Repubblica Popolare Cinese: il cinema di Mao

Repubblica Popolare Cinese: il cinema di Mao

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Il cinema di MAO ZEDONG. Nel 1945, dopo la resa del Giappone avvenuta il 15 agosto, la Repubblica di Cina è fra le potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale. Chiang Kai-Shek, capo del Guomindang (partito rivoluzionario cinese), unico al governo della Repubblica cinese dal 1927 al 1949, è avversario e perdente contro il PCC (Partito Comunista Cinese) di Mao Zedong, che vuole ricostruire un nuovo regime ponendo la capitale a Pechino. Il 1 ottobre 1949 nasce pertanto la Repubblica Popolare Cinese, con Mao Zedong come capo dello Stato fino alla sua morte nel 1976.

Mao Zedong (1893-1976) sviluppa un marxismo-leninismo, un processo propagandistico, militare o culturale, attraverso il quale diventano cinesi territori di cultura, tradizione, lingua e origine diversa dalla propria. A causa della politica di Mao muoiono tra i 13 e i 46 milioni di cinesi, contrari al regime. A contempo Mao arricchisce la Cina aumentandone notevolmente l’aspettativa di vita. Il tasso di alfabetizzazione dal 20% nel 1949 incrementa fino a oltre il 65% trent’anni dopo, come migliora notevolmente la condizione delle donne.

Mao

Cinema che ha al centro l’uomo

A partire dal 1949 il cinema cinese diventa un cinema di Stato, portatore degli ideali del regime e incaricato di tradurre in immagini la realtà del sistema per contribuire alla sua tenuta. Il cinema è la forma d’arte più accessibile alle masse, stante il diffuso analfabetismo rurale. Quindi, è uno strumento educativo e di propaganda per eccellenza. Già all’inizio del 1950 vengono banditi i film statunitensi che avevano esercitato notevole influenza. Sull’esempio sovietico si procede a produrre una cinematografia ispirata al realismo socialista. Non mancano però richiami al Neorealismo italiano. Nel cinema di quel periodo si predilige comunque la narrazione fiabesca e leggendaria che arriva prima al popolo cinese.

I registi di alcuni film più significativi ambientano le loro storie tra gli anni Trenta e la metà degli anni Quaranta. Definito il regista cinese del melodramma politico, Xie Jin (1923-2008), è il regista più acclamato dell’epoca di Mao. Cantore della Rivoluzione culturale e dei <<Cento Fiori>>, autore di oltre trenta film, vincitore di sei premi internazionali. Conquista la scena internazionale con il film Sorelle del Palcoscenico (1965), modello per due generazioni di registi cinesi.

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Xie Jin

Xie Jin, maestro indiscusso del cinema, sempre politicamente corretto, decano dei cineasti cinesi, risulta attivo nell’industria cinematografica cinese a partire dalla fine degli anni Quaranta. Ha realizzato film bellissimi, sempre allineati alla politica del momento. Subisce problemi nei periodi di turbolenza politica, quando la linea politica muta con imprevedibile rapidità. I suoi film più famosi sono: Il distaccamento rosso femminile, La storia del monte Tian Yuan, Il pastore di cavalli e La ghirlanda ai piedi del monte.

Il film che ha segnato la storia delle cinematografia cinese è Sorelle del Palcoscenico. Di grande effetto è la sequenza di apertura: le immagini sono di uno spettacolo teatrale che si svolge sulle sponde di un fiume, di fronte ad una folla immensa. È la storia di due sorelle attrici che nel corso di due decenni prendono coscienza delle ingiustizie della società cinese. La prima parte della storia è ambientata nella Cina feudale, dove le ingiustizie sono condivise dalla solidarietà popolare. La seconda parte è ambientata in una Shanghai tetra e infida, dove le strade delle due sorelle si dividono per ricongiungersi infine nella terza parte, sfavillante nelle tonalità rosse della Rivoluzione, sorprendentemente illuminate da un sole irreale.

Stage sister, mitico film rivoluzionario, diretto da Xie Jin, è uno degli ultimi film girati a Shanghai prima della Rivoluzione Culturale.

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Rimasto pochissimo sugli schermi, riappare nel 1979 per ottenere un enorme successo popolare. Red Detachment of woman (Il distaccamento rosso femminile) incarna l’ideale politico marxista-cinese come l’ideale filmico del partito. Girl basketball player N.5 è un approccio classico melodrammatico, veicolo di valori confuciani. Si trattano soggetti popolari e una solida struttura narrativa aliena da ogni sperimentazione.

