Cristiana Capotondi è CHIARA LUBICH nel Tv movie di Giacomo Campiotti

Cristiana Capotondi è CHIARA LUBICH nel Tv movie di Giacomo Campiotti

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CHIARA LUBICH – L’amore vince tutto, con Cristiana Capotondi, è il Tv movie di Giacomo Campiotti (Braccialetti rossi 2014-2015) ispirato alla fondatrice del Movimento dei Focolari nell’anno del Centenario della nascita (Trento 22 gennaio 1920 -Rocca di Papa, 14 marzo 2008). Chiara Lubich sarà trasmesso su Rai1, in prima serata, domenica 3 gennaio. Si tratta di una coproduzione Rai Fiction – Eliseo Multimedia prodotta da Luca Barbareschi. Chiara Lubich è la storia di una giovane donna e il suo sogno: realizzare la fratellanza universale. Al centro dei suoi dialoghi di pace spiccano la forza dell’amore e la solidarietà che può costruire ponti tra gli uomini di qualunque razza o fede religiosa. Il film è il ritratto di una donna libera, appassionata e coraggiosa.

Chiara Lubich, storia dell’umile donna che fondò il Movimento dei Focolari

Siamo a Trento, è il 1943. La città è oltraggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Chiara, giovane maestra di scuola elementare, deve interrompere la lezione per condurre i bambini in salvo in un rifugio antiaereo. Là, nel tempo sospeso del bombardamento, ritrova alcuni amici: Ines ed Enrico, prossimi al matrimonio, Natalia e Dori che sognano anche loro una famiglia. Chiara invece vorrebbe solo avere delle risposte ai grandi interrogativi che la attanagliano. Alla fine dell’allarme, Trento mostra le sue ferite tra le macerie. Chiara ritrova i genitori e le sorelle. Suo fratello Gino, medico dell’ospedale, è impegnato a curare i tanti feriti. Qui Chiara vede la tragedia con i suoi occhi. Tutto il suo mondo trema. Afflitta dalla devastazione e dal dolore che vede intorno a sé, Chiara cerca disperatamente di dare un senso a quanto sta accadendo.

La situazione peggiora all’indomani dell’armistizio di Badoglio dell’8 settembre. Il Paese è allo sbando. Gino decide di unirsi ai partigiani e combattere in prima linea. Enrico ed Ines rimandano le nozze perché il ragazzo decide di affiancare invece i soldati tedeschi. I progetti di tutti sono messi in discussione. Chiara, alla ricerca disperata di un senso, vaga per la città distrutta e, davanti ad una statua della Madonna, si sente chiamata a consacrarsi a Dio, l’unico ideale che sembra non crollare.

La decisione di vivere concretamente il Vangelo, condiviso con le sue amiche, scatena le reazioni dei benpensanti, tra cui il padre di Ines, un gerarca fascista che ha minacciato di morte Gino, e che non tollera che la loro figlia frequenti Chiara.

Che tutti siano uno” è questo il versetto del Vangelo che più ha colpito Chiara e che diventa il suo programma di vita, scandaloso e incomprensibile per chi, stremato dalla guerra, cerca prima la vendetta della giustizia.

Mentre tutti riparano in montagna, Chiara, a malincuore, si separa dalla sua famiglia e decide di rimanere a Trento per aiutare chi ha più bisogno. La stessa scelta viene fatta dalle sue amiche e le ragazze trovano una casa dove poter vivere insieme. Nascerà così quello che sarà poi chiamato il primo ‘focolare’, il nucleo iniziale della nuova comunità attorno a cui si svilupperà il Movimento.

Sebbene la diffidenza nei loro confronti aumenti, Chiara e le sue compagne vanno avanti per la loro strada e si dedicano ai più disagiati, ai malati, ai poveri. Nel clima d’odio che il conflitto ha generato, si preoccupano di favorire la riconciliazione, sanare le ferite e progettare un futuro migliore per l’umanità.

Quando Gino viene arrestato tra i partigiani in montagna, Chiara è costretta a chiedere aiuto proprio al padre di Ines il quale però si rifiuta di aiutarla e la accusa del furto di un gioiello di famiglia che in verità Ines aveva donato alla causa del focolare.

