ROBERTO ROSSELLINI, l’analisi storica del cinema neoralista

ROBERTO ROSSELLINI, l’analisi storica del cinema neoralista

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ROBERTO ROSSELLINI (Roma 8 maggio 1906, Roma 3 giugno 1977), tra i più importanti cineasti al mondo, fra i caposcuola del Neorealismo cinematografico italiano, la rappresentazione della realtà nel cinema, databile dal 1945 al 1951. È uno dei padri fondatori con Vittorio De sica e Luchino Visconti. Se in Vittorio De Sica prevale l’analisi intimista e dei sentimenti della gente durante la ricostruzione dalle macerie della seconda guerra mondiale, in Rossellini l’analisi è prevalentemente storica. Per i neorealisti l’anima è quello che vede la macchina da presa. Anche il cast viene scelto tra gente comune, per l’aspetto fisico adatto al personaggio e priva di idee preconcette.

Roberto Rossellini: biografia

Roberto Rossellini nasce a Roma l’8 maggio 1906. Primogenito, trascorre con i tre fratelli un’adolescenza luminosa e felice. Il padre di origine pisane, uomo colto e di spirito liberale, accoglie nel suo salotto intellettuali e artisti. Possiede un’impresa edile e oltre a palazzi nel centro di Roma, costruisce alcune sale cinematografiche, fra cui il cinema Barberini. Roberto viene gratificato fin da ragazzino di una tessera d’ingresso illimitato per tutti film che desidera vedere. Il padre muore a 50 anni nel 1931, lasciando la moglie e i tre figli in una condizione non più agiata.

Dopo poco tempo molte proprietà vengono vendute. Cinema e motori sono la sua vita con il gusto del rischio, dell’improvvisazione. Fra le sue auto una Bugatti con cui partecipa a gare di corsa. Nel 1936 sposa Marcella De Marchis, scenografa e costumista di Pier Paolo Pasolini, con la quale ha due figli, Romano, morto a nove anni nel 1946 per una banale appendicite e Renzo che nasce nel 1941.

In Roberto predomina la vocazione per il cinema e comincia come rumorista, poi come tecnico del doppiaggio e del montaggio. Inizia con cortometraggi in favola naturalistica: Fantasia sottomarina (1939) per la Genepesca, girato con due acquari sul terrazzo della sua casa a Ladispoli, Il tacchino prepotente, La vispa Teresa, Il ruscello di Ripasottile.

Nel 1938 realizza il suo primo documentario Prélude à l’aprés-midi d’un faune. Viene chiamato da Goffredo Alessandrini per la realizzazione di Luciano Serra pilota. Nel 1940 assiste Francesco De Robertis, regista e ufficiale di marina, in Uomini sul fondo. Diventato collaboratore stabile della Scalera Film, dirige il suo primo film da regista, La nave bianca (1941, una nave ospedaliera) è la prima opera facente parte della Trilogia della Guerra Fascista, assieme a Un pilota ritorna (1942) e L’uomo della croce (1943). In questo periodo stringe amicizia con Federico Fellini e Aldo Fabrizi, frequentando l’Osteria Fratelli Menghi, di Roma, oggi Caffè dei Pittori.

Il Neorealismo di Roberto Rossellini

Una delle opere più celebri del Neorealismo è Roma città aperta, considerato un capolavoro assoluto, che Rossellini dirige nel 1945, a guerra ultimata, girata a basso costo, fra le macerie dei bombardamenti con Anna Magnani, co-protagonista insieme ad Aldo Fabrizi

Nel 1943 Rossellini comincia a preparare quest’opera su un soggetto di Sergio Amidei, con Fellini che lo assiste alla sceneggiatura. Il film, presentato in concorso al Festival di Cannes 1946, ottiene il Gran Prix come miglior film. Riceve una candidatura al Premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Vince due Nastri d’argento per la miglior regia e la migliore attrice non protagonista (Anna Magnani). Viene inserito nella lista dei 100 migliori film italiani da salvare.

Roma Città Aperta è un film sulla resistenza e narra dei nove mesi dell’occupazione nazista di Roma. I nazisti sono alla ricerca dell’ingegner Manfredi che è a capo di una branca della Resistenza, che si è rifugiato a casa di don Pietro, un parroco antifascista e che si adopera contro l’oppressione della dittatura. L’ingegnere e il parroco vengono però arrestati e torturati, ma stoicamente non rivelano i nomi dei loro compagni partigiani.

Il Neorealismo viene distinto in due fasi: la prima descrive la guerra e la Resistenza sino al 1948, la seconda affronta i temi di rilevanza sociale. Cineasti e registi portano un messaggio di rinascita politica, vorrebbero ristabilire una coscienza sociale. Il mercato nazionale è invaso dalle produzioni cinematografiche americane. Gli Studios di Cinecittà sono distrutti,  ridotti a un grande rifugio per gli sfollati non accolti altrove e i registi si muovono tra queste macerie rinventado il cinema italiano.

Roma città aperta, presentato in settembre 1945 in Italia non ottiene subito il meritato successo, ma dopo aver ricevuto vari premi, riconoscimenti e consensi in Francia e  negli Stati Uniti, al rientro della pellicola in Italia diventa un cult.

Rossellini compone quindi la Trilogia della guerra antifascista, facendo seguire capolavori del neorealismo quali Paisà nel 1946, un film a sei episodi, girato con attori prevalentemente non professionisti per rievocare l’avanzata delle truppe alleate dalla Sicilia al nord (Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Appennino Emiliano, Porto Tolle). Paisà, candidato ai premi Oscar 1950 per la migliore sceneggiatura originale, è stato inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare.

