ROBERT REDFORD. Star  innovatrice e socialmente impegnata

ROBERT REDFORD. Star innovatrice e socialmente impegnata

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ROBERT REDFORD, (Los Angeles-18 agosto 1936), attore e regista, vanta una carriera di oltre cinquant’anni. Il 24 marzo 2002 ha ricevuto anche l’Oscar alla carriera: Ispirazione per i registi innovatori e indipendenti in tutto il mondo. È una delle icone indiscusse della Hollywood degli anni sessanta e settanta. Redford affascinava per i capelli biondi, il viso perfetto, il sorriso accattivante e la scelta di ruoli di spessore.

Insieme a questi requisiti, Robert Redford ha espresso anche intelligenza e generosità, fondando nel 1981, insieme all’amico grande regista Sidney Pollack (1934 – 2008) il Sundance Institute, l’organizzazione non-profit con sede a Park City, Utah, che supporta il lavoro dei cineasti indipendenti e sovvenziona aspiranti professionisti del cinema con spese pagate per 4 settimane, fornendo professori, materiale tecnico e la partecipazione ai corsi di grandi professionisti. Vengono trattate le questioni più attuali dei diritti umani, la libertà di espressione, la giustizia sociale, le libertà civili e si esplora sugli aspetti critici attuali. Nel 1985, il Sundance Institute assume la direzione del festival Utah/US Film Festival, rinominato nel 1991 Sundance Film Festival, uno degli eventi più importanti per il cinema indipendente mondiale.

Robert Redford
Robert Redford al Sundance Film Festival

Robert Redford: artista impegnato nel sociale

Robert Redford non è soltanto un artista, le sue scelte cinematografiche sia come attore che come regista sono sempre state mirate e calibrate dall’impegno sociale, e a disposizione della storia più che ai virtuosismi della recitazione. Redford è anche un fervente ecologista che lotta per la responsabilità sociale. Insieme al terzogenito James, che dal padre oltre agli occhi azzurri e il colore dei capelli aveva l’eguale spirito combattivo, la scorsa primavera, Robert e James hanno scritto un articolo per la NBC (azienda radiotelevisiva statunitense) intitolato Il costo della fallita leadership del presidente Trump contro i negazionisti del Covid-19. Il 18 ottobre 2020 Kyle, la moglie di James ha annunciato la morte del marito, ucciso dal cancro. James Redford era un apprezzato sceneggiatore e nel 1993, dopo  un trapianto al fegato, ne ha testimoniato l’esperienza attraverso il documentario The Strangers. È il secondo figlio che Robert Redford perde. Il primogenito Scott, nato nel 1959, è morto dopo due mesi per sindrome infantile. Robert Redford è sposato dal 2009 con la pittrice tedesca Sybille Szaggars di vent’anni più giovane, sua compagna da diversi anni.

Charles Robert Redford Jr. è nato nel comune di Santa Monica (della contea di Los Angeles, California), il 18 agosto 1936, da Marta W. Hart (1914-1955), texana, casalinga e da Charles Robert Redford Sr. (1914-1991), irlandese, lattaio, ragioniere, molto religioso. Robert Redford ha un fratello William, nato dal secondo matrimonio del padre. Durante gli anni cinquanta il padre lavora come contabile per l’industria Standard Oil. Poco tempo dopo alla madre viene diagnosticato un cancro e muore nel 1955 all’età di 41 anni. Il giovane Robert attraversa un periodo di ribellione, abbandona gli studi e si dedica all’esplorazione della natura e dell’arte. Parte per l’Europa, giunge in Italia.

A Firenze lavora sotto la guida di un pittore. Rientra a casa e conosce Lola Van Wagen, abitante nello stesso palazzo, originaria dello Utah. I due si innamorano e Lola abbandona gli studi per sposarsi con Robert il 12 settembre 1958 e vivere una vita bohémien. Lola ha vent’anni e Robert 22. Avranno quattro figli Scott, il primogenito, nel 1959, che muore all’età di due mesi, Shauna, nel 1960, James (1962-2020), Amy, nel 1970. La coppia divorzia dopo 27 anni, nel 1985.

