HAVEL, biopic sul dissidente Vaclav Havel, miglior film al RIFF

HAVEL, biopic sul dissidente Vaclav Havel, miglior film al RIFF

Reading Time: 2 minutes

HAVEL, biopic sul drammaturgo dissidente Cecoslovacco Voclav Havel, del regista Slàvek Horàk riceve il Premio come Miglior Lungometraggio del RIFF 2020 (Rome International Film Festival), giunto alla 19ma edizione che si è svolta in streaming (27 novembre-3 dicembre). Slàvek Horàk è regista, sceneggiatore e attore ceco. E’ nato il 12 gennaio 1975 a Zlin (Repubblica Ceca).

La giuria così si è espressa: <<un film ben riuscito, in cui i rischi di prevedibilità della struttura biopic vengono neutralizzati dall’efficacia dello straniamento teatrale con cui vengono trattati alcuni snodi fondamentali della sceneggiatura. L’essere sempre tra due dimensioni è il punto di forza di Havel. Siamo visivamente e piacevolmente spiazzati ogni volta quando veniamo proiettati dalla realtà al palcoscenico di un teatro e alla sua rappresentazione. La scenografia, i costumi, la bravura attoriale, la qualità della scrittura che supera tutte le difficoltà delle biografie firmate e la colonna sonora “czech punk” che riescono a veicolare lo spettatore dentro la storia, donano a questo film un valore aggiunto non indifferente. Per ultimo ma non meno importante l’uso della luce, che sottolinea l’atmosfera di ogni scena e che rende la fotografia di questo lavoro davvero interessante. Che dire di più, una rara biopic che non tende all’agiografia.>>

Il film è dedicato alla vita di Vaclav Havel (1936-2011), eminente drammaturgo, dissidente e perseguitato politico sotto il regime comunista dell’allora Cecoslovacchia. Vaclav Havel nasce a Praga il 5 ottobre 1936 da una famiglia benestante. Quando nel 1948 il partito comunista prende il potere con un colpo di stato appoggiato dall’Unione Sovietica, il regime accusa la Famiglia di Havel di simpatie filo-tedesche.

Vaclan è costretto a frequentare i corsi serali dell’Università Tecnica Ceca di Praga fino al 1957. Studia drammaturgia per corrispondenza e dopo il servizio militare (1960) lavora come macchinista in alcuni teatri di Praga. Il suo primo lavoro messo in scena è La festa in giardino (1963). Prosegue componendo lavori teatrali fino al 2007.

Il biopic di Slàvek Horàk racconta gli eventi accaduti ad Havel negli anni 1968/1989.  Descrive l’impegno di Havel contro il regime comunista, i periodi di prigionia, la stesura di Charta 77, il movimento di dissenso al regime, la lotta per i diritti umani e per la verità in Cecoslovacchia e nel resto del mondo. Havel è descritto come un rivoluzionario non violento, un punto di riferimento nella ricostruzione dopo il crollo del blocco sovietico.

Havel è ispiratore della rivoluzione di velluto che porta nell’autunno del 1989 la fine del regime comunista in Cecoslovacchia. Viene pertanto eletto prima come presidente della Cecoslovacchia (1989-1992), e dopo la scissione dalla Slovacchia, presidente della Repubblica Ceca (1993-2003). Havel è interpretato da Viktor Dvorak e il film è uscito nelle sale della Repubblica Ceca in estate. Ben accolto dal pubblico, anche se è difficile spiegare la grandezza e la complessità di Vàclav Hàvel.

Nella lotta gli resta sempre accanto la “forte, autorevole e generosa moglie” (interpretata da Anna Geislerova), anche lei attivista e scrittrice che diffonde segretamente all’estero il lavoro del marito e si batte per il suo rilascio. << Il nostro film è su un uomo che ha deciso di combattere l’ingiustizia, è andato in prigione per le sue convinzioni ed è quasi morto per le sue verità –  spiega il regista Sàvek HoràkSu un uomo che ha continuato ad ascoltare solo la sua coscienza ed è diventato una icona mondiale, con tutte le sue umane imperfezioni ed, a volte, assurde contraddizioni.>>

Di Barbara Manenti

www.ildogville.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.