Malcovich
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THE MUSIC CRITIC. Lo spettacolo The Music Critic con il premio oscar John Malcovich, è andato in scena come evento esclusivo e con grande partecipazione di pubblico, il 3 dicembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Ideato da Aleksey Igudesman sorprende per il coraggio con cui fa scempio della fama dei più grandi compositori classici dell’Ottocento e li stende: da Chopin a Beethoven, da Brahms a Debussy per arrivare a Rachmaninoff ed altri.

L’attore americano, in abito grigio e sobrio, smette i panni del maledetto e impersona la critica del tempo che stroncava autori passati alla storia, definendo la loro musica pretenziosa, confusa, inconsistente e assurda nell’armonia. Lo fa in un reading in inglese, che verso la fine prende più corpo e spazio in scena trasformandosi in conflitto comico tra il grande attore e sei musicisti che suonano dal vivo.

Quest’ultimi, archi, pianoforte e flauto nel corso dello spettacolo rievocano con maestria motivi, passaggi, composizioni o periodi musicali e nel finale li trasformano in variazioni iperboliche, guidati o in opposizione a Malkovich e al suo gusto.

Il genio cinico e ironico dell’attore, dapprima moderato, si fa via via più sciolto ed efficace nel corso dell’opera teatrale.

La narrazione e l’idea all’inizio paradossali si spiegano quando John si fa portavoce ironicamente della critica pesante mossagli in Turchia ad un suo reading. In qualche modo tacitamente e per analogia egli si accosta ai geni musicali che talvolta all’epoca venivano stroncati ed attaccati.

La seconda parte è sicuramente più godibile. In essa risalta anche l’estro recitativo del primo violino Igudesman che fa da spalla a Malkovich con movenze da grottesco ballerino di tango di grande abilità e lingua sciolta da “fool” shakesperiano.

Recensione di Demian Aprea

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