David
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DAVID. Dal 25 novembre al 5 dicembre 2021 al Teatro Bellini di Napoli sarà in scena David per la drammaturgia e la regia di Joele Anastasi, con Joele Anastasi, Federica Carruba Toscano, Eugenio Papalia, Enrico Sortino, aiuto regia Giuseppe Cardaci, Enrico Sortino, set designer Giulio Villaggio, light designer Martin Emanuel Palma, foto Dalila Romeo, video Giuseppe Cardaci, coreografia Fertango, scenotecnica Alovisi, uno spettacolo di Vuccirìa Teatro. Produzione Fondazione Teatro Di Napoli – Teatro Bellini.

Nota di regia

DAVID nasce dalla mia storia personale: è in primo luogo la rappresentazione ideale ed artistica di “mio fratello”, ma è soprattutto il simbolo di una grande assenza. Attraverso le vicende di una famiglia che ha cristallizzato la presenza di un posto vuoto ad una tavola in un’ingombrante icona, DAVID si converte in un rito che incarna un atto iconoclasta liquefacendosi in materia.

Quando parlo di David come ideale lo associo ad un atto di creazione e quindi ad un processo artistico.

L’ideale avrà sempre una componente artificiale: non esiste in natura come forma pura ed è perciò una costruzione propriamente umana. Manifestandosi come un sistema che si autoregola, la natura non ha bisogno di auto-definirsi.
Per questo DAVID più che una forma a cui tendere è per me un processo: l’unico spazio ragionevole dal quale può emergere è un cantiere in cui la materia possibile si miscela con l’irrealizzabile.

Nel mio immaginario vedo le porte di questo cantiere aprirsi e tutta quella materia riversarsi tra le vie delle nostre città. Davanti a me si apre uno scenario simile ad un luogo mitico ed onirico in cui gli dei dell’olimpo si sono finalmente sparpagliati tra i banchi del mercato della mia città; quel mercato in cui ama andare mia nonna ridisegnando ogni volta la sua memoria e creando attraverso i suoi racconti il mio futuro.

DAVID è per me questo ponte tra passato e futuro: qui il regno dei vivi non è separato da quello dei morti; non esiste distinzione tra ciò che è stato e ciò che sarà ma si materializza soltanto ciò che ha la potenza di trasformarsi continuamente.

Da questa prospettiva torno a David  – questo fratello mancante – e alla famiglia che lo circonda. Dal punto di vista di chi “resta”, la perdita o la morte si configura spesso come un evento che immobilizza perché sospende temporaneamente la capacità umana di narrare, l’interesse a comunicare, a stabilire un contatto verso l’esterno.

Per me l’Arte è sempre stata il tentativo di stabilire questo contatto, per riportare in vita sotto nuova forma, ciò che mi sembrava irrimediabilmente perso o sepolto.

Hai lasciato che ti amassi e afferrassi le tue braccia forti. Mi hai sfiorato le mani per dirmi che eri lì per me. Nei tuoi occhi di bambino tu già ridisegnavi il mio corpo stanco”. a David. Joele Anastasi

Presentazione

www.teatrobellini.it

www.ildogville.it

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