RELITTO DI CITTADINANZA, black comedy di Mario Biondino all’Antigone di Roma

RELITTO DI CITTADINANZA, black comedy di Mario Biondino all’Antigone di Roma

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RELITTO DI CITTADINANZA. Dal 30 ottobre al 1 novembre 2020 è in scena presso il Teatro Antigone di Roma la black comedy Relitto di cittadinanza, scritta da Mario Biondino, nota voce del nuovo panorama artistico romano, e Marco Giannini, autore satirico e psicologo, per la regia dello stesso Biondino. Oltre ai due, presenti anche in scena, completano il cast l’attrice italo-australiana Tracy Welsh Caputo e Marco Mancini, attore e docente presso il Teatro Marconi di Roma.

Relitto di cittadinanza – nota

Il soggetto della commedia si mostra come il frutto della contaminazione fra più generi comici, dalla satira di costume all’italiana alla black e la situation comedy. Quattro amici hanno deciso di chiudersi nell’appartamento in cui coabitano dopo essersi licenziati ed aver ottenuto il Reddito di cittadinanza convinti di stare per condurre un’esistenza da mantenuti a spese dello Stato ma alla scoperta che le risorse stanziate dal governo sono molto meno generose di quanto promesso, iniziano uno dopo l’altro a morire.

Il romano Mauro (Marco Mancini) è un borgataro narcisista che si è scelto il mestiere di gigolò; Antonella (Tracy Walsh Caputo) è una cinica donna di origini settentrionali che ha sempre vissuto sfruttando i dipendenti più inesperti dell’impresa di multi-level marketing in cui lavora; Aldo (Mario Biondino) è uno svogliato studente universitario del Sud Italia mantenuto dai genitori e, infine, Carlo (Marco Giannini) è un ragazzo italo-tedesco, figlio di emigranti, dal tragico passato di povertà.

Specchio deformato del grottesco

Emerge dalle parole e dagli atteggiamenti dei personaggi uno specchio, deformato dal grottesco, dell’Italia e degli italiani di oggi. Emergono i loro vizi, i tic e le contraddizioni di una società al contempo nuova e nostalgica, barbara ma tecnologica, disumana ed isterica. Quella politica, evidenziata dal titolo, non è, quindi, che una delle innumerevoli chiavi di lettura di una commedia che fa dell’occhio sul presente il suo punto di forza.

«Il testo cerca di affrontare, con la scusa di una trama così grottescaraccontano i due autori – “un disagio moderno che è tanto individuale e psicologico quanto sociale: il gioco al massacro innescato dalla povertà umana dei quattro protagonisti, unita ad un’alienazione da isolamento forzato, li porterà fatalmente a rivelare ed essere schiacciati da quel “mostro” di ambizioni egoistiche ed infantili che soltanto una corretta crescita “plurale” avrebbe potuto tenere sopito o persino annientare». Una commedia dai toni decisamente agrodolci“.

Presentazione

Teatro Antigone

www.ildogville.it

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