FASSBINDER: mito tedesco geniale e ribelle

FASSBINDER: mito tedesco geniale e ribelle

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RAINER WERNER FASSBINDER (Bad Worishofen – Baviera – 31 maggio 1945, Monaco di Baviera – 10 giugno 1982) regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore, drammaturgo, regista teatrale e scrittore tedesco, autore e regista televisivo, viene riconosciuto come un genio dal talento ribelle e poliedrico. Artista maledetto, dalla sessualità libera e anticonvenzionale, muore di overdose a causa di una combinazione letale di farmaci e droghe, lasciando una numerosa produzione di oltre 40 film e diverse regie teatrali. Nelle sue opere Fassbinder si rivela versatile contribuendo anche come compositore, scenografo, direttore della fotografia, montatore e produttore.

Nel 1965 scrisse per il teatro Tropfen auf heisse steine (Come gocce su pietre roventi), la sua prima drammaturgia, rappresentata solo postuma. Ha ispirato nel 1999 una famosa versione cinematografica dal titolo Gocce d’acqua su pietre roventi diretta dal regista francese François Ozon.

Rifiutato più volte alla scuola del cinema di Monaco, Fassbinder inizia prima dei vent’anni a scrivere per il teatro e a girare cortometraggi, senza imposizioni e senza restrizioni di budget, insieme agli altri cineasti che aderiscono a fondare, nel 1971 il distributore cinematografico Filmverlag der Autoren. Si tratta di una casa di produzione e distribuzione del Nuovo Cinema Tedesco che viene fondata per aiutare a finanziare e distribuire i film indipendenti dei registi tedeschi di Autorenfilm, registi famosi per aver adattato prevalentemente le loro sceneggiature. Fra i registi del movimento del Nuovo Cinema Tedesco ci sono con Fassbinder nomi del calibro di Herzog, Wenders, Adlon e Kluge.

Rainer Werner Fassbinder
Fassbinder, Herzog, Wenders

Rainer Werner Fassbinder è uno del maggiori esponenti del Nuovo Cinema Tedesco degli anni settanta-ottanta. Il Nuovo Cinema Tedesco (Neuer Deutscher Film o Junger Deutscher Film, abbreviato in JDF) è un movimento cinematografico sviluppatosi in Germania a cui hanno aderito una generazione di giovani registi. È un cinema influenzato dal Neorealismo e dalla Nouvelle Vague. Inizialmente vengono prodotti film a basso costo di grande impegno intellettuale, che contribuiscono a rendere i registi popolari negli ambienti culturali europei, cosa che permetterà loro di ottenere maggiori finanziamenti.

Di Rainer Werner Fassbinder citiamo: The Merchant of Four Season (1971), Alice in the Cities (1974), Kings of the Road (1976), The American Friend (1977). Durante gli anni ’70 in Germania si verificano diverse rapine e attentati terroristici da parte del gruppo di estrema sinistra RAF (Rote Armee Fraktion), attiva in Germania fino al 1989. Lo Stato tedesco risponde con durissima repressione e tutti i capi della RAF vengono imprigionati; muoiono “suicidati”  nelle carceri di massima sicurezza. Questi eventi impressionano molto Fassbinder e il Nuovo Cinema Tedesco. Per iniziativa della Filmverlag der Autoren, nel 1978 viene prodotto infatti un film collettivo di impegno civile, Deutschland in Herbst (Germania in autunno), composto dal prologo e da successivi quindici segmenti, o frammenti di varia natura: resoconti documentaristici, escursioni storiche, situazioni di finzione.

Fassbinder ne firma la prima sezione, di 25 minuti, che è anche la più lunga. Fassbinder interpreta se stesso e narra gli avvenimenti esterni attraverso la loro influenza sulla sua relazione col compagno del momento Armin Meier, morto suicida poco dopo le riprese del film. Le tensioni, gli scoppi d’ira, il prorompere incontrollato delle emozioni. È probabile che la scelta di Fassbinder di esprimere il “politico” attraverso il “privato” influenzerà i contributi successivi degli altri registi.

Rainer Werner Fassbinder
Fassbinder e Meier: Germania in autunno

L’episodio di Fassbinder è intervallato da spezzoni di dialogo del regista con la madre, “testimone di un passato”, che egli vede incombere nuovamente sulla Germania. Fassbinder tratta ancora il tema del terrorismo nel film La terza generazione (1979). I luoghi comuni della guerra (eroismo e patriottismo dei buoni, sadismo e viltà dei cattivi) sono temi per il melodramma cinematografico. Fassbinder utilizzerà spesso lo strumento del family melodramma americano raccontando la storia presente e passata della Germania, nelle rappresentazioni teatrali, nel cinema e nella radiofonia.

Fassbinder: talento irrequieto e artista indomito anche nella vita

Rainer Werner Fassbinder nasce a Bad Worishofen (Baviera, Repubblica Federale Tedesca) il 31 maggio 1945. Figlio di Helmut, un medico bavarese e di Liselotte Pempeit, una traduttrice tedesca, originaria dell’allora Città Libera di Danzica (attualmente Polonia). Dopo il divorzio dei genitori, avvenuto nel 1951, il giovane Fassbinder vive con la madre, che in seguito appare come attrice in diverse pellicole del figlio. Abbandonato il liceo, dal 1964 al 1966, Fassbinder riceve lezioni di recitazione al Fridl-Leonhard-Studio di Monaco, dove incontra per la prima volta Hanna Schygulla, che diventerà sua importante collaboratrice e attrice in diversi film.

