VENERE IN PELLICCIA inaugura la stagione di Teatro Lo Spazio di Roma

VENERE IN PELLICCIA inaugura la stagione di Teatro Lo Spazio di Roma

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VENERE IN PELLICCIA, in prima nazionale, di David Ives, con Patrizia Bellucci e Gianni De Feo, è di scena al Teatro Lo Spazio di Roma dal 15 al 25 ottobre. De Feo firma la regia. Il testo è tradotto da Masolino D’Amico. Lo spettacolo è una produzione Florian Metateatro

Venere in pelliccia – nota

“Siamo tutti facili da spiegare, ma non da districare”

Inaugura la nuova stagione del Teatro Lo Spazio, dal 15 al 25 ottobre, in prima assoluta, VENERE IN PELLICCIA con la regia di Gianni De Feo.

Lo spettacolo, interpretato dallo stesso De Feo con Patrizia Bellucci, traspone in scena il celebre romanzo di David Ives e il confine sottile tra realtà e finzione.

Tutto si svolge in una sala teatrale vuota, al termine di una lunga estenuante giornata di provini deludenti. È un tardo pomeriggio piovoso. Thomas, tormentato regista alle prese con un nuovo allestimento teatrale per il quale sta cercando disperatamente un’attrice che interpreti il raffinato ruolo di Wanda von Dunayev, si attarda tra le luci soffuse del palco. È in procinto di uscire ma qualcosa lo trattiene. È evidentemente inquieto, confuso, frustrato. Sembra impossibile trovare un’interprete, giovane o anche matura, perlomeno sexy, ma così sofisticata e colta da coprire questo ruolo fortemente seducente. Wanda von Dunayev è infatti la protagonista di un classico della letteratura erotica, Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch. Con questo romanzo dell’ottocento si impone il termine “masochismo”.

All’esterno, il temporale avanza, quasi a invadere il vuoto della sala. Ed ecco che dall’ingresso del teatro appare una donna, fradicia di pioggia, proprio come se fosse stata catapultata da un tuono. È una donna piuttosto volgare e sboccata, vestita di cuoio e borchie, secondo l’immagine più iconografica e sciatta dell’erotismo. E, strana coincidenza, si chiama Wanda, proprio come la protagonista del romanzo di Sacher- Masoch.

In principio Thomas non le presta attenzione. Non può certo essere lei l’interprete in grado di coprire un ruolo così altero ed elegante. Costretto infine a farle il provino, ne rimane gradualmente affascinato, fino a lasciarsi sedurre dal talento sensuale e oscuro di questa misteriosa attrice/donna, venuta dalla pioggia.

In un confine sottile tra realtà e finzione, tra innocenza e perversione, Wanda e Thomas si abbandonano gradualmente a un gioco sempre più conturbante di dominazione e dipendenza, come risucchiati in un vortice inevitabile, dal quale solo uno di loro potrà uscire vincitore. Un corpo a corpo provocante e sexy da cui Roman Polansky ha realizzato l’omonimo film.

Presentazione

www.ildogville.it

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