PER LUCIO: emozionante docufilm su Dalla di Pietro Marcello

PER LUCIO: emozionante docufilm su Dalla di Pietro Marcello

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PER LUCIO, documentario sul poeta cantautore Lucio Dalla, con la regia di Pietro Marcello, è nelle sale italiane per un evento di tre giorni soltanto il 5, 6 e 7 luglio, distribuito da Nexo Digital, in collaborazione con il media partner Radio Deejay, MYmovies.it e Rockol.it. Il docu-film di Pietro Marcello si concentra sui ricordi di Stefano Bonaga e Tobia Righi, due amici di lunga data che ricostruiscono l’avventura umana del cantautore bolognese.

Umberto Righi, Tobia per gli amici, è stato il “tuttofare” di Lucio, sin dagli inizi nel 1966, il suo manager. Così racconta Tobia: “Lucio arrivò al ristorante Cesari e mi disse “Tobia ho bisogno di un manager perché non sono soddisfatto di quello che ho, ma sappi che non ho una lira“. Tobia racconta che Lucio “era uno dei pochi creativi che sapeva anche vivere, quello che gli dicevo, lui lo sapeva già prima”. L’amico d’infanzia, il filosofo Stefano Bonaga, dichiara: “Le prime diecimila lire che Lucio ha guadagnato, suonando ai giardini Margherita, le ha divise con me.

Bonaga descrive Lucio come un folletto geniale, un clown senza maschera, un poeta impaurito che aveva capito quanto fosse deleterio prendersi troppo sul serio. Bonaga, infine,  afferma che Lucio non è da considerarsi scomparso: le sue interpretazioni, la sua poesia lo rendono immortale. Nel docu-film Per Lucio parole, musiche e immagini, anche amatoriali, c’è un Lucio Dalla inedito, che racconta attraverso le sue interpretazioni l’Italia degli ultimi cinquant’anni.

Un racconto ad ampio raggio sul suo vissuto con particolare attenzione agli “ultimi”. Il regista filma con grande cura i volti e i gesti delle persone descritte nelle canzoni. I lungometraggi, cortometraggi e documentari di Pietro Marcello sono stati nominati e premiati.

Sin dal suo primo documentario, Il passaggio della linea (2007), nominato come migliore documentario ai David di Donatello 2008, Pietro Marcello ha mostrato con quale cura sa filmare paesaggi, architetture, volti di pendolari in viaggio su treni a lunga percorrenza da sud a nord dell’Italia.  Volti di giovani lavoratori, stranieri, impiegati in lavori precari. Nel 2008 Marcello realizza La bocca del lupo che vince il Torino Film Festival e vince anche il Nastro d’argento, il David di Donatello e il Premio Vittorio De Seta al Bif&st 2010 per il miglior documentario. Nel 2015 presenta “Bella e perduta” al Festival di Locarno. Nel 2019 presenta Martin Eden alla Mostra del Cinema di Venezia e l’interpretazione di Luca Marinelli viene premiata con la Coppa Volpi.

Lucio Dalla si è espresso anche in altre forme d’arte: pittura, scrittura, televisione e soprattutto cinema. E’ interprete di svariati film, autore e presentatore di programmi televisivi, scrittore e autore di testi a carattere universitario. Lucio Dalla raggiunge la popolarità nel 1971 al Festival di Sanremo con “4 marzo 1943”, piazzandosi al terzo posto assoluto. Nel medesimo anno esce “Storie di casa mia”, il suo primo album. I testi delle canzoni fanno riferimento ad argomenti di natura sociale.

Indimenticabili ed ancora interpretati da  diversi cantanti internazionali: Un uomo come me, La casa in riva al mare, Il gigante e la bambina, Per due innamorati e Itaca. Nel 1972 è per la quarta volta a Sanremo con Piazza Grande, dedicata a un senzatetto realmente vissuto.

Nel 1973, Lucio Dalla e Roberto Roversi si incontrano. Roversi, nato anch’egli a Bologna, vent’anni prima di Lucio, è scrittore, poeta, paroliere, giornalista e libraio. Fra loro nasce un sodalizio e da questo nel 1976 presentano Il futuro dell’automobile e altre storie, uno spettacolo teatrale ripreso dalla stessa Rai nel gennaio dell’anno successivo. Coprotagonista e compagno di viaggio in tutte le puntate, uno scimpanzé di nome Natascia, a cui Dalla racconta con enfasi le gesta del grande campione automobilistico Nuvolari. Lucio compone con Roversi le canzoni dell’album intitolato Automobili.

Lucio Dalla, nasce a Bologna il 4 marzo 1943 da Giuseppe, direttore in città del tiro a volo, e dalla modista Jole Melotti e muore a Montreux il 1 marzo 2012. Il padre muore nel  1950, quando Lucio ha soltanto sette anni. La madre, che compare nel film, decide di istruirlo presso il collegio vescovile Pio X di Treviso dove si esibisce nelle recite scolastiche. Dallo zio, Dario Dalla, cantante melodico, Lucio impara a suonare la fisarmonica.

All’età di 10 anni, da autodidatta, impara e suonare il clarinetto, esibendosi in alcuni gruppi dilettantistici e diviene membro di un complesso jazz bolognese. Alla fine del 1962, Lucio entra a far parte, come voce solista, del complesso dei Flippers, rivelando i suoi estemporanei gorgheggi.

Il documentario Per Lucio contiene repertori pubblici e privati che sono materiali d’archivio dell’Istituto Luce Cinecittà, Fondazione Cineteca di Bologna, Home Movies-Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico e Fondazione CSC-Archivio Nazionale Cinema d’Impresa (Ivrea). Per Lucio è una produzione IBC Movie con Rai Cinema, in collaborazione Avventurosa e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

Durata del film 90’

Recensione di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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