Rainer Werner Fassbinder
Rainer Werner Fassbinder e Hanna Schygulla

Nel 1967 entra a far parte, dell’Action Theatre, dove l’anno successivo rappresenta la pièce Katzelmacher, poi filmata nel 1969 (Il fabbricante di gattini) in cui recita insieme ad Hanna Schygulla. Il film narra il comportamento di un gruppo di persone unite tra di loro per rapporti sessuali e abitudini. L’arrivo dell’emigrante greco Jorgos accende la curiosità delle femmine e suscita l’invidia e la rabbia dei maschi che lo massacreranno per eliminarlo come un disturbo alla loro routine.

Dopo il fallimento dell’Action-Theater, Fassbinder fonda un nuovo gruppo, l’Antiteater. In diciotto mesi Fassbinder dirige dodici opere teatrali, quattro delle quali scritte da lui stesso. Lo stile delle sue regie teatrali prende spunto da musical, cabaret, cinema e dal movimento di protesta studentesco.

Contemporaneamente all’attività teatrale e radiofonica, realizza numerosi film. Nel  1971 fonda la casa di produzione Tango Film e diventa membro della cooperativa Filmverlag der Autoren. Nel 1976 viene accusato di antisemitismo per Der Mull der Stadt und der Tod (I rifiuti, la città e la Morte). Di quest’opera, l’adattamento cinematografico con il titolo L’ombra degli angeli (1976) di Daniel Schmid viene presentato in concorso al Festival del Cinema di Cannes. Tratta della città che si trasforma appena terminata la guerra. Il freddo, la fame, donne che si prostituiscono per sopravvivere, ex nazisti che cantano travestiti nei locali notturni. Un imprenditore senza scrupoli stringe un patto di convenienza reciproca per la ricostruzione con i piani fatti dalle autorità locali. L’imprenditore è un ebreo ricco, quindi intoccabile. L’ebreo prende per amante la figlia di un nazista e la rende la prostituta più richiesta. La camera da letto della prostituta diventa un confessionale blasfemo dove uno dei clienti esprime il suo antisemitismo cupo e paranoico. L’antisemitismo è vigliacco e si occulta: Fassbinder lo smaschera scatenando un putiferio.

Despair del 1978 è il primo film di Fassbinder con un cast internazionale, girato completamente in inglese. È la storia di un pasticcere russo, in crisi esistenziale nella Berlino degli anni trenta, che incontra per caso il proprio sosia, lo uccide e ne ruba l’identità per fuggire in Svizzera. Nel 1979 con Die Ehe der Maria Braun (Il matrimonio di Maria Braun), dove Schygulla è ancora protagonista, Fassbinder raggiunge il successo mondiale.

Il film racconta di Maria che si sposa frettolosamente nel 1943, ma viene forzatamente lasciata dal marito Hermann, chiamato al fronte dove poi è dato per disperso. Maria per sopravvivere nella Germania sconfitta inizia una relazione con Bill, un nero americano. Hermann però non è morto e al suo rientro aggredisce l’americano. Maria interviene a difesa del marito e uccide Bill. Hermann si assume la colpa del delitto, va in carcere e Maria stringe accordi d’affari e intimi con Oswald, un ricco industriale, ma desidera che i due uomini ne siano informati. Alla morte di Oaswald, Maria scopre un’intesa fra i due a lei tenuta segreta.

Anna Schygulla: Die Ehe der Maria Braun

Considerato regista di culto, Fassbinder vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino per Die Sehnsuch der Veronika Voss (1982, Veronika Voss), interpretato da Rosel Zech, liberamente ispirato agli ultimi anni dell’attrice tedesca Sybille Schmitz. Il film racconta di Veronika Voss, un’attrice in declino, succube della sua psichiatra che la sta uccidendo con la morfina per impadronirsi dei suoi beni. Un giornalista che incontra per caso l’attrice, aiutato da un’amica di Veronika, vuole salvarla. Querelle de Brest (Querelle) è l’ultimo film del regista tedesco prima della sua morte precoce e brutale che ha contribuito a costruirne il mito.

Querelle de Brest

Il film è girato interamente in un teatro di posa, con scenografie espressionistiche e barocche, con marcate suggestioni falliche. Querelle (in italiano significa “magnaccia”) è un bel marinaio che, imbarcato sulla nave Vangeur nel porto di Brest, quando scende a terra va nel bordello dove intreccia rapporti omosessuali e altro. Al rientro sulla nave si concede a Seblon, il suo comandante. Tratto dal romanzo omonimo di Jean Genet, in Italia il film viene rimaneggiato pesantemente dalla censura.

Nel 2012, a trent’anni dalla morte del grande regista, J. Trimborn ha pubblicato Ein Tag ist ein Jahr ist ein Lebe, biografia di Fassbinder, geniale, irriverente, problematico, sincero, sensazionale cineasta uscito di scena troppo presto.

Di Lucilla Continenza e Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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