Lola, nata da una famiglia mormone, influenza Robert nella difesa dell’ambiente e lo incoraggia per l’attività artistica di cultura e recitazione. Pertanto, nel 1958 Robert Redford si iscrive al Prat Institut di New York ed è anche allievo dell’American Academy of Dramatic Arts per studiare scenografia.  Scopre d’avere interesse per la recitazione. Uno dei suoi insegnanti gli affida il suo primo ruolo a Broadway. In teatro è protagonista per Una domenica a New York, Little Moon of Alban e A piedi nudi nel parco di Neil Simon, diretto da Mike Nichols.

L’esperienza gli piace e nel 1960 all’età di 24 anni comincia a lavorare in televisione nella serie antologica Playhouse 90 e nella serie western The Deputy.  Successivamente in Perry Mason, Alfred  Hitchcock presenta e Ai confini della realtà.

Biondo, bello, americano e attento ai temi politico sociali

Dal 1962 Redford comincia la sua carriera cinematografica anche grazie alla sua indiscutibile bellezza che buca lo schermo rendendolo un sex symbol. Inizia in War Hunt (Caccia di guerra) dove recita nel ruolo di protagonista accanto a John Saxon. Poi, interpreta Inside Daisy Clover (Lo strano mondo di Daisy Clover) per il quale ottiene un Golden Globe come migliore attore debuttante, interpretando il difficile ruolo di un omosessuale narcisista, diretto da Robert Mulligan. Nel 1966 interpreta la vittima bianca delle ingiustizie sudiste in The Chase (La caccia) di Arthur Penn.

In This Property is condemmed (1966, Questa ragazza è di tutti), diretto da Sydney Pollack, Redford è un agente ferroviario, che giunto nel Mississippi per chiudere delle strade ferrate, si innamora di Alva Starr (Natalie Wood), una ragazza corteggiatissima che gestisce con la madre una pensione per ferrovieri. Ricavato da un testo teatrale di Tennessee William, il film svolge una penetrante psicologia dei personaggi.

Nel 1967 Redford riprende il ruolo di Paul Bratter nel cult A piedi nudi nel parco, l’opera che segna l’esordio anche di Gene Saks dietro la macchina da presa, già stimato regista di teatro. Nel film A piedi nudi nel parco Robert Redford è l’avvocato Paul Bratter e Jane Fonda è sua moglie Corie. Nel cast si apprezzano Mildred Natwick nei panni di Ethel Banks, madre di Corie e Charles Boyer che interpreta lo stravagante vicino di casa Victor Velasco.

Robert Redford
Robert Redford e Jane Fonda in A piedi nudi nel parco

A fianco di Paul Newman, in Butch Cassidy (1969, Butch Cassidy and the Sundance kid), interpreta la celebre coppia di rapinatori: Butch intelligente ma spendaccione, Sundance  impareggiabile pistolero, che rapinano banche e vagoni postali senza mai uccidere e sognano il Sudamerica per vivere felici. La regia è di George Roy Hill. Diretto da Abrahm Polonsky, Redford diventa lo sceriffo Christopher Coop, nel film western Tell Them Willie Boy is Here (1969, Ucciderò Willie Kid). Il pellerossa Willie Kid (Robert Blake) uccide per legittima difesa il padre della sua ragazza Lola (Katharine Ross) e insieme fuggono.

In Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (1972) diretto dall’amico Sydney Pollack, Robert Redford è Jeremiah Johnson che, stanco della vita sociale, cerca rifugio sulle montagne rocciose nel Colorado. Conosce un vecchio cacciatore, Bear Clew (Will Geer) che gli insegna a sopravvivere. Incontra e decide di proteggere una donna impazzita per il massacro della sua famiglia (Allyn Ann McLerie) e adotta suo figlio muto, Caleb (Josh Albee) Il mitico eroe attraversa l’affascinante e incontaminato West. Il film mette in discussione i valori culturali, zoologici, politici, filosofici, ecologici, religiosi.

