E’ stata la mano di Dio
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E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino. Premiato con il Gran Premio della Giuria a Venezia 78, su richiesta dell’Academy, la commissione ANICA ha designato il film per la corsa alla selezione Oscar per Miglior film internazionale. Nel cast ci sono Toni Servillo, Filippo Scotti (che interpreta il protagonista e Luisa Ranieri). Il titolo è un riferimento al supercampione di calcio Diego Armando Maradona e racconta le vicende di un adolescente simili, per certi versi, alla storia personale di Paolo Sorrentino.

La pellicola è ancora inedita. Uscirà al cinema il 24 novembre, poi su Nexflit il 15 dicembre 2021. La lista delle cinque nomination finali sarà scelta da alcuni membri dell’Academy (l’associazione che assegna gli Oscar) e annunciata l’otto febbraio 2022. La cerimonia di premiazione degli Oscar si terrà a Los Angeles il 27 marzo 2022.

E’ stata la mano di Dio, quasi biopic, commovente. L’adolescenza vissuta in prima persona sconvolta da un trauma familiare, l’arrivo di Maradona al Napoli. Il periodo è la metà degli anni Ottanta. Il diciassettenne Fabietto (Filippo Scotti) nell’attesa che il Pibe de Oro firmi per la sua squadra del cuore, vive gioiosamente in famiglia con il papà bancario (Toni Servillo), la mamma casalinga(Teresa Saponangelo), il fratello più grande di lui, circondato da moltissime donne, e tanti parenti e vicini di casa. La prima parte del film è emozionante e travolgente.

Maradona si vede nella fantomatica partita Argentina-Inghilterra. Lo spettatore avverte una suspense, come se dovesse attendere una disgrazia e nella parte finale Fabietto cerca di capire come sarà il suo futuro da diciottenne, dopo le <esperienze pericolose> (il rapporto con la baronessa, il dialogo con la zia, l’amicizia proibita con il ragazzo contrabbandiere di sigarette). Il regista conduce Fabietto sulla strada giusta.

Il finale con l’inquadratura in controluce oltre il vetro di un treno e Pino Daniele che canta la sua Napoli è emozionante. Paolo Sorrentino, appresa la notizia del suo film per rappresentare l’Italia agli Oscar, ha dichiarato: <E’ stata la mano di Dio” è il mio film più importante e doloroso e sono felice che tutto questo dolore oggi sia approdato alla gioia. Quello di oggi è solo il primo passo e il bello di questa gara è che l’unica competizione al mondo in cui arrivare già tra i primi cinque è una vittoria. –  prosegue – Sono felice che il film sia stato selezionato. Ringrazio di cuore la commissione dell’Anica, che ha scelto il mio tra tanti bei film. Ringrazio The Apartment, Fremantle e Netflix per avermi sostenuto. W il cinema italiano.>

Di Lucrezia Palma

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