PAUL NEWMAN, gli occhi azzurri più amati del cinema

PAUL NEWMAN, gli occhi azzurri più amati del cinema

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Ogni volta che mi arriva tra le mani un copione comincio a pensare a cosa potrei farci. Immagino i colori, il set… e deve avere un odore. E’ come innamorarsi, e non sai spiegartene il motivo.” Paul Newman

PAUL NEWMAN un’icona del cinema di Hollywood. Ha interpretato spesso ruoli di bello e impossibile, sbruffone, beffardo, uomo forte e rude, ma nella sua vita privata ha sempre mantenuto i piedi per terra, senza perdere di vista la normalità. Non amante della mondanità Paul Newman è ricordato anche per la fama di attore riservato e scontroso, cosa che gli creerà un brutto rapporto con l’Academy. Si aggiudica il suo primo Oscar solo nel 1986, quello alla carriera, poi come migliore attore nel 1987 per Il colore dei soldi di Martin Scorsese e infine per il suo impegno umanitario nel 1994.

All’anagrafe Paul Leonard Newman (1925-2008), attore, regista, produttore cinematografico, filantropo, doppiatore e pilota automobilistico statunitense, in 51 anni di carriera  ha recitato in 61 film. Considerato tra le star più affascinanti di Hollywood è stato candidato dieci volte all’Oscar, oltre a sette Golden Globe, un Emmy Award e una Stella  sull’Hollywood Walk of Fame. Si è sposato due volte, il primo matrimonio con l’attrice Jackie Witte, nel 1949, dalla quale ha avuto tre figli, un maschio, Scott e due femmine, Stephanie e Susan. Il secondo matrimonio con la famosa attrice Joanne Woodward dalla quale ha avuto tre femmine, Nell, Claire e Melissa. Il loro amore è entrato nel mito della storia del cinema.

Paul Newman

Paul Newman sex symbol che voleva essere solo un attore

Paul Newman nasce il 26 gennaio 1925 a Shaker Heights, presso Clevaland, nell’Ohio, da americani di seconda generazione. Il padre Arthur, ebreo tedesco, è proprietario di un negozio di articoli sportivi. La madre Theresa Garth, è cattolica, di origine slovacca. Newman, terminata la High School, si arruola nella U.S.Navy Air Corps, l’aviazione della Marina, volendo diventare pilota, ma il daltonismo da cui è affetto, glielo impedisce. Durante il secondo conflitto mondiale è marconista e mitragliere nelle squadriglie di siluranti bombardieri Avenger (1943-1946). Il 6 agosto 1945, mentre è in volo ad alta quota, a sud ovest di Hiroshima, scorge il bagliore del fungo atomico, esperienza di cui non amerà parlare e che, probabilmente, gli rimane impressa per sempre. Nella ripresa economica del dopoguerra si occupa dell’attività paterna che poi lascia al fratello, iscrivendosi alla scuola d’arte drammatica della Yale Univesity.

Con maggior impegno, si iscrive nel 1952 all’Actors Studio di New York e debutta in una piccola parte a tearo in Picnic, nel 1953 al Music Box Theatre di New York. L’opera viene resa famosa dall’omonimo film, diretto nel 1956 da Joshua Logan e interpretato dallo stesso Paul Newman. Newman si aggiudica ruoli interessanti in televisione e a teatro. Nel 1955, offre in teatro una memorabile interpretazione in The desperate hours di J.Hayes, diretto da R.Montgomery.

Nel 1954 il giovane bel tenebroso, ma dall’animo garbato e dall’invidiabile zelo professionale esordisce nel cinema interpretando The Silver Chalice (Il calice d’argento), diretto da Victor Saville, girato in cinemascope, tratto dal romanzo omonimo di T.B. Costain. Raggiunge però il successo interpretando Somebody Up Dere Likes Me (Lassù qualcuno mi ama), diretto nel 1956 da Robert Wise. Il soggetto è tratto dalla biografia del pugile Rocky Graziano, attivo negli anni Quaranta. Si tratta di un’opera affascinante in cui la boxe rende il protagonista sicuro e leale nei rapporti familiari ed esterni. L’attore riesce ad ottenere successo non solo per il colore particolarmente blu dei suoi occhi e la sua virile bellezza, ma soprattutto per la sua dimostrata capacità di interpretare fortemente i ruoli, anche se a volte le critiche lo stroncano, sottolineando solo la sua avvenenza fisica. Newman nel corso della sua carriera dimostrerà sempre la sua abilità recitativa con grande professionalità.

I film più famosi

Tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta, è protagonista di grandi successi: Cat on a Hot Tin Roff (1958, La gatta sul tetto che scotta, con Liz Taylor all’apice del successo e in splendida forma. Tratto dal romanzo teatrale scritto da Tennessee Williams). Diretto da Richard Brooks, descrive un mondo familiare e sociale pieno di ipocrisie. Ancora nel 1958, Newman ottiene il premio per la migliore interpretazione maschile al 11° Festival del Cinema di Cannes per il film diretto da Martin Ritt dal titolo The Long, Hot Summer (La lunga estate calda). È un film che sbanca il botteghino, con un cast d’eccezione. Sul set l’attore incontra Joanne Woodward che sposa l’anno successivo, la felice coppia non si separerà mai.

Paul Newman
La lunga estate calda: una scena

I film con Joanne Woodward

Joanne Woodward è stata sua amata compagna per cinquanta anni. Il loro matrimonio è stato anche un sodalizio lavorativo. «Perché dovrei uscire a mangiare un hamburger quando a casa ho un bel filetto?», è la citazione di Paul parlando di Joanne, sentita dichiarazione d’amore.

