L'anima buona di Sezuan
Reading Time: 2 minutes

L’ANIMA BUONA DI SEZUAN. Dal 4 al 17 novembre 2021 è di scena al Teatro Manzoni di Milano L’anima buona di Sezuan, di Bertolt Brecht con Monica Guerritore che cura pure la regia, ispirata all’edizione di Giorgio Strehler (Milano 1981).

Note di regia

Grazie al Teatro Manzoni porto a Milano L’Anima buona di Sezuan nella versione scenica di Giorgio Strehler nella ricorrenza dei 100 anni dalla sua nascita. I grandi testi sono immortali germinatori di nuove visioni, versioni, a indicare il tempo in cui vengono letti compresi e rielaborati, ma le versioni sceniche che, come nel caso di Strehler, hanno la grandezza di un’opera d’arte, si perdono.

Metterlo in scena è il mio omaggio al più grande regista teatrale europeo, al mio Maestro e per chi non ha avuto occasione di ‘vedere’ il lavoro di Strehler percepire in scena la sua modernità, la sua forza, la sua perfezione e l’amore per il pubblico. Mi misuro con il passato per togliergli, come scrive Pirandello nei Giganti “l’impalpabilità del non–essere”. E non ho paura. Poggio sulle spalle di un gigante.

Lo spettacolo che ha debuttato a ottobre 2019 (Prima nazionale a Spoleto poi Teatro Quirino di Roma) si è fermato come tutto il mondo teatrale nel febbraio 2020. Ora la vita in scena riparte e riprendono a vivere i buffi straniti terribili e teneri personaggi che raccontano di noi, grandi e piccoli esseri umani, in questa meravigliosa parabola drammatica.

Una baracchetta minuscola e un fiorellino su una mensola indicano il riparo che gli Dei regalano alla buona Shen te. Attorno a lei il Barbiere arricchito, la Vedova ricattatrice, il Poliziotto responsabile dell’Ordine e della Sicurezza del Quartiere, la Proprietaria di Immobili, l’Aviatore senza aereo e sua madre: un mondo fatto di figure imperiose che si rappresentano e ci rappresentano un popolo piegato dalla necessità.

Shen te, l’Anima buona, aggredita da chi ha ancora meno di lei, indossa i denti d’oro, il ghigno brutale e con movenza da androide meccanico difende quel poco che ha.

Nell’Anima Buona c’è tutta la tenerezza e l’amore per gli esseri umani costretti, dalla povertà e dalla sofferenza, a divorarsi gli uni con gli altri ma sempre raccontati con lo sguardo tenero e buffo di chi comprende.

In questa parabola drammatica lo sdoppiamento del buono e del cattivo ci riguarda. L’uomo è portato al bene. Il male è contro natura. E’ faticoso. Dirà la buona Shen Te dopo aver assunto le sembianze del cugino cattivo “com’è difficile essere cattivi”. Per sopravvivere è necessario zittire la bontà e indossare denti d’oro e ghigno brutale? Diventare maschere ringhianti?

Si, se l’Uomo è lasciato solo a combattere contro le difficoltà. Dei non c’è ne sono più, serve uno Stato regolato da leggi giuste e se manca, la salvezza è nella vicinanza con gli Altri: la solidarietà tra esseri umani. La catena sociale.

Al termine della rappresentazione, con noi attori stretti gli uni agli altri sul proscenio, sarà la voce di Strehler a dirci il valore dell’amore …per Brecht, per noi e il senso più intimo che può assumere, perfino se disperato nella sua purezza. E raccoglierci in un sentimento comune. Così forte, ora. Teatro civile, politico, di poesia. Monica Guerritore

Presentazione

www.teatromanzoni.it/manzoni/

www.ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.