureati delle facoltà e scuole tecniche di Lione e gli impartirono un corso accelerato di ripresa e proiezione. Al contempo gli fornirono un’attrezzatura tecnica e le credenziali necessarie per realizzare il lavoro in tutto il mondo. Oltre ad amministrare gli affari aziendali, i fratelli Lumière effettuano ricerche per la fotografia a colori con una sola lastra. Indagavano sulla tecnica del colore a mano, utilizzata dai giapponesi nelle stampe, e le lastre di vetro traslucido per proiettare le immagini sullo schermo.

Giunsero al procedimento tricomia. La pittura, la fotografia e il cinema inquadravano l’attimo catturato e coglievano la fugace luce del paesaggio. La lastra autocroma dei Lumière, brevettata nel 1903 e commercializzata nel 1907 fu l’unico strumento a colori fino al 1935.  Il 4 maggio 1897 accadde un incendio al Bazar de la Charité durante un evento benefico in una sala cinematografica. Persero la vita oltre 120 persone. I Lumière idearono un sistema per prevenire il surriscaldamento della pellicola, per poi trionfare all’Exposition universelle del 1900 a Parigi grazie alle proiezioni su uno schermo gigante davanti a 80mila spettatori.

I fratelli Lumière vendettero numerosi apparecchi, creando la nuova professione dei cinematografasti che operavano in tutto il mondo. I due operosi fratelli ritenevano il cinema <un’invenzione senza futuro> supponendo che il pubblico si stancasse dello spettacolo in movimento. Chiuderanno definitivamente nel 1905 con riprese e proiezioni.  Si dedicarono alla fotografia a colori, avendo già brevettato nel 1903 il processo <Autochrome Lumière>, lanciato poi sul mercato nel 1907. La società Lumière fu una della maggiori produttrici in Europa, finché il marchio non confluì nel gruppo Ilford.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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