Paul Newman e Joanne Woodward

Con Joanne recita nel film Missili in giardino (1958), Dalla terrazza (1960), Paris Blues (1961), Il mio amore con Samantha (1963), Indianapolis, pista infernale (1969), Un uomo oggi (1970), Detective Harper: acqua alla gola (1975), sequel di Detective’s Story (1975), Mr. & Mrs Bridge (1990) e la miniserie televisiva Empire Falls – le cascate del cuore (2005). Da regista dirige Joanne nei film La prima volta di Jennifer (1968), Gli effetti dei raggi gamma sui fiori di Matilda (1972), Harry & Son (1984), Lo zoo di vetro (1987), e Prima dell’ombra (1980), adattamento televisivo del testo teatrale The Shadow Box di Michael Cristofer.

Diretto da Otto Preminger, nel 1960 interpreta Exodus. Il film descrive una serie di eventi associati alla fondazione dello Stato di Israele, avvenuta il 14 maggio 1948, tratto dal romanzo di Leon Uris. Con la regia di Robert Rossen nel  1961, Newman interpreta The Hustler (Lo spaccone), tratto dal romanzo omonimo di Walter Tevis. Il film narra la storia di Eddy Felson, che scommette per la sua abilità al biliardo.

Paul Newman
Lo spaccone: una scena

Diretto da Martin Ritt nel 1963, interpreta Hud (Hud il selvaggio), tratto dal romanzo Horseman, Pass By di Larry  McMurtry, è la storia di un arrogante, egocentrico spregiudicato, caratterizzazioni del personaggio che Newman ama particolarmente interpretare. Ancora nel 1963, l’interpretazione di un personaggio spregevole, nel film The Prize (Intrigo a Stoccolma), diretto da Mark Robson.

Con la regia di Alfred Hitchcock nel 1966, interpreta un altro cult Torn Curtain (Il sipario strappato). È la storia di uno scienziato nucleare americano che raggiunge la Germania dell’Est, fingendosi un traditore, per incontrare un contatto che gli darebbe importanti informazioni. Il racconto è ispirato ad un fatto realmente avvenuto: due diplomatici inglesi fuggirono in Unione Sovietica nel 1951. Il titolo originale fa riferimento alla Cortina di Ferro (Iron Curtain) di quel periodo.

Stuart Rosemberg nel 1967 lo vuole in Cool Hand Luke (Nick mano fredda), in uno dei ruoli più significativi del bel tenebroso dal cuore d’oro, ancora un eroe negativo e ribelle contro i soprusi dell’autorità. Impersona Nick Jakson, detto Mano Fredda che incarcerato in un campo di lavoro tenta più volte di fuggire ed è per i compagni di prigionia Simbolo di Libertà. Il film è ispirato a un romanzo di Donn Pearce.

La storia dei celeberrimi rapinatori del west, Butch Cassidy, intelligente ma spendaccione e Sundance Kid, pistolero impareggiabile, viene narrata nel film Butch Cassidy (Butch Cassidy and the Sundance Kid), diretto nel 1969 da George Roy Hill. Interpreti Paul Newman (Butch Cassidy) e Robert Redford (Sundance Kid). Newman e Redford recitano insieme anche nel successivo film The Sting (La stangata, 1973), diretti da George Roy Hill. È un film in cui tensione, tecnica cinematografica e magia vengono sapientemente mischiate, altra pietra miliare della storia del cinema.

La stangata : una scena

Paul Newman diventa Doug Roberts, nel film di alta tensione The Towering Inferno (L’Inferno di cristallo), diretto nel 1974 da John Guillermin, tratto dai romanzi La torre (1973) di Richard M. Stern e The Glass Inferno (1974, L’Inferno di cristallo) di T.N. Scortia e F.M. Robinson. A San Francisco numerosi Vip sono invitati all’inaugurazione di un grattacielo di 138 piani. Mentre autorità e alta società sono raccolte nel salone panoramico del 138° piano, si verifica un cortocircuito al 81° piano che diviene incendio, si espande di piano in piano, provoca scoppi di condutture e il blocco degli ascensori. Il rogo viene spento facendo scoppiare in extremis gli enormi serbatoi d’acqua del solaio, ma per 200 persone sarà la fine.

Con la regia di Robert Altman nel 1979, Newman interpreta il film di fantascienza Quintet. Si tratta di una terra desolata, ricoperta di ghiaccio e neve, un luogo di un gioco mortale in cui i partecipanti lottano per la sopravvivenza. Nel 1986 viene assegnato a Newman l’Oscar alla carriera e nel 1987 quello al miglior attore protagonista per The Color of Money (Il colore dei soldi, 1986, diretto da Martin Scorsese), sequel del film Lo spaccone. Newman non ritira personalmente il premio, per le numerose volte in cui viene candidato e non premiato.

Newman recita per l’ultima volta nel 2002 nel film di Sam Mendes Era mio padre, memorabile interpretazione dello spietato boss John Rooney, con Tom Hanks e Jude Law.

Era mio padre: una scena

Nel 1978, l’artista subisce un grave dramma famigliare ovvero la morte del suo unico figlio maschio Scott per overdose. Sempre impegnato nel sociale, Newman per il suo impegno nella difesa dei diritti civili, viene nominato Delegato alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Disarmo. Ama anche le auto da corsa e partecipa a numerose gare come pilota e come co-proprietario del team Newman-Haas.

Si impegna poi in diverse campagne umanitarie e insieme allo sceneggiatore A.E. Hotchner crea una catena alimentare no-profit la Newman’s Own e dei centri ricreativi per ragazzi affetti da tumore e gravi malattie del sangue. Il 26 settembre 2008 muore a 83 anni nella sua casa di Westport (Connetticut), circondato dall’affetto della moglie e delle figlie.

Di Lucilla Continenza e Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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