GIORGIO ALBERTAZZI, la quintessenza dell’arte scenica

GIORGIO ALBERTAZZI, la quintessenza dell’arte scenica

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GIORGIO ALBERTAZZI (1923-2016) tra le colonne portanti della recitazione e del teatro, laureato in architettura, è stato attore, sceneggiatore, regista, scrittore, poeta. Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (1996) e Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte (2002), è stato anche uno dei primi divi televisivi, protagonista di letture poetiche e di sceneggiati di grande successo. Diretto in oltre trenta film, dal 1961 al 2003. Magnifico interprete di Memorie di Adriano (dalla rielaborazione teatrale del romanzo di Marguerite Yourcenar) nel ruolo dell’Imperatore Romano Adriano, che è stata anche l’ultima sua interpretazione nel 2016 al Teatro Ghione di Roma all’età di 92 anni.  Artista e uomo elegante, meditativo, profondo, istrionico.

Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi ogni volta, per trent’anni, ha vissuto intensamente il racconto della vita di Adriano. L’imperatore, malato di cuore narra la sua fanciullezza, la giovinezza in Spagna, la spensieratezza in Grecia e tornato a Roma, racconta dell’imperatore Traiano che lo prende con sé per le campagne militari, gli dà in sposa sua nipote, agevolando la sua ascesa al trono imperiale. Albertazzi si sofferma sugli amori di Adriano, biasima gli insuccessi, rassegnandosi al destino. Entra nell’anima dell’imperatore, la voce muta per la perdita della persona cara, il dolore soffoca ogni parola, il pubblico ne è coinvolto in una tempesta emozionale. Dal 1989 Maurizio Scaparro ne è il regista per Giorgio Albertazzi. La prima teatrale avviene a Tivoli, presso Villa Adriana.

Vengono a vedermi in tanti a teatro, forse perché pensano che potrebbe essere l’ultima volta ormai” – ha commentato il geniale artista già ultranovantenne, ironico e con lo sguardo beffardo.

Avrebbe compiuto 93 anni il 20 agosto, ma muore il  28 maggio 2016. Accanto c’è sua moglie, (l’unica donna che ha sposato il 12 dicembre 2007, all’età di 84 anni lui e 48 lei),  la nobildonna fiorentina Pia Tolomei di Lippa, nella sua casa a Roccastrada, nel grossetano, un piccolo borgo medievale.

Un altro personaggio a cui Albertazzi è stato particolarmente legato è Amleto di Shakespeare. Invitato da Laurence Olivier, in occasione delle celebrazioni per il quadricentenario della nascita del Bardo, Albertazzi lo impersona recitando all’Old Vic Theatre di Londra, diretto da Zeffirelli, con le attrici Anna Proclemer e Anna Maria Guarnieri. Lo spettacolo rimane in cartellone per due mesi e Albertazzi viene premiato con una foto nella gallerie dei grandi interpreti shakespeariani del Royal National Theatre, unico attore non di lingua inglese. Nella stagione 1981-82 Albertazzi recita Enrico IV di Pirandello, impersonando il protagonista che crede e poi finge d’essere l’imperatore di Germania. Un monumento di follia e verità. Memorabile è anche la sua interpretazione dell’ebreo usuraio Shylock ne Il Mercante di Venezia di Shakespeare, con Franco Castellano che interpreta Antonio. Si tratta di un’opera ambigua e complessa in cui prevale il potere del denaro.

Giorgio Albertazzi, poliedrico artista dallo sguardo cinico e profondo

Giorgio Albertazzi nasce a Fiesole, la cittadina che sorge sul colle alle spalle di Firenze; un paradiso per gli amanti di storia e archeologia. Trascorre l’infanzia in una dépandance della Villa I Tatti, dove suo nonno Raffaele presta servizio come maestro muratore dai Berenson. Il padre è un semplice ferroviere e Giorgio trascorre la sua giovinezza fino ai 18 anni a San Martino di Fiesole. Nel 1943 è tenente nella Repubblica di Salò. Incarcerato dal 1945 al 1947, poichè collaborazionista, viene liberato per l’Amnistia Togliatti. Diplomato al liceo classico e laureato in architettura al Politecnico di Milano, inizia a recitare in fotoromanzi, in teatro, al cinema e in televisione. Esordisce sul palcoscenico nel 1949 in Troilo e Cressida di Shakespeare con la regia di Visconti e al Maggio Musicale Fiorentino.

Giorgio Albertazzi

Nel 1954 recita in diretta la tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta, nel programma televisivo La prosa del venerdì. Dal 1955 in Appuntamento con la novella, tenendo in mano un libro aperto, incanta con versi poetici, stralci di monologhi teatrali e pagine di epistolari di tono romantico. Con voce impostata e suadente, lavora anche in Carosello, per la pubblicità della Gazzoni di Bologna, coinvolgendo la compagna d’arte e di vita Anna Proclemer (dopo un rapporto sentimentale con l’attrice Bianca Toccafondi). A mezzo stampa si giustifica dichiarando che gli incassi pubblicitari servono per ripianare le spese per il faraonico allestimento teatrale dell’Amleto, di cui è produttore e protagonista, diretto da Zeffirelli, con cinquanta attori in scena, fra cui Anna Maria Guarnieri, Mario Scaccia e Anna Proclemer.

