PANDORA, il silenzio dei Gordi parla di intimità nei non-luoghi

PANDORA, il silenzio dei Gordi parla di intimità nei non-luoghi

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PANDORA. Applausi e sala piena al Teatro Franco Parenti, per Pandora del Teatro dei Gordi, andato in scena nel teatro milanese dal 2 al 4 ottobre. Dopo una prima presentazione il 17 settembre, alla Biennale Teatro di Venezia, il nuovo spettacolo dei Gordi ha debuttato proprio nel teatro diretto da Andrée Ruth Shammah, che li ha fortemente voluti e prodotti con entusiasmo. Leggi presentazione.

Pandora- non luogo del bagno pubblico ma di intimità

La scena aperta in un non luogo, come direbbe l’antropologo Marc Augè, un bagno pubblico, un non luogo atipico e dove si incontrano diverse umanità che però scoperchiano il loro vaso di Pandora. Leave me as you found me (lasciami come mi hai trovato) si legge all’entrata del bagno. Ci si incontra in un non luogo ma al contempo con le proprie nudità e paranoie. È paradossalmente il momento più intimo della nostra giornata ed è il momento che ci accomuna tutti. I Gordi descrivono l’interazione attraverso la mimica e il movimento dei corpi per comunicare esigenze e emozioni e con poco verbale se non attraverso il Grammelot, funzionale alla pantomima.

Spettacolo fatto di narrazione di storie di corpi che si incrociano in frammenti di umanità di tutti i generi e che spesso suscita l’ilarità nel pubblico. Anche le scene di nudo accompagnate da un canto a cappella non superano il limite della volgarità e creano ilarità. La parola nel teatro dei Gordi non è necessaria, basta l’espressività del corpo e cosa c’è di più silenzioso e al contempo forzatamente intimo dell’incontro in un asettico bagno pubblico? Bagno che non può non venire contaminato da tanta umanità.

Lo spettacolo rimanda anche al periodo Covid, e certi gesti diventano maniacali come il lavarsi le mani ripetutamente per evitare il contagio, esorcizzando la paura della malattia. Ma è poi anche questa una mania di chi la fa? C’è anche chi non può non essere che semplicemente se stesso, sul palco mostrato all’eccesso per creare l’effetto grottesco e divertente, con ironia.

I Gordi di Pandora

È il corpo quindi il protagonista dello spettacolo, ma è un corpo che parla dell’anima. Ed ecco una carrellata di diversi personaggi che entrano ed escono lasciando tracce del loro disordine interiore: uomini e donne (uomini d’affari, coppie gay, cantanti ambulanti, manifestanti, signore modaiole e urlatrici del loro malessere nel WC). I sei attori diretti da Riccardo Pippa cambiano velocemente abito e entrano in scena con rapidità. Lunghi applausi a tutta la compagnia che ci ricorda come nella comunicazione la parola sia un di più del non verbale e paraverbale, dove la verità del nostro stare al mondo si fa vera voce.

Di Lucilla Continenza

Pandora

Ideazione e regia Riccardo Pippa, di e con Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza, drammaturgia Giulia Tollis, maschere e costumi Ilaria Ariemme, scene Anna Maddalena Cingi, disegno luci  Paolo Casati, cura del suono Luca De Marinis, vocal coach Susanna Colorni, responsabile tecnico Alice Colla, scene costruite presso il laboratorio scenotecnico del Teatro Franco Parenti, costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni, produzione Teatro Franco Parenti/ Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale/ Fondazione Campania dei Festival in collaborazione con Teatro dei Gordi.

Recensione di Lucilla Continenza

Teatro dei Gordi

www.ildogville.it

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