Politica e recitazione. Chi è il buffone di corte?

Politica e recitazione. Chi è il buffone di corte?

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POLITICA E RECITAZIONE. La decisione comunicata ieri dal Presidente del Consiglio di chiudere Teatri e Cinema per un mese è stata inaspettata e ha creato numerose reazioni di dissenso e sconforto. Gli operatori culturali che con zelo e fatica, in questi mesi si sono adoperati per mantenere gli spazi in sicurezza, i pochi che avevano la possibilità di farlo, hanno espresso il loro disappunto. Le numerose limitazioni introdotte dopo il lockdown hanno messo in ginocchio numerosi settori. Il nuovo decreto non fa che peggiorare la situazione nonostante lo sforzo degli operatori, aumentando le incertezze e le perplessità.

Il Covid19 è una tragedia contemporanea che ci trova nuovamente impreparati, impreparazione che sottolinea per l’ennesima volta la disorganizzazione e la mancanza di lungimiranza della politica. La decisione inaspettata di chiudere teatri e cinema e non solo, crea infatti ulteriore smarrimento tra gli addetti ai lavori che si sono prodigati a loro spese per essere esempio di sicurezza e disciplina rendendo i loro spazi sicuri. Citando Agis, in questi mesi di osservanza delle norme dei tanti DPCM, non sono stati riportati focolai di Covid in teatri e cinema.

Vorrei puntare l’attenzione proprio su questo, su impegno e coerenza. La sensazione percepita è la superficialità delle decisioni prese ancora in emergenza, non riconoscendo la fatica di chi le misure di contenimento del virus le ha messe rigidamente in atto. Si instaura quindi un deleterio e pericoloso meccanismo di sfiducia a cui segue una perdita di consenso. Come chiedere al cittadino ulteriori sacrifici e limitazioni della libertà? Sono conclusioni a cui si giunge per senso e buon senso comune.

Il teatro e il cinema sono finzione, messaggi, espressioni della cultura in cui si muovono. Sono e fanno cultura nei tanti significati del termine. Sono divertimento, momenti di riflessione e tanto altro. Dalla parte del cittadino e come cittadino il teatrino non è quindi sul palco o su uno schermo ma in altri luoghi dove si decidono le sorti delle genti. L’augurio è che sia una percezione sbagliata.

Lucilla Continenza

www.ildogville.it

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