Lina Wertmuller
Reading Time: 3 minutes

LINA WERTMULLER si è spenta a 93 anni nella sua casa romana. Arcangela Felice Assunta Wertmuller von Elgg Spanol von Braueich, era nata nella capitale il 14 agosto 1928.

Origine aristocratiche e svizzere, sposata allo scenografo Enrico Job, è stata la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar: nel 1977 per Pasqualino Settebellezze come migliore regista ed anche per il miglior film straniero e migliore sceneggiatura. Nel 2019 le è stato assegnato il Premio Oscar Onorario alla Carriera con la motivazione: <Per il suo provocatorio scardinare con coraggio le regole politiche e sociali, dipingendo la società italiana a volte con toni grotteschi e pungenti, ma senza mai prendersi sul serio.>.

E’ stata la prima donna ad avere successo in tv ai tempi degli “sceneggiati” con la trionfale accoglienza del Giornalino di Giamburrasca (1964-65) e ha diviso con Iaia Fiastri il privilegio di avere avuto spazio nella premiata ditta Garinei&Giovannini. Fin da adolescente Lina frequenta il mondo del cinema e del teatro. E’ iscritta all’Accademia teatrale diretta da Pietro Sharoff,  dà voce nelle recite dei burattini e collabora con Guido Salvini, Giorgio De Lullo, Garinei e Giovannini. Lavora per la radio e la televisione, firma la prima Canzonissima e Il Giornalino di Gian Burrasca con la giovane Rita Pavone in abiti maschili.

Diventa aiuto regista di Fellini per La dolce vita nel 1960 e 8 e ½ nel 1963. Il suo esordio come regista avviene  nel 1963 con I basilischi, amara e grottesca narrazione della vita di alcuni poveri amici del sud Italia, girato tra la Basilicata, a Palazzo San Gervasio e la Puglia a Minervino Murge. I basilischi le valse la Vela d’argento al Festival di Locarno. Nel 1968, celata sotto un nom de plume (Nathan Witch) dirige un western all’italiana Il mio corpo per un poker con Elsa Martinelli.

Negli anni sessanta nasce il sodalizio con Giancarlo Giannini, una collaborazione densa di soddisfazioni: Mimi metallurgico ferito nell’onore, Film d’amore e d’anarchia, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto (1974), Pasqualino Settebellezze (1976), La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978).

Per Lina Wertmuller il cinema è un palcoscenico dove denuncia e  affronta con coraggio temi politici. Affronta il terrorismo con Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978), Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983), una commedia satirica, metafora sul mali d’Italia.

Lina Wertmuller riscopre anche un’altra grande passione, la lirica. Dirige Carmen di Georges Bizet, inaugurando la stagione lirica 1986-87 al Teatro San Carlo di Napoli, ripresa in diretta su Rai1. Inoltre, Bohème all’Opera di Atene nel 1997 e lavora a diverse sceneggiature e regie teatrali. Nel 1992 dirige Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio, mentre nel 1996 torna alla satira politica con Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica con Tullio Solenghi e Veronica Pivetti.

Nel 1994, presta la sua voce per Nonna Fa in Mulan. Nel 2001 è regista nella serie televisiva Francesca e Nunziata con Sophia Loren e Claudia Gerini e nel 2004, sempre con la Loren protagonista dirige il film Peperoni ripieni e pesci in faccia. Dirige Mannaggia alla miseria nel 2008 con Gabriella Pesson e Sergio Assisi, trasmesso direttamente in prima serata su Rai1 il 2 giugno 2010. Nello stesso anno le è conferito il David di Donatello alla carriera. Nel 2013  recita un cameo nel film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente! nel ruolo di membro dei poteri forti, insieme a Pupi Avati, al critico Steve Della Casa e al giornalista Fabrizio Rondolino.

Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività culturali, così la ricorda: <L’Italia piange la scomparsa di Lina Wertmüller, una regista che con la sua classe e il suo inconfondibile stile ha lasciato un segno perenne nella nostra cinematografia e in quella mondiale>. Il  sindaco di Roma, Roberto Gualtieri in un tweet scrive: <Una grande regista che ha realizzato film densi di ironia e intelligenza>.

Lina Wertmuller descrivendosi specificava: <Ho sempre avuto un carattere forte fin da piccola. Sono stata addirittura cacciata da undici scuole e sul set ho sempre comandato io. Sono andata dritta per la mia strada, scegliendo sempre di fare quello che mi piaceva>.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.