C’è l’ho Corto Film Festival. I vincitori della terza edizione

C’è l’ho Corto Film Festival. I vincitori della terza edizione

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C’è l’ho Corto Film Festival. Nominati i vincitori della terza edizione di Ce l’ho Corto Film Festival. L’evento bolognese a cura di Kinodromo e Inside Porn dedicato al mondo del cortometraggio emergente per questa edizione ha visto la partecipazione di oltre 1000 persone agli eventi e di quasi 2000 utenti che hanno seguito la programmazione online.

Tra le sezioni in concorso Ce l’ho Corto, Kinocorto, Animazione, Ce l’ho Porno e Video Killed The Radio Star sono in totale 8 i titoli premiati quest’anno dalle giurie del settore.

Il premio miglior cortometraggio per la categoria Kinocorto (corti nazionali e internazionali della durata massima di 20’) è stato assegnato dalla giuria composta da Diletta Culla (I-D Vice e 1977magazine), Antonio De Gregorio (regista) e Gianluca Zonta (scenggiatore) al film Branka di Ákos K. Kovács (Ungheria, 2021, 20’) che “pur nella sua breve durata, riesce ad intrattenere e catturare lo spettatore, raccontando una storia vera, complessa ed inedita, senza essere un semplice racconto fattuale e iperrealistico, ma anzi, sorprendendo per la sua autenticità calamitante ed elegante.

Una sceneggiatura di perfezione “chirurgica” trova vita grazie ad una regia sapiente e consapevole della forza degli attori, che non calca la mano su nessun personaggio ma li rappresenta con delicate caratteristiche. All’interno degli scenari la protagonista diventa un alter ego narrativo degli spettatori e noi, come trasportati dalla narrazione, rimaniamo in attesa di ciò che la Storia ci prospetta.

Proprio come la protagonista infatti, ci ritroviamo a mettere in dubbio qualsiasi certezza, anche quella che pensavamo più irremovibile, riconoscendo in questo tanto breve quanto intenso prodotto domande e spunti di riflessione di spessore e incisività pari a un’opera cinematografica di altissimo livello”. Il corto ungherese si aggiudica anche il premio per la miglior colonna sonora promosso da TILT.

Menzione speciale al cortometraggio Marlon Brando di Vincent Tilanus (Olanda, 2020, 19’31’’) “che tra tutti si è distinto per l’autenticità, a tratti dolce, a tratti struggente, con il quale ha saputo rappresentare la Generazione Z. Il legame emotivo che unisce i due protagonisti viene rappresentato come qualcosa di raro, ma allo stesso tempo tangibilissimo, reso attraverso una regia pulita, ma che non ha paura di osare, e dinamica, che insieme all’utilizzo di colori vivaci e frizzanti riflette quella voglia di vivere, e a volte anche di morire, propria di una generazione consapevole, più di qualsiasi altra. “Marlon Brando” è un cortometraggio di altissimo livello, e non ci sorprenderebbe trovarlo, magari un giorno, nella watchlist di piattaforme come Netflix, anche in versione estesa. Non ha nulla da invidiare a qualsiasi altro teen drama e, anzi, mette in scena qualcosa che pochi osano davvero rappresentare: la nuda realtà di un periodo tanto bello quanto dolcemente triste”.

Francesco Vecchi (regista e animatore), Carlo Tagliazucca (critico) e la giuria dell’Università di Bologna è composta da cinque studenti e studentesse della facoltà Citem – Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presieduta dalla Professoressa Marta Rocchi, hanno premiato per la sezione Animazione Granny’s Sexual Life di Urška Djukic e Émilie Pigeard (Slovenia, 2021, 13’40’’) “per la sua capacità di sublimare il grottesco attraverso l’ironia e la brutalità, con una regia sempre inventiva e con un’estetica apparentemente grezza ma definitivamente raffinata. Per l’eclettismo di uno sguardo che non arretra davanti allo sgradevole ma che è capace di ricorrere all’ellissi quando necessario”.  Menzione speciale della sezione per L’Amour en Plan di Claire Sichez (Francia, 2021,15’) “per la compiutezza e la solidità della sceneggiatura, per la coerenza stilistica e narrativa. Per un notevole uso dell’illuminazione e degli spazi come metafora dell’incomunicabilità tra esseri umani”.