Come regista televisivo e attore nel 1969 gira Jekyll, tratto dal racconto gotico Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson. Nel 1981 scrive e dirige le 4 puntate per la televisione George Sand. Nel 1985 per Rai 2 firma la regia de L’incorruttibile o Colui che non sta al gioco, commedia di Hugo von Hofmannsthal. Nel 1988 dirige il film Tv Gli Angeli al potere, tratto dal dramma di Pavel Kohout.

Come attore interpreta per la televisione sceneggiati, miniserie e film dal 1954 fino al 2014. Durante gli anni ’50, ’60 e ’70 è stato infatti importante protagonista degli sceneggiati trasmessi dalla Rai, con i grandi classici della cultura. Ricordiamo Delitto e castigo di Dostoevskij, per la regia di Franco Enriquez (1954), Spettri di Ibsen, per la regia di Mario Ferrero, versione teatrale (1954). E ancora Piccolo mondo antico, di Fogazzaro, miniserie TV (1957), l’idiota di Dostoevskij, per la regia di Giacomo Vaccari (1959) e altri ancora. Riceve particolare successo nel 1974 interpretando l’investigatore dandy Phi, la miniserie televisiva poliziesca creata dallo scrittore D.D. Van Dine.

Giorgio Albertazzi nello sceneggiato L’Idiota di Dostoevskij

Al Teatro alla Scala di Milano nel 1969 interpreta Edipo in Edipo di Sofocle per regia di Giorgio De Lullo, con Anna Proclemer, Renzo Palmer, Gualtiero Tumiati, Mario Erpichini, Gabriele Lavia, Alfredo Bianchini, Roberto Rizzi e Tonino Pierfederici. Nel 1980 al Teatro La Fenice cura la regia e l’adattamento del poema Peer Gynt di Ibsen. Nel 1988 su Rai3, per il Dipartimento Scuola Educazione, realizza la lettura integrale de L’Inferno di Dante Alighieri.

Il Festival che riporta in vita l’antico Teatro di Pietra

Negli anni ’90, Albertazzi si dedica con passione all’organizzazione di festival e importanti incontri culturali. Insieme ad altri grandi artisti, fonda e dirige, un Festival di arte, teatro, poesia, musica e danza. Con l’ausilio dell’Associazione Progetto Città, il Laboratorio di Arti Sceniche Città di Volterra, nasce infatti Il Verso l’Afflato Il Canto. Viene poi rappresentato il primo spettacolo teatrale all’interno del prestigioso sito archeologico Lanx Satura. Albertazzi organizza Notturno Etrusco. Porta sulle scene Borges in tango con gli allievi della Scuola di Volterra. Nasce così l’embrione di quello che diviene poi Rassegna Jazz, la Primavera Musicale, il Museo della Poesia, il Laboratorio di Arti Sceniche diretto e condotto da Giorgio Albertazzi, il Gruppo Archeologico, la Compagnia Teatrale L’Avventuracolorata, la Settimana Medioevale e infine il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra.

Nel  1997 collabora anche con la cantante Giuni Russo in Verba Tango, spettacolo di musica contemporanea e poesia prodotto da Ezio Trapani. Sempre nel 1997 interpreta con Franca Rame il testo di Dario Fo Il Diavolo con le zinne, portandolo al Festival cinematografico internazionale di Taormina.

Nel 2004 il pubblico italiano gli attribuisce Il Premio Gassman alla carriera. In quell’anno porta in scena, insieme a Dario Fo, una serie di spettacoli-lezioni sulla Storia del Teatro in Italia, poi trasmesse da Rai 2. Albertazzi è anche voce narrante di film impegnati come: Miracolo a Ferrara, Lauta mancia, America così nuda, così violenta, Questo sporco mondo meraviglioso, Dogville, Seabiscuit-un mito senza tempo.

Giorgio Albertazzi e Dario Fo

Albertazzi porta in scena con successo dall’anno 2000 Lezioni americane di Italo Calvino – cinque conferenze scritte da I. Calvino nel 1985 per le Charles Eliot Norton Poetry Lectures della Havard University che lo scrittore avrebbe dovuto sostenere in America. L’indomito Albertazzi guida così gli spettatori in un viaggio vertiginoso e si sofferma sulla Leggerezza, uno dei cinque valori (gli altri sono Rapidità, Esattezza, Visibilità e Molteplicità). Con lui sul palco la violoncellista Angela Pavel e l’attrice Stefania Masala che lo insegue con la telecamera.

Nel 2007 si esibisce con lo spettacolo conferenza Dante legge Albertazzi. Nella stagione 2014-2015 al Teatro Ghione è interprete de Il  Mercante di Venezia con Franco Castellano. Direttore del Teatro Argentina dal 2003 al 2008 e dal 2011 del Magna Grecia Teatro Festival. Tra le sue ultime interpretazioni, nel 2011 Cercando Picasso per la regia di A.Calenda e Puccini nel 2012 di G.De Feudis. Scrive la sua autobiografia Un perdente di successo nel 1988. Postumo viene pubblicato nel 2020 il testo Poesie e pensieri, che sono meditazioni, appunti e versi del poliedrico e intenso artista toscano.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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