Robert Redford e Paul Newman sono gli ingegnosi, irresistibili campioni della truffa, che riescono sconfiggere il potente boss della malavita Doyle Donnegan nel cult The sting (1973, La stangata). La pellicola, una commedia ricca di colpi di scena e abili incastri narrativi, diretta da George Roy Hill, ha guadagnato sette premi Oscar ed ha incassato cifre record di spettatori. Il successo è riconosciuto anche per la colonna sonora costituita da una serie di brani ragtime, composti da Scott Joplin e riarrangiati per il film da Marvin Hamlisch.

Robert Redford
Robert Redford e Paul Newman

Pollak dirige Redford in un altro cult The Way We  Were (1973, Come eravamo) con Barbra Streisand e nel capolavoro Three Days of the Condor (1975, I tre giorni del Condor) dove impersona Joe Turner (nome in codice Condor), unico superstite di una sezione CIA, sterminata da sicari.

Nel 1974 Redford si era confrontato uno dei personaggi più iconici e popolari della letteratura anglo-americanaJay Gatsby, l’affascinante e misterioso milionario al centro del romanzo di Francis Scott Fitzgerald. Ne Il grande Gatsby, diretto da Jack Clayton su una sceneggiatura di Francis Ford Coppola, il carisma di Redford, affiancato da Mia Farrow e Sam Waterston, buca lo schermo. Il film viene apprezzato più per la presenza del bel Robert che conquista il pubblico, ma poco dalla critica.

Ancora di genere politico-investigativo è All The President’s Men (1976, Tutti gli uomini del presidente). Diretto da Alan J.Pakula gli attori Dustin Hoffman  e Robert Redford interpretano i due cronisti del Washington Post che rivelano verità occultate, provocando lo scandalo Watergate, e inducendo alle dimissioni di presidente USA Richard Nixon.

Nel 1980 Redford in veste di regista dirige Gente Comune che vince gli Oscar per il film e la regia; Redforf diventa anche produttore. Nel 1998 dirige e interpreta The Horse Whisperer (L’uomo che sussurrava ai cavalli) accanto alla quattordicenne  Scarlett Johansson, che già a tre anni d’età rivelava doti recitative. La mia Africa (Out of Africa) è un cult movie del 1985 sempre diretto da Sydney Pollack, ispirato al romanzo autobiografico di Karen Blixen. Redford recita accanto a Meryl Streep consacrata dal film candidato ad 11 premi Oscar, vincendone 7.

Robert Redford
Robert Redford e Meryl Streep durante la produzione de La mia Africa

Negli ultimi vent’anni ricordiamo Redford sia regista che attore in film quali La leggenda di Bagger Vance che Redford dirige nel 2000. Diretto invece da Tony Scott, Redford recita con Brad Pitt in Spy Game, nel 2001, argomento politico sulla CIA. Nel 2007 Redford dirige e interpreta Lions for Lambs (Leoni per agnelli), film di denuncia politica. Il titolo è una metafora che esprime il concetto di eroici soldati agli ordini di comandanti inetti. Nel 2010, dirige The Conspirator, la storia vera di Mary Surrat, l’unica donna accusata di cospirazione nell’omicidio di Abrahm Lincoln e impiccata dal Governo Federale USA

Una delle sue migliori interpretazioni in assoluto e la sua prova più estrema e difficile anche da un punto di vista fisico arriva a settantasei anni quando, nel 2013, è il protagonista di All Is Lost, survival movie per la regia di J.C. Chandor. Redford è l’unico attore in scena per l’intero film, che lo vede nel ruolo di un uomo a bordo di una barca tra i flutti dell’Oceano Indiano, alle prese con un incidente che metterà a repentaglio la sua vita in un disperato confronto con la natura. 

Robert Redford in All is lost

Nel 2017 con Jane Fonda la star di Hollywood interpreta Le nostre anime di notte, diretto da Ritesh Batra. Un inno alla vita e all’amore anche a più di 80 anni. Due persone mature che, vicine di casa, decidono di frequentarsi per dare un senso al tempo che resta da vivere.

Robert Redford ha annunciato che Le nostre anime di notte sarebbe stato il suo ultimo film come attore e che si sarebbe dedicato solo alla regia.

Di Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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