The East Is Red, diretto da Wang Ping nel 1965 è uno dei rarissimi film girati durante la Rivoluzione Culturale. È un’epopea di canzoni e danze che drammatizza la storia della Rivoluzione cinese e del Partito Comunista sotto la guida di Mao Zedong. The Ling Family Shop, girato nel 1959 dal regista Shui Hua, riunisce un’equipe di figure importantissime del cinema e della cultura cinese. Tratto dal romanzo di Mao Dun è sceneggiato da Xia Yan, una delle figure più influenti del cinema di sinistra. La rappresentazione della borghesia è quella canonizzata dal Partito Comunista, di cui il film abbraccia le teorie e i modelli rappresentativi: classe sociale oppressa dall’imperialismo e dal capitalismo selvaggio dei giapponesi e dei nazionalisti, è la classe che opprime il proletariato cinese.

È una pellicola crudele e disperata, racconta delle difficoltà che la gente comune deve affrontare nella lotta per la sopravvivenza quotidiana. Le bassezze del popolo, incapace di unirsi contro il comune nemico, ritualizza il modello di prevaricazione con il più debole, sempre più in basso nella scala sociale. Il Governo e la guerra opprimono i commercianti (la borghesia), ma i commercianti opprimono gli azionisti e i creditori, ancora più poveri di loro.

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Il film storico Qing gong mishi (1948, Storia segreta della corte dei Qing) di Zhu Shilin (1899-1967), ambientato in una fase storica compresa tra l’epoca dell’imperatrice vedova Cixi (1889) e la Rivolta dei Boxer, fu accusato di tradimento e ritirato dagli schermi al momento della sua uscita nel 1950. Accusa eseguita più tardi durante la Rivoluzione Culturale (iniziata nel 1966) mossa da un critico funzionario vicino a Jiang Quing, moglie di Mao. Zhu inizia la sua carriera cinematografica a Shanghai. Dopo la Guerra Civile e la nascita della Repubblica Popolare Cinese emigra a Hong Kong, dove fonda insieme al collega Fei Mu la Casa di Produzione Longma Film Company. Nel corso della sua carriera ha diretto più di ottanta film.

Nel 1956 Fu Shen dirige il film di fattura classica, elegante e solenne, Li Shizhen. Si tratta della biografia di Li Shizhen, farmacologo della dinastia Ming che assurge a mito nazionale incarnando i valori di giustizia, coraggio e abnegazione nel servizio del popolo, nonché nuovi valori quali la sfida ai classici e alla tradizione. Interpretato dalla grande stella dell’epoca Zhao Dan, protagonista maschili di film storici, attivo durante la guerra nel cinema e nel teatro. Il film tratta con orgoglio lo spirito indomito cinese, le scoperte originali della millenaria cultura.

Maxu Weibang, regista di film horror, nel film Bitter history of a servant esprime in questo film due aspetti inquietanti della cultura cinese dell’epoca: i segreti innominabili celati nel passato feudale della Cina e la prossima ventura imposizione di modelli esterni che preannunciano la censura spietata del regime comunista.

Naval Battle of 1894 è diretto da Lin Nong nel 1962. Magniloquente, quasi senza colonna sonora, si affida alla grandeur delle scenografie per un epico affresco storico che alterna abilmente primi piani che indagano le pulsioni intime dei personaggi. Descritte le scene di massa alla città proibita al villaggio dei pescatori.

Naval Battle of 1894: una scena

Sparkling Red Star del 1974 è uno dei pochissimi film prodotti in Cina durante la Rivoluzione Culturale. Co-diretto da Li Jun e Li Ang è un film tra un film di guerra, un film per bambini e un musical. L’enciclopedia del Cinema Cinese lo definisce << rito di passaggio di un ragazzo durante la rivoluzione culturale>>. È di elegante splendore formale.

Mao Zedong collettivizza l’agricoltura con il <<grande balzo in avanti>>, (1958-1961). Il <<grande balzo in avanti>> ha lo scopo di produrre più generi alimentari per poterli scambiare con l’Unione Sovietica in cambio di tecnologia e know-how, in funzione della costruzione della bomba atomica (fatta scoppiare in Cina per la prima volta nel 1964). Trasformare il sistema economico rurale, fino ad allora basato sull’agricoltura, in una moderna e industrializzata società comunista, caratterizzata anche dalla collettivazione. Nel 1966 Mao lancia la <<Grande Rivoluzione Culturale Proletaria>>

Mao dalle origini contadine alla stretta di mano con Nixon

Mao nasce il 26 dicembre 1893 a Shaoshan da una famiglia di coltivatori agricoli, moderatamente prospera. Mao all’età di 14 anni è costretto dal padre a sposare Luo Shi che però non accetterà mai come moglie. Dopo il diploma, Mao si reca a Pechino, dove  lavora come assistente di Li Dazhao, direttore della Biblioteca Universitaria. Sposa Yang Kaihui dalla quale ha due figli. Le nozze durarono poco perché Yang venne imprigionata e uccisa dai nazionalisti nel 1930, un trauma insuperabile per Mao. Nel 1972, quando Mao ha 79 anni, avviene la storica visita di Nixon in Cina, la prima visita di un presidente americano oltre la Muraglia. La loro stretta di mano dà il via alla normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi, contribuendo a cambiare le sorti del mondo.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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