La guerra finalmente finisce e Chiara può riabbracciare la sua famiglia ma la realtà è cambiata. Ora è il padre di Ines a chiedere d’intercedere per la sua vita. Intanto intorno a Chiara si sono radunate sempre più persone, dando così vita al Movimento dei Focolari. Una donna a capo di un movimento laico, impone l’intervento del Sant’Uffizio…

Note di regia di Giacomo Campiotti

Qualche mese prima di ricevere la proposta del film ispirato a Chiara Lubich, ho conosciuto un grupo di focolarini, in un incontro per me molto importante. Studiando insieme agli altri sceneggiatori la vita di Chiara e il suo pensiero, via via mi sono reso conto di quanto Chiara fosse un personaggio originale, unico, incredibilmente “avanti”. Quanto avesse ancora da dire, e quanto il suo essere leader carismatico donna rendesse ancora più significativo il raccontare la sua vita oggi…. Poi è arrivato il Covid… e ho pensato che la Luce di Chiara fosse proprio necessaria e che forse questo film arriverà nelle case nel momento giusto.

C’era comunque in me molta preoccupazione perché la vita di Chiara non ha nulla di straordinario, pochi di quegli  elementi drammatici necessari nella costruzione di un film. C’è il sottile filo di un ideale che attraversa la sua vita e la fedeltà, la costanza per metterlo in pratica, e il magnetismo che questo ideale crea nelle altre persone. La sfida era quella di raccontare Chiara  senza il bisogno di farne un ‘santino’.  Raccontare la sua vita in modo che potesse arrivare al cuore di tutti. Una donna laica, molto vicino a noi, che non ha fatto nulla di clamoroso, ma in tutta la sua vita, giorno dopo giorno, nelle piccole e grandi scelte, ha sempre seguito la via della giustizia, della carità e dell’amore, al servizio degli altri… cercando cioè ‘semplicemente’ di vivere il Vangelo.

Abbiamo scelto di raccontare i primi momenti della sua opera, la scoperta della sua vocazione proprio in mezzo alle miserie della guerra, le prime scelte difficili, l’incontro con le amiche, l’emozione di condividere gli stessi ideali… vedere quanto le persone fossero pronte a seguirli…  e la conseguente opposizione  della Chiesa, fino alla richiesta  del Vaticano di farsi da parte.

Con Cristiana Capotondi abbiamo lavorato verso la semplicità, contro i rischi della retorica, raccontando Chiara che non pontifica mai, ma condivide con gli altri la gioia delle sue scoperte. Una giovane donna allegra, profonda ma leggera,  concreta e umile. È stata una bellissima esperienza di condivisione profonda.

Ho fatto innumerevoli provini prima di decidere il cast delle ragazze. Sono il cuore del film, era importante che fossero diverse, non omologate, ma anche unite da un sentimento indicibile che lo spettatore fosse in grado di percepire. Un gruppo di ragazze che lasciano le famiglie e vanno a vivere insieme creando grande scandalo. Siamo negli anni anni quaranta, non  ai tempi dell’Erasmus! Ed ecco Aurora Ruffino (la mia Cris dei Braccialetti ), Greta Ferro, Miriam Cappa, Valentina Guelfi  e Sofia Panizzi. Con tutte loro e tra loro e con Cristiana, è successo qualcosa di speciale che spero sia passato sullo schermo. 

Anche tutto il resto del cast mi sembra di ottimo livello, in particolare voglio ricordare Eugenio Franceschini che dona profondità e sensibilità al personaggio di  Gino, il fratello di Chiara.

Insieme alla  troupe tecnica che ha dato al film molto di più che la pur grande professionalità, abbiamo realizzato le riprese principalmente a Trento e nei dintorni,  dove abbiamo dovuto ricostruire con grande impegno produttivo gli scenari terribili della guerra e dei bombardamenti, perché è stato proprio nel momento in cui ‘tutto crolla’ che Chiara si rende conto che resta solo Dio.

Ringrazio la Eliseo Multimedia per questa grande opportunità e la Rai che ancora una volta, seguendo la sua vocazione di servizio pubblico,  mi ha permesso di raccontare la vita di un ennesimo personaggio ispirante e significativo della nostra storia come ho potuto fare con il Dottor Moscati, il Maestro Manzi, il Giudice Di Bella …

Presentazione

www.ildogville.it

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