Nel 1948  Roberto Rossellini gira nel settore francese di Berlino e tra le macerie della città tedesca Germania anno zero. Il protagonista, il dodicenne Edmund Koehler (Edmund Moescke), frequenta il mercato nero, cerca soluzioni per aiutare la famiglia, la madre è morta,  il padre è invalido, la sorella Eva (Ingetraud Hintze) si prostituisce e il fratello Karl-Heinz (Franz Kruger) è ricercato come ex-nazista. Il ragazzo vaga per le macerie nelle strade di Berlino in uno scenario apocalittico. Edmund vedendo portare via la bara di  suo padre, che egli stesso ha  avvelenato, si suicida. Il film riceve il Pardo d’oro per la migliore sceneggiatura originale al Festival del Film a Locarno e il National Board of Riview Award.

In questi anni, con Anna Magnani, con cui Rossellini vive una lunga relazione passionale e turbolenta, gira film di non particolare successo quali: L’Amore (1948, in due episodi: La voce umana e Il miracolo). Su soggetto di Eduardo De Filippo, gira La Macchina Ammazzacattivi (1948-1949), una commedia fantastica. Interpretati da Ingrid Bergman, Stromboli terra di Dio (1950), Europa ’51 (1951), Viaggio in Italia (1954), Paura (1955).

Roberto Rossellini e Anna Magnani

Rossellini, gli anni ’50 e la scandalosa passione e sodalizio artistico con Ingrid Bergman

Ingrid Bergman è già una stella famosa quando decide di incontrare l’altrettanto famoso Roberto Rossellini. L’attrice svedese dopo aver visto i film di Rossellini Roma città aperta e Paisà, nel 1948 scrive una famosa e ammiccante lettera al regista per congratularsi e si offre per lavorare con lui. Si incontrano, si sposano nel 1950. Nasce una lunga storia d’amore e di sodalizio artistico. Insieme hanno tre figli: le gemelle Isotta e Isabella e Roberto jr.

Ingrid e Roberto si separano nel 1957. Il loro bilancio: sei film, cinque lungometraggi e un cortometraggio. Rossellini per i suoi film con Ingrid Bergman (ed anche altri) realizza sempre una doppia versione. Una italiana per il mercato nazionale e una internazionale doppiata o post-sincronizzata dalla Bergman in inglese (in francese per Giovanna d’Arco al rogo, in tedesco per Angst), poiché la notorietà internazionale della diva lo impone.

Roberto Rossellini e Ingrid Bergman

Rossellini tornerà poi ai temi bellici senza altrettanto successo con Il generale della Rovere (1959) e il successivo Era notte a Roma (1960). Nel 1961 dirige Viva l’Italia e Vanina Vanini. Nel 1962 Anima nera. Nel 1963 Ro.Go.Pa.G., a quattro episodi, il cui titolo identifica i quattro registi dei quattro segmenti: Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti. Rossellini firma l’episodio Illibatezza.

Nel 1974, Rossellini dirige Anno uno, basato  su appunti biografici di Alcide De Gasperi. L’ultimo film di Rossellini, datato 1975,  è Il Messia, ispirato alla vita di Gesù di Nazaret.

Rossellini per la televisione

Il regista romano è anche molto attivo per la televisione, che nasce in quegli anni e viene vista con diffidenza dalla maggior parte degli artisti del cinema e del teatro. Il primo lavoro che Rossellini compie nel 1956 per l’ORTF (la televisione francese), Psychodrame, rimane inedito negli archivi fino al 2017. Psychodrame, ha per  protagonista Jacob Levi Moreno, rivoluzionario della Psicometria e ideatore del Psicodramma. Viene restaurato e presentato. In edizione home video, è distribuita dall’Istituto Luce di Cinecittà.

Rossellini nel 1957 compie un viaggio in India, per ritrovare l’ispirazione, su invito di Jawaharlai Nehru, primo ministro indiano. Al rientro realizza il film India Matri Bhumi e il documentario in dieci episodi per la TV L’India vista da Rossellini. Conosce la sceneggiatrice indiana Sonali Das Gupta che diventa la sua terza moglie. Adotta il figlio di lei Gil (1956-2008) e avrà la figlia Raffaella nel 1958.

La presa del potere da parte di Luigi XIV, diretto da Rossellini,  prodotto dal canale televisivo francese ORTF, è un film per la televisione del 1966.  Presentato al Festival di Venezia, viene distribuito anche nelle sale cinematografiche.

Intervista a Salvador Allende: la forza e la ragione. Allende concede a Rossellini quest’intervista, girata con l’assistenza di Emidio Greco. Acquistata dalla RAI viene trasmessa la sera del 15 settembre 1973, dopo la notizia della morte del presidente della Repubblica del Cile.

Notevoli anche le successive regie: Blaise Pascal (TV 1971), Agostino d’Ippona (TV 1972), L’età di Cosimo de’ Medici (TV 1973), Cartesius (TV 1974).

Concerto per Michelangelo (1977, documentario. Rossellini esplora gli affreschi di Michelangelo Buonarroti della Cappella Sistina in Vaticano, durante un concerto del coro della Cappella Musicale Pontificia. Viene trasmesso in TV il sabato santo del 9 aprile 1977. L’ultima opera di Rossellini è il documentario Beaubourg, centre d’art et de culture Georges Pompidou (1977).

Autore di vocazione multimediale, Rossellini è regista per il cinema, la televisione, il teatro; scrive diversi saggi. Muore a Roma il 3 giugno 1977 per un attacco cardiaco. Alle esequie filmate dalla RAI con telecamera in bianco e nero sono presenti le autorità istituzionali, uomini di politica, di governo, del cinema, di cultura. È sepolto nel cimitero del Verano di Roma.

Di Lucilla Continenza e Judith Maffeis Sala

www.ildogville.it

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