Antigone
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ANTIGONE sarà al Teatro Litta di Milano, dal 2 al 7 novembre 2021 in Prima Nazionale, in versione interattiva, da un’idea di Gianpaolo Pasqualino. Con Ludovico D’Agostino, Maria Silvia Greco, Giulia Mancini, Tano Mongelli, Eleonora Pace, Gianpaolo Pasqualino. Produzione Diapason.

La riscrittura di Pasqualino, autore e regista dello spettacolo, non si riduce ad un semplice gioco teatrale, ma punta a valorizzare appieno la polarità propria della tragedia greca. Solo se Antigone e Creonte sono mossi entrambi da legittime ragioni la tragedia può compiersi e Trovarsi in “prima persona” di fronte all’impossibilità della scelta tragica farà rivivere agli spettatori ANTIGONE in tutta la sua potenza. Tebe ti aspetta, tocca a te.

Dopo Profumo e Nemici per la pelle, Diapason ritorna al Teatro Litta con una messinscena “interattiva” e multi trama. Gli spettatori, chiamati a svolgere la funzione di coro, prenderanno parte attiva alla rappresentazione votando le sorti di Tebe che, per una sera, diventerà la loro città. E le loro opinioni cambieranno i destini dei protagonisti. 

Non per mettere in piedi un semplice gioco teatrale, ma perché sia indispensabile passare integralmente e in “prima persona” attraverso la complessità della scelta “tragica” per far rivivere Antigone in tutta la sua potenza. E ricominciare ad innamorarsi di lei per l’eternità.

Antigone di Gianpaolo Pasqualino, adattamento della tragedia di Sofocle prodotto dalla compagnia Diapason, è una riscrittura di uno dei testi più amati della storia del teatro in cui la protagonista non è la principessa di Tebe, ma il pubblico.

La storia del teatro, e in parte anche quella della politica, ha via via manipolato e ricostruito il mito d’Antigone, col rischio di prosciugarne la forza e l’eternità che risiedono nella pura essenza del mito stesso: a Tebe, lei, e una principessa fuorilegge. Antigone era odiata per ciò che aveva fatto. Creonte è un uomo politico nel senso più greco di questa parola: un uomo della Polis ed è nel totale interesse della città che prende le sue decisioni. Giusta o sbagliata che sia la scelta di lasciare insepolto Polinice, non è dettata da una sete di vendetta, ma da una visione politica.

Presentazione

www.ildogville.it

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