LA RIVOLTA DEI BRUTTI, al Litta di Milano, dal 14 al 24 ottobre

LA RIVOLTA DEI BRUTTI, al Litta di Milano, dal 14 al 24 ottobre

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LA RIVOLTA DEI BRUTTI. MTM Teatro Litta di Milano, presenta dal 14 al 24 ottobre 2021, La rivolta dei brutti, testo di Filippo Renda, regia di Stefano Cordella, con Salvatore Aronica, Francesco Errico, Giorgia Favoti, Filippo Renda, scenografie e costumi Stefano Zullo, assistente scenografo Federica Padovani, disegno luci Fulvio Melli, composizioni originali e sound design Gianluca Agostini, direttore di produzione Elisa Mondadori, produzione Manifatture Teatrali Milanesi.

La rivolta dei brutti è uno spettacolo di drammaturgia contemporanea di urgente attualità che attraversa e tocca le tematiche di importanza internazionale. Uno spettacolo che racconta la storia di quattro ragazzi che rivivono il meccanismo violento alla base della strage di Isla Vista (California, 2014) perpetrata da uno studente universitario. Il tentativo di giustificare un maschilismo feroce, attraverso dinamiche vittimiste, e le modalità con le quali la rete amplifica ed esaspera le frustrazioni generazionali.

Sinossi

Il 23 maggio 2014, a Isla Vista, California, la polizia ritrova il corpo senza vita del 22enne Elliot Rodger all’interno della sua auto, schiantatasi qualche minuto prima contro alcuni veicoli parcheggiati; ad ucciderlo, però, non è stato lo schianto: la polizia ritrova sul sedile del passeggero un’arma da fuoco con la quale Rodger è riuscito a spararsi un colpo in testa.

Troveranno poi altre tre cadaveri nell’appartamento di Rodger: erano i suoi coinquilini, che lui ha ucciso a coltellate. Altre tre persone sono riverse sulle strade di Isla Vista colpiti da un’arma da fuoco che sparava all’impazzata dall’interno di un abitacolo di una BMW Serie 3 lanciata a massima velocità per le strade californiane: l’automobile è quella di Rodger e la sua pistola ha ferito altri sette sconosciuti, mentre la vettura ne ha investiti altri sette.

La spiegazione del gesto viene rinvenuta in un manoscritto di circa duecento pagine, un testamento che introduce le dinamiche di una community online che già da qualche anno ha raggiunto migliaia di utenti in tutto il mondo, anche in Italia: si fanno chiamare “incel”, dall’inglese Involuntary Celibate, uomini sessualmente frustrati che utilizzano slogan come “Il femminismo è il problema e lo stupro è la soluzione”. Il problema insanabile degli “incel” è la totale mancanza di fascino, la completa incapacità di seduzione, non sempre legata all’aspetto fisico.

La rivolta dei brutti si svolge in Italia, e racconta la storia di quattro ragazzi della nostra generazione che rivivono il meccanismo violento alla base della strage di Isla Vista senza che esso accada mai in scena; racconta il tentativo di giustificare un maschilismo feroce attraverso dinamiche vittimiste; racconta le modalità con le quali la rete amplifica ed esaspera le frustrazioni generazionali e crea dei ghetti virtuali che nella coscienza degli utenti diventano luoghi reali.

Incel è un neologismo nato dalla contrazione di Involuntary Celibate, “celibe involontario”. Un termine con il quale si definisce una community online di soli uomini, che affermano di non riuscire a trovare un partner sentimentale o sessuale, nonostante lo desiderino, attribuendone la responsabilità alla donna, alla società e al loro non essere attraenti.

Un fenomeno, in crescita anche in Italia, diventato noto solo nel 2014 con la strage di Isla Vista ad opera di Elliot Rodger, autodefinitosi Incel, con la frustrazione di non aver mai avuto una ragazza e di essere ancora vergine.

Note DRAMMATURGIA

Il mio interesse per la cronaca nera non è frutto di un’attrazione pruriginosa per il male e le sue forme: trovo che l’analisi di un evento eccezionale sia un ottimo strumento per rintracciare gli elementi essenziali in esso contenuti che accomunano un’intera società. Mi interessa comprendere e soprattutto nominare quei meccanismi presenti nella vita quotidiana di tutti noi che possono, in condizioni particolari, portare ad avvenimenti di violenza eccezionale, ma che sono già violenza. Motivo per cui in questo testo non racconto direttamente la storia di Elliot Rodger ma una storia più vicina allo spettatore, perché la violenza e la sopraffazione possano essere riconosciute e problematizzate quando in potenza e non solo quando in atto. Filippo Renda

Note di REGIA

Quando ho letto il testo mi ha subito colpito come la presenza dei vari schermi e dispositivi tecnologici (computer, cellulari, videogiochi) diventasse un rifugio per i protagonisti, uno spazio in cui la violenza può esplodere senza controllo e innescare azioni estreme e pericolose. Con i miei collaboratori (Stefano Zullo scene e costumi, Fulvio Melli light designer, Gianluca Agostini sound designer) abbiamo cercato di mettere il fuoco su questo delicato confine tra virtuale e reale creando uno spazio non naturalistico che amplificasse il rapporto con lo schermo/specchio delle dispercezioni che stanno sì alla base della dinamica Incel ma sono anche profondamente radicate nel substrato culturale di molti uomini. Stefano Cordella

Presentazione

https://www.mtmteatro.it

www.ildogville.it

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