LA RAGAZZA CON IL BRACCIALETTO di Demoustier, incalzante courtroom drama francese

LA RAGAZZA CON IL BRACCIALETTO di Demoustier, incalzante courtroom drama francese

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La ragazza con il braccialetto (La fille au bracelet), diretto da Stéphane Demoustier, dalla sceneggiatura di Gonzalo Tobal e Ulises Porra, con Roschdy Zem, Melissa Guers, Anais Demoustier, Chiara Mastroianni, e distribuito da Satine Film, è un <<courtroom drama>> incalzante e appassionante. Arriverà nelle sale cinematografiche italiane da giovedì 26 agosto ed ha una durata di 96 minuti.   

Chi ha ucciso Flora a coltellate? Gli indizi portano verso un’unica direzione: quella di Lisa, la sua migliore amica. Difesa e pubblico ministero attraverso le loro argomentazioni e interrogazioni alla presunta assassina, portano alla luce abitudini e inclinazioni che sorprendono gli astanti. Una vita affettiva e sessuale che i genitori non conoscevano.

L’imputata appare in difficoltà, risponde alle incalzanti domande del pubblico ministero con frasi secche e a volte rimane in silenzio. Chi è Lise? Chi era per Flora? Amica, amante, assassina?

Il volto di Lise è lievemente scosso da un fremito. La sua migliore amica è stata brutalmente assassinata e lei non mostra dolore, né rabbia, né risentimento. Suo padre è stupito dal comportamento di Lise in tribunale. La madre che non si è presentata alle prime udienze, quando decide di farlo la sua testimonianza rivela un conflitto interiore suscitato dal processo.

La storia è basata sulla sceneggiatura del film argentino <<Acusanda>> (2018). Presentato con successo al Festival di Locarno e vincitore del Premio César per la Miglior Sceneggiatura non originale, La ragazza con il braccialetto racconta il dramma di Lise, un’enigmatica adolescente, unica sospettata dell’omicidio di Flora, la sua migliore amica.

L’esordiente attrice Mélissa Guers ha fornito grande prova di interpretazione nei panni di Lise. In attesa del giudizio in Corte d’Assise, dopo un periodo di reclusione, concessi gli arresti domiciliari, Lise è costretta  a portare alla caviglia un braccialetto elettronico e a non allontanarsi oltre 500 metri dalla casa di famiglia.

La prima sequenza del film non lascia presagire nulla di ciò che seguirà. E’ estate e si descrive la giornata al mare nella casa di famiglia Bataille. Nella tranquillità delle spiagge di Bernerie-en-Retz, in un’unica inquadratura abbiamo, in costume da bagno, la famiglia composta da Bruno Bataille, il padre, (Roschdy Zem), la madre Céline (Chiara Mastroianni), e i due figli, Lise (Melissa Guers) e suo fratello Jules (Paul Aissaoui-Cuvelier). Giungono inaspettati due poliziotti che, senza fornire spiegazioni, chiedono alla sedicenne Lise di seguirli. La stessa Lise non appare sorpresa e neppure contrariata. La serena immagine della famiglia Bataille si frantuma.

Trascorrono due anni e i due genitori si stringono intorno alla figlia Lise credendo nella sua innocenza; cercano di proteggere la famiglia, in particolare il figlio più piccolo dall’inevitabile clamore della tragedia che ha sconvolto le loro vite. Il film non ci mostra immagini del passato. Il vissuto di Lise e delle persone del suo ambiente ci viene svelato attraverso gli interrogatori nell’aula del tribunale.

Il procedimento giudiziario inizia: Difesa (Annie Mercier) e Pubblico Ministero (Anais Demoustier) sostengono e dipanano le reciproche argomentazioni e la storia di Lise rivela il mondo inquieto degli adolescenti di oggi.

Bruno e Céline cercano, raccogliendo ogni frammento di memoria, un indizio, una prova. I due genitori sostengono la figlia. Bruno è protettivo, Céline è bloccata davanti al destino della figlia.

Un destino che viene deciso in tribunale fra accuse e difese, confessioni e testimonianze che rivelano una vita intima dell’imputata inattesa e sconcertante, tale da rendere difficile discernere la verità. Lise non si conforma mai all’atteggiamento di un’accusata, non emette una sola parola a sua difesa. I protagonisti continuano a fare riferimenti ad eventi che non vediamo e tutto accade nella nostra immaginazione. E’ un film sull’interpretazione dei fatti, sul dubbio.

Nessun dubbio per l’avvocato difensore che sorprende per intuizione e massima comprensione per gli adolescenti. L’adolescente dà molta importanza all’amicizia, dà una grande attenzione al proprio corpo, riesce a prendere decisioni in completa autonomia, rafforza la propria identità.

A chiudere il caso giudiziario, c’è la sorprendente rivelazione offerta da Jules, il fratellino di Lise. Alla fine del processo e, alla fine del film, il segreto di Lise  rimane intatto. Non c’è un colpo di scena che sciolga i dubbi, come afferma la difesa <<Un processo ha luogo per rendere giustizia, non per giudicare dal punto di vista morale.>>

Nella sequenza finale Lise, liberata dal braccialetto elettronico, si allaccia la catenina alla caviglia ponendo lo spettatore a supporre diverse interpretazioni. Per alcuni può essere un’ammissione di colpa, Per altri il segno indelebile di un calvario che avrebbe alterato la giovinezza di Lise. Per altri ancora l’espressione di un ricordo dell’amica perduta.

La ragazza con il braccialetto è un thriller giudiziario che sonda gli animi, una messa in scena che affascina e svela una malessere collettivo. Lise con il suo volto impassibile sa celare dietro la sua maschera di indifferenza una grande fragilità. E’un film da vedere, consigliato ai genitori e ai ragazzi.

Recensione di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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