DARK CRIMES – il thriller con Jim Carrey su Prime Video

DARK CRIMES – il thriller con Jim Carrey su Prime Video

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DARK CRIMES. Uscito pochi giorni fa su Prime Video, Dark Crimes (2018) è un thriller diretto dal regista greco Alexandros Avranas (Miss Violence), distribuito da 102 Distribution e prodotto da Brett Ratner (Revenant – RedivivoBlack Mass – L’ultimo gangster). Protagonisti della pellicola sono Jim Carrey, Charlotte GainsbourgMarton Csokas, Robert Wieckiewicz e Agata Kulesza.

La storia trae spunto dall’articolo True Crime. A postmodern murder mystery pubblicato da David Grann sul The New Yorker nel 2008, che trattava di una vicenda realmente accaduta in Polonia nel dicembre 2000, quando tre amici notarono galleggiare un corpo tra le acque del fiume Oder. La vittima era stata torturata e presentava una corda intorno al collo e alle mani, legate insieme ai piedi dietro la schiena. Tuttavia le indagini furono interrotte dopo 6 mesi, per l’inabilità di trovare il colpevole. Vennero poi riaperte nel 2003 dal detective Jacek Wroblewski, convinto che l’assassino era lo scrittore Krystian Bala, il quale sembrava aver svelato la propria confessione nel suo libro Amok. L’autore venne incarcerato con una pena di venticinque anni, pur dichiarandosi sempre innocente.

Dalla cronaca alla pellicola

Il poliziotto Tadek (Jim Carrey) archiviando la videocassetta di un vecchio caso irrisolto, un brutale omicidio di un abituale frequentatore del club BDSM The Cage, nota un collegamento con un romanzo inedito dello scrittore Kozlow (Marton Csokas), anch’egli assiduo frequentatore del locale. Lo scrittore, nel libro narra un omicidio quasi identico a quello del caso irrisolto. Tadek, definito “l’ultimo poliziotto onesto della Polonia”, prossimo alla pensione ma mal visto dai superiori e dalla moglie, decide di risolvere il caso così da risollevare la propria carriera. Convinto che Koslow sia l’omicida, inizia a indagare su di lui chiedendo aiuto alla sua compagna Kasia (Charlotte Gainsbourg), ex prostituta del club. Le indagini però non vanno come previsto e Tadek si ritrova accusato dallo stesso Kozlow di essere da lui perseguitato. Ecco quindi che la questione diventa un fatto personale andando a scombinare la carriera e la vita privata del poliziotto fino a conseguenze estreme.

Jim carrey e Charlotte Gainsbourg durante una scena

Dark Crimes: la nudità sui volti dei protagonisti

La pellicola gioca fin dalle prime crude inquadrature con lo spettatore. Il mondo raccontato da Avranas ha toni scuri, freddi e spogliati di sentimento. I colori predominanti sono il nero, il blu e il rosa carne, come la realtà che dischiude. Il regista predilige i primi piani per far parlare i suoi protagonisti, avvicinandosi a essi e irrompendo nel loro spazio vitale. Anche quando non sono presenti dialoghi si discosta poco dai personaggi in scena, seguendoli sempre da vicino, come Tadek segue le indagini che inglobano sempre più ogni suo pensiero.

Eppure Dark Crimes non arriva. La storia parte bene, piena di promesse riguardo lo sviluppo di un intreccio interessante e dal risvolto introspettivo, ma dopo poco si perde. Il ritmo diventa lento, sconnesso, le inquadrature risultano statiche e i raccordi poco chiari. I colori glaciali si combinano con il ritmo che arranca e ammanta la storia di superficialità.

Jim Carrey è bravissimo: la barba lunga e grigia, i capelli cortissimi e lo sguardo stanco, scoraggiato e afflitto. È la nota degna di merito. Tuttavia non basta a rialzare le sorti del film. Avranas non crea spessore nei personaggi, che si muovono quasi non sapessero dove andare e cosa fare, e che a loro volta non portano all’immedesimazione nello spettatore, rimanendo solo abbozzati. Anche il vittimismo e la sottomissione di un personaggio come Kasia, che avrebbe avuto tanto da dare, non acquistano il loro pieno potenziale e creano l’effetto opposto desiderato. I corpi nudi, i tagli corporei e due schiaffi tirati durante rapporti intimi, non bastano infatti per far addentrare in questo mondo violento e distruttivo.

Gli spunti di partenza per raccontare una storia come questa c’erano tutti, ma purtroppo Avranas non riesce a sfruttarli e ad addentrarsi in profondità in essi. Ne risulta un finto thriller, perché thriller non è, mancando di suspense e colpi di scena, che si muove a rilento e senza un obiettivo preciso. Di fatto, quando si chiude il sipario, Dark Crimes lascia più punti interrogativi di quando si è aperto.

Recensione di Teresa Gallo

www.ildogville.it

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