Diego Bragonzi Bignami
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Diego Bragonzi Bignami è attore, cantante lirico, regista teatrale di fama internazionale. Si diploma attore all’Accademia d’arte drammatica di Milano e poi a Parigi e in canto lirico presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara. Nel frattempo si laurea in filosofia all’Università degli Studi di Milano. Dal 1994 inizia l’attività di attore, lavora in teatro e in televisione (RAI, Mediaset e per la Radiotelevisione Svizzera Italiana), nel 1998 debutta come cantante lirico al Regio di Torino. In questi anni ha cantato in Europa, Medio Oriente, America e Africa del Nord.

Nel 2007 vince il Music Gramny Award in USA, la premiazione sarà seguita da più di 70 milioni di persone, il brano lirico/sacro è da 13 anni sigla di programmi di Radio Vaticana e Radio Maria nel mondo raggiungendo ogni giorno 220 milioni di radioascoltatori. È presidente della Bertrand GRuss Production srl di Parigi. Direttore Artistico della Bertrand Gruss Accademy a Parigi, della SilverMusicRadio-France. Vive da 10 anni a Parigi.

È stato scelto per esibirsi in un concerto ufficiale durante la assegnazione del mandato presidenziale del Presidente Félix Cikedi attuale presidente del Congo, a Présidente delle Nazioni Unite dell’Africa nel 2021. Nel 2017 a Venezia riceve il Premio alla carriera internazionale la Dea Alata.

Silvia Venier ha discusso con Diego Bragonzi Bignami di recitazione, lirica e teatro.

D) Diego Bragonzi Bignami, come è nata la passione per il teatro?

A otto anni iniziai a studiare pianoforte e a 17 feci una masterclass col grande Paul Badura Skoda che mi consigliò di fare teatro, immagino fosse un modo gentile, era uomo di grande eleganza, per suggerirmi di abbandonare l’idea di diventare pianista, in effetti ero di una mediocrità disarmante. Iniziai quindi a studiare teatro privatamente, con Paola Galassi, Nicoletta Ramorino e Narcisa Bonati, attrici storiche del Piccolo Teatro di Milano. Poi mi diplomai all’Accademie International de Theatre di Parigi.

A 23 anni durante una tournée, due mostri sacri quali Ivo Garrani e Delia Scala mi suggerirono di studiare canto lirico, dicendomi “i cantanti lirici guadagnano di più “, mi parve una interessante argomentazione, fui ammesso in Conservatorio e a 26 anni debuttai il primo ruolo al Teatro Coccia di Novara. Sono anni ormai che lavoro, ogni volta è una specie di miracolo, una epifania, una gioia, trasformare “passione in mestiere” è indubbiamente una grande fortuna.

D) Cosa rappresenta per lei il canto lirico nella contemporaneità?

Ebbi immensi maestri per il canto, Fischer Diskau,  Gerard Sousay, Raina Kabaivanska, la mia maestra di Conservatorio Silvana Manga e tanti altri. Il primo fu Enrico Ricciardi, grande comprimario scaligero, dell’epoca dorata, Callas, Di Stefano, Bergonzi, del Monaco ecc. Tutti mi dicevano “non è più come prima, quando iniziai era altra faccenda”  pare che i loro insegnanti, datati inizio secolo scorso lamentavano lo stesso problema. Ora siamo nel 2021 l’Opera vive sempre, certo ora c è maggior competizione, siamo moltissimi, però mi pare che ognuno riesca a ritagliarsi uno spazio di mondo in cui esibirsi e vivere la propria professionalità.

L’Opera resta il nostro grande vanto, in tutto il mondo siamo amati. Se poi ci si scandalizza perché i giovani non conoscono Puccini siamo davvero ridicoli. In fondo non tutti conoscono Heidegger e come esperto di questo filosofo non mi scandalizzo di certo. Io credo che occorra essere più easy, collaborare tra generi, far conoscere il canto lirico attraverso forti contaminazioni. A Parigi dal 2012 sono in scena con uno spettacolo Il sogno di GiacomoGiuseppe in cui Opera, teatro e danza si fondano e i giovani apprezzano. Se li educhiamo, loro all’Opera un giorno, forse per accidente, per sbaglio o per curiosità sono certo ci andranno.

D) Da diversi anni vive a Parigi. Quale è la sua personale mission nel ruolo di Presidente della Bertrand Gruss Production?

Nel 2012 con la mia storica pianista Maria Silvestrini ci trovammo a Parigi, lei aveva lasciato il suo ragazzo, io ero fuggito sei mesi prima dal fatidico sì con una oligarca russa, un folle lo so. Decidemmo di creare una Associazione, nacque così la Bertrand GRuss, in un piccolo e pidocchioso appartamentino in zona Repubblique di Parigi. Dopo 9 anni di lavoro, collaborazioni con le Istituzioni di Francia, Teatri, Musei ed artisti, ora Bertrand GRuss è un Accademia, una società di produzioni teatrali, produciamo il nostro vino, Bertrand GRuss Wine, a Venezia e da poco ha aperto a Milano la Libreria dell’anima diretta dalla scrittrice e consulente Silvia Bragonzi, un luogo di terapia e di racconto, dove le nostre storie divengono libri. Ora la nostra sede è cambiata, siamo nel cuore della città, di fianco al Palais Royal davanti al Louvre.

Abbiamo tante cose da fare, continuiamo a fare teatro,  musica, letteratura e terapia. Da anni collaboriamo con la CAF di Parigi e organizziamo incontri di gruppo con genitori e figli, gratuito per tutti i cittadini. Fra poco debutteremo il nuovo spettacolo Multiverso, Where is William Defoe?, con tutti artisti italiani. L’8 Dicembre Maria ed io siamo stati scritturati per animare attraverso un concerto lirico la serata di Gala dell’Ordine di Merito di Francia. Ringrazio tutti i nostri collaboratori , i nostri stagisti, artisti e allievi, perché credono in noi e al nostro motto “vivi come hai sognato“.

D) Quali sono le differenze essenziali tra il mondo della cultura francese e italiana a suo parere?

Il mondo culturale a Parigi è fortemente sostenuto, i teatri, circa 330 sono vivi, il sistema aiuta e rende più facile produrre. Le Chiese della città si trasformano in auditori, dove l’attività concertistica e lirica è ricca di possibilità sia per il pubblico che per gli artisti. Parigi resta una delle città più fertili, anni fa nel 2011 firmai la prima regia a Parigi, acquistai il quotidiano, le Monde, andai subito da povero narcisista a vedere il mio nome, ebbene prima del mio vidi nello stesso giorno firme registiche quali Bob Wilson, Peeter Brook, Ivo Van Howe, di fianco al teatro in cui debuttavo ci sarebbero stati un certo Michail Baryšnikov in coppia con William Defoe, insomma trovai tutto fantastico, ironico e pensai che erano gentili a dare spazio ad uno come me, italiano, sconosciuto ma pieno di sogni. A Luglio mi hanno nominato membro del UNESCO per la danza e il teatro, la Sede generale è proprio a Parigi, insomma  mi pare sia una città che se amata sappia assolutamente contraccambiare con immensa generosità.

Silvia Venier

Diego Bragonzi Bignami

www.bgrussinternational.com

www.ildogville.it

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