Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa. Riparte il Quirino di Roma

Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa. Riparte il Quirino di Roma

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Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa. Eugenio Barba, insieme a Julia Varley e Lorenzo Gleijeses, firma la regia di Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa, spettacolo con cui il Teatro Quirino rialza il sipario dal 24 settembre al 3 ottobre.

Un lavoro straordinario, fuori dal coro, nato intorno all’opera di Franz Kafka, in cui si intersecano tre diversi nuclei narrativi: alcuni elementi tratti dalla Lettera al padre e dalla sua biografia, alcuni frammenti de La metamorfosi e le vicende del danzatore Gregorio Samsa, prigioniero nella ripetizione ossessiva delle coreografie che sta per portare in scena in un imminente debutto.

Un esperimento di grande profondità sul rapporto tra arte e vita, fino alla fagocitazione di quest’ultima: l’arte travolge la vita privata del protagonista e la sua routine.

Prima e unica regia di Barba “fuori” dall’Odin Teatret, Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa vanta singolari collaborazioni, come quella con Mirto Baliani, grande talento del suono e delle luci, con Michele Di Stefano, personaggio di spicco nel panorama della danza contemporanea mondiale, e ancora la consulenza drammaturgica di Chiara Lagani.

Uno spettacolo frutto di un percorso di ricerca durato anni, di un lungo lavoro creativo iniziato nel 2015 ad Holstebro, celebre sede dell’Odin Teatret, che ha cementato e rafforzato il rapporto unico tra Barba, Julia Varley e Lorenzo Gleijeses, fino a questa prima regia firmata da Barba (con Gleijeses) al di fuori dell’Odin Teatret. 

La scintilla che ha messo in moto il processo di creazione è scaturita dallo stridore e dalle assonanze generati dall’accostamento dell’opera di Kafka con gli oggetti coreografici creati da Michele Di Stefano con Lorenzo Gleijeses.

Gregorio Samsa è convinto che attraverso una ripetizione ossessiva delle sue partiture sia possibile arrivare ad un altro livello di precisione tecnica e di qualità interpretativa ma, di contro, il suo perfezionismo lo catapulta in un limbo in cui si erodono i confini tra reale e immaginario, lavoro e spazio intimo, tra teatro e vita quotidiana. Si scontrano, allora, le esigenze del mondo esterno e le sue profonde necessità personali.

Samsa ripete le sue sequenze coreografiche, come un novello Sisifo, per una pulsione psicopatologica? Oppure è semplicemente mosso dal desiderio di spingere al massimo i risultati del suo lavoro e dal sogno utopico  di superare i limiti imposti dalla sua natura umana? I movimenti che Gregorio prova senza posa sono frutto di un impegno professionale e di un lavoro di concezione minuzioso tale da acquisire una ponderatezza e un equilibrio che le azioni della sua vita reale non possiedono”_ annota Lorenzo Gleijeses. “Gregorio è come un ragno che non può evitare di tessere la propria tela. La sua ricerca artistica che mira alla libertà doppia la sua stessa vita, acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire sé  stesso. “                                                                                                         

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