A ROBERTO BENIGNI il Leone d’oro alla carriera

A ROBERTO BENIGNI il Leone d’oro alla carriera

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ROBERTO BENIGNI riceverà nel corso della 78/ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, (1-11 settembre 2021), l’ambito riconoscimento del Leone d’oro alla carriera. Il “cda” della Biennale così ha deciso facendo propria la proposta del Direttore della Mostra, Alberto Barbera. La notizia è stata data ieri alla stampa.

L’irruente Roberto Benigni, nell’accettare la proposta dichiara: << Il mio cuore è colmo di gioia e gratitudine. E’ un onore immenso ricevere un così alto riconoscimento verso il mio lavoro dalla Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia>>. Il Direttore Alberto Barbera sottolinea che <<Benigni  con ammirevole eclettismo, senza mai rinunciare a se stesso, è passato dal vestire i panni dell’attore comico tra i più straordinari della pur ricca galleria di interpreti italiani, a quelli di regista memorabile in grado di realizzare film di enorme impatto popolare, per trasformarsi da ultimo nel più apprezzato interprete e divulgatore della Divina Commedia dantesca. La sua è comicità esplosiva, spesso accompagnata da una satira dissacrante.>>

Nato a Manciano La Misericordia, frazione di Arezzo, il 27 ottobre 1952, Roberto Benigni è quartogenito dopo tre sorelle, da Luigi (1919-2004) e Isolina Papini (1919-2004). Negli anni Settanta si trasferisce a Roma, dove comincia a recitare in teatro. La sua prima esperienza di attore è nello sceneggiato televisivo Sorelle Materassi (1972), poi Onda libera e la miniserie televisiva Ma cos’è quest’amore (1979) per la regia di Ugo Gregoretti. Conosce il regista Giuseppe Bertolucci e con lui crea il personaggio comico Cioni Mario, contadino toscano, scurrile e sessualmente sboccato, con il quale appare in alcuni programmi televisivi. Nel 1977 Bertolucci dirige Benigni nel film Berlinguer ti voglio bene, in cui Mario Cioni, un venticinquenne muratore del sottoproletariato toscano si esibisce in turpiloqui e in assurdità su Dio, sulla morale e sul sesso. La smisurata esuberanza gestuale e verbale, irriverente verso qualsiasi forma di autorità di Cioni è una caratteristica che si ripeterà nelle interpretazioni di Benigni.  

Nel 1983, durante le riprese del film Tu mi turbi, scritto da lui e Giuseppe Bertolucci, interpretato e diretto da lui stesso, conosce l’attrice cesenate Nicoletta Braschi, che diventa sua moglie nel 1991 e da quella data sarà presente in tutti i film diretti da Benigni. Simpatizzante del Partito Comunista Italiano, il 16 giugno 1983 appare ad una delle manifestazioni della FGCI a Roma e prende in braccio e dondola il leader Enrico Berlinguer, persona molto seria. L’evento modificò l’atteggiamento riservato e serio dei politici verso il pubblico, preferendo modi più amichevoli. Benigni conquista il pubblico a teatro con il one-man show Tuttobenigni, nelle sue varie macchiette. Nel 1978 partecipa al programma televisivo di Renzo Arbore L’altra domenica, nel ruolo di uno stravagante e improbabile critico cinematografico.

La grande notorietà che lo rende un personaggio iconico del cinema italiano arriva nel 1984 con Non ci resta che piangere, scritto diretto e interpretato con Massimo Troisi. Nel 1991 fonda con la moglie la Melampo Cinematografica per la produzione delle pellicole che interpreta e dirige (1988 Il piccolo diavolo – 1991 Johnny Stecchino – 1994 Il mostro). Diretto da F.Fellini, recita nell’ultimo film del grande regista italiano, La voce della luna. Il successo internazionale viene raggiunto con La vita è bella, raccontando la tragedia dell’olocausto. Il film esorcizza la tragedia, spiegando l’effetto che provoca su un bambino e arrivando al cuore e alla pancia del pubblico mondiale.

Benigni impersona il padre che salva il destino e l’animo del figlio. Il film ottiene tre Oscar, quello come miglior film straniero, miglior attore protagonista (Benigni) e miglior colonna sonora (Nicola Piovani). Al momento della consegna del premio al miglior film straniero, nella notte tra il 21 e 22 marzo 1999,  al grido di Sophia Loren<< And the Oscar goes to…Robberto!>> l’attore toscano raggiunge il palco saltando da uno schienale all’altro delle poltrone. Oltre agli Oscar, Benigni incassa 5 Nastri d’argento, 9 David di Donatello, e il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, nonché una laurea ad honoris causa in Filosofia dall’Università Israeliana di Beersheba.

Dirige, interpreta e scrive la sceneggiatura (con Vincenzo Cerami) di Pinocchio nel 2002. Il film vince due David di Donatello e un Nastro d’argento per la miglior colonna sonora. Nel 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Il 7 marzo 2009 Benigni inaugura a Parigi il tour che porta la Divina Commedia in giro per il mondo, contribuendo alla diffusione del messaggio del più importante poeta della storia dell’occidente. Torna in televisione con lo show I dieci comandamenti nel 2014. Nel 2016 riceve il Globo d’oro alla carriera insieme alla moglie. Nel 2017 il David di Donatello alla carriera. In occasione del Dantedì 2021 Benigni recita il XXV Canto del Paradiso, in diretta dal Salone dei Corazzieri al Quirinale e alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Di Lucrezia Palma

www.ildogville.it

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