Il premio Sayonara Film per la sezione Ce l’ho Corto (cortometraggi non ancora distribuiti) è stato assegnato dalla casa di distribuzione con sede a Bologna a The End of Originality di Laura Zayan (Danimarca, 2021, 9’48”): “la produzione in serie dell’essere umano e delle sue idee, l’illusione di essere autentici in un mondo che manipola le nostre essenze fino a un’acme reiterato di gesti, tendenze, presenze. Per il soggetto chiaro e originale, la capacità di strutturare un film dalla forte identità estetica e di innescare una riflessione attuale e concettualmente significativa”.

Ad aggiudicarsi il premio come miglior videoclip per la nuova sezione Video Kill The Radio Star è The sailor di Federico Borghesi (Gran Bretagna, 2020, 3’48’’) giudicato il migliore in concorso da Ciro Imperato, CEO di Tilt Corporate e Arnaldo Giuseppetti, responsabile Tilt Pictures Entertainment. Tilt Corporate.

Per la sezione OFF Ce l’ho Porno curata da Inside Porn la giuria composta da Mariella Popolla (PhD in Scienze Sociali-Sociologia. Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Formazione (Disfor) dell’Università di Genova), Alithia Maltese (insegnante di bondage) e Mauro Meneghelli (curatore Gender Bender International Festival) hanno segnato il premio come miglior cortometraggio della sezione a PISS OFF X di Henry Baker (USA, 19’57”) per la sua capacità di esplorare “Il pissing nelle sue molteplici sfaccettature: come pratica erotica, come momento di esibizionismo e anche come aggregatore di community.

Girato con una mano e un occhio decisamente competenti, Piss Off X prende gli istinti più bassi dell’essere umano e ci porta a chiederci come e perché possiamo eccitarci davanti a tutto questo. Uno dei temi che porta alla luce riguarda proprio la pornografia: che cosa è pornografia, in quanti bisogna fruire di un prodotto perché venga riconosciuto come pornografico? E poi, è porno o arte? Sono incontri ludici o happening? Qual è la differenza e, ammesso che sia possibile farlo, ci interessa davvero definire una linea di demarcazione tra una cosa e l’altra? Esattamente come in tante pratiche sessuali e nel BDSM, più ci avviciniamo ai nostri limiti, o a quelli definiti dalla società, più ci chiediamo quanto siamo disposti ad andare in là, più ci viene voglia di esplorare anche quello che sembra basso, indecente. Che cosa siamo disposti a fare o a mettere in discussione per godere?

Menzione speciale per NatiAnal Pornographic di Diego Tigrotto (Italia, 5’53”) che “tramite gli strumenti tipici del documentario divulgativo Diego Tigrotto esplora l’esibizionismo maschile in modo dettagliato, autoironico, mai banale e riesce a tracciare una linea di demarcazione tra l’esibizionismo consensuale e il fenomeno delle dickpic.”

Si aggiudicano infine il premio del pubblico, tra le novità di questa edizione, Ed è subito sera di Lorenzo Maugeri (Ce l’ho Corto, Italia, 2021,8’34’’), Der dicke Heinrich (Big Heinrich) di Kim Collmer e Lars Kreyssig (Animazione, Germania, 2019, 4’), Schianti di Tobia Passigato (Kinocorto, Italia, 2021, 17’) e Baby di Evie Snax (Ce l’ho Porno, Germania, 7’59”).

La terza edizione di Ce l’ho Corto Film Festival è un evento organizzato da Associazione Culturale Kinodromo e Inside Porn con il contributo del Comune di Bologna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con il sostegno di OpenDDB e in collaborazione con Fondazione Gramsci Emilia Romagna, Elenfant Distribution/Sayonara Film, Tilt Corporate e Corso di laurea magistrale in Cinema, Televisione e Produzione multimediale in media partnership con I-D Vice, 1977 magazine, Zero Bologna, Neuradio, Birdmen magazine e Palin magazine.

Presentazione

https://filmfreeway.com/celhocortofilmfestival

www.ildogville.it

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