Napoleone
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Napoleone nel nome dell’arte, prodotto e distribuito in Italia da Nexo Digital, è un affascinante e raffinato racconto del rapporto tra Napoleone Bonaparte (1769-1821) con l’amore per l’arte e la cultura. Voce narrante, il premio Oscar Jeremy Irons che gira a Milano, città che ritrova nel film il suo fascino decadente, come alla biblioteca Braidense e a piazza Duomo in versione notturna e ottocentesca. Il docufilm sarà nelle sale cinematografiche solo l’8, il 9 e il 10 novembre.

La colonna sonora del film è uscita in tutto il mondo venerdì 5 novembre 2021 per Sony Classical e segna la settima collaborazione di Remo Anzovino con il progetto Nexo Soundtracks di Nexo Digital. Per l’autunno 2021 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei. 

Documentario che porta lo spettatore a saperne di più di una figura storica che ha costruito un impero partendo da un paese della Corsica e che grazie all’amore per l’arte, ha trasformato i musei in beni pubblici e non solo a vantaggio di pochi ricchi mecenati e famiglie borghesi e aristocratiche come era uso fino a quel periodo.

Come infatti si legge nella nota Napoleone fu scrittore mancato, lettore compulsivo, ammiratore dell’arte e della sua forza di comunicazione, Napoleone fu spinto alle sue imprese dalla brama di potere e di gloria, ma anche dal bisogno di conoscenza e dall’ambizione di associare la sua immagine alle grandi civiltà del passato. Durante le campagne militari, promosse ricerche, colossali furti di opere e scavi archeologici, soprattutto in Italia e in Egitto, da cui nacquero scoperte come quella della Stele di Rosetta e la fondazione dei primi musei pubblici del mondo: il Louvre di Parigi e, sul suo esempio, la Pinacoteca di Brera di Milano.

Nel film fuoriesce la descrizione di un uomo forte, maniaco del controllo, lucido e lungimirante, ma anche acculturato e dall’animo delicato e votato alla bellezza e soprattutto dotato di sana curiosità per la cultura. Napoleone vedeva l’arte come un mezzo per illuminare il popolo da lui considerato figlio da educare, con un nuovo modo di intendere il classicismo: lo Stile Impero con predominante la sua figura scolpita e la sua firma: la celebre N.

Il film inizia con l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805, che culminerà con l’incoronazione con la Corona Ferrea longobarda, quando Napoleone ponendosi da solo la corona sul capo, pronunciò la celebre frase Dio me l’ha data e nessuno me la toglie, confermando il suo carattere ingestibile e indomito. Per la cerimonia venne composto il Te Deum di Francesco Pollini. In Napoleone nel nome dell’arte il Te Deum è eseguito in prova generale presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e poi nella cattedrale di Milano dall’Orchestra Fondazione I Pomeriggi Musicali, diretta da Marco Pace, con il mezzosoprano Giuseppina Bridelli.

Nel corso del film, oltre al fascino elegante di Jeremy Irons, tanti gli interventi che fanno conoscere la figura di Napoleone, partendo dall’infanzia prima in Corsica e poi a Parigi, all’amore passionale e profondo per Giuseppina, al suo secondo matrimonio con la giovane imperatrice Luigia, fino alla morte per un tumore allo stomaco o forse, come narra la leggenda, per omicidio all’isola di Sant’Elena, posto sperduto e insalubre dove era stato definitivamente esiliato.

Nel docufilm numerosi gli interventi di grandi esperti di storia dell’arte e della vita di Napoleone quali: Luigi Mascilli Migliorini, Storico, Università di Napoli e Direttore della rivista italian di studi napoleonici; Salvatore Settis, Archeologo, storico dell’arte e Presidente del Consiglio Scientifico del Louvre; James Bradburne, Direttore Pinacoteca di Brera e tanti altri.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Recensione di Lucilla Continenza

www.ildogville.it

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