La Padrina. Surreale Huppert nella commedia agrodolce di Salomè

La Padrina. Surreale Huppert nella commedia agrodolce di Salomè

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LA PADRINA. Parigi ha una nuova regina, La daronne, è una commedia agrodolce diretta da Jean-Paul Salomé, con Isabelle Huppert e Hippolyte Girardot, distribuita in Italia da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Arriverà nelle sale italiane il 14 ottobre 2021 con la durata di 106 minuti. Il film ha vinto il Premio Jacques-Deray 2021 del miglior film poliziesco francese.

La Padrina: surreale e divertente disincanto alla francese di una società priva di prospettive

Patience Portefeux si guadagna da vivere traducendo dall’arabo al francese delle intercettazioni telefoniche per la squadra narcotici della polizia parigina. Vedova, con la madre in una casa di riposo e due figlie già grandi… “insospettabile”, farà uso delle intercettazioni per salvare prima il figlio di un’ausiliaria e poi… i propri conti in rosso.

Il regista Jean-Paul Salomé ha voluto fare un ritratto romantico, surreale e di ironico disincanto di una donna che ha cresciuto da sola le due figlie, Hortense (Iris Bry) e Gabrielle (Rebecca Marder). Patience vive con ironia e inventiva questi anni difficili e troppo costosi per tutti. Si occupa di sua madre malata, ricoverata in una casa di riposo, dove la retta da pagare è troppo alta. Ha una relazione estemporanea con il capo della narcotici, Philippe (Hippolyte Girardot), che lei ritiene però troppo incorruttibile. La donna deve affrontare i costi familiari che il suo stipendio non copre e si tufferà con ingegno e arguzia nell’avventura dello spaccio di cannabis, senza rinunciare all’aspetto umano, soffocando spesso le lacrime e facendo spallucce alle avversità.

Non è facile vendere una tonnellata e mezzo di hashish a Parigi senza che nessuno si chieda da dove provenga. E’ arduo anche condurre una doppia esistenza. Pacience usufruisce delle informazioni sui movimenti della manovalanza ed affronta il mondo rude di poliziotti e spacciatori vestita con un caftano e in Porsche Cayenne. Adotta un cane addestrato anti droga, messo in canile, e sarà proprio lo stesso cane ad aiutarla nel suo obiettivo.

Isabelle Huppert è una delle attrici più premiate al mondo, apparsa in oltre cento film e produzioni televisive. In questo film interpreta un ruolo inedito, non semplice considerata la trama surreale ma al contempo veritiera sviluppata molto alla francese. Per caratterizzare al meglio la protagonista Huppert ha imparato anche la fonetica araba.

Il regista Jean-Paul Salomé, (Arsenio Lupin (2004), Belfagor-il fantasma del Louvre (2001),  Fatal Agents (2008), The Chamaleon (2010), Io faccio il morto (2013) racconta di aver letto il romanzo La daronne e incontrato l’autrice, Hannelore Cayre che gli ha comunicato che diversi registi avrebbero chiesto di adattare il romanzo, ma erano troppo focalizzati sull’aspetto thriller del film, facendo decadere il lato comico. Salomé era invece molto più interessato al bilanciamento di questi due generi. Bilanciamento riuscito come da intenzioni del regista che utilizza una grande attrice drammatica e algida come Huppert, conosciuta soprattutto per essere stata musa di giganti quali Claude Chabrol rendendola ironica ma sempre misurata, divertente e lucidamente disperata.

Recensione di Barbara Manenti

www.ildogville.it

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