LACCI, dramma familiare di Luchetti, nelle sale dal 30 settembre

LACCI, dramma familiare di Luchetti, nelle sale dal 30 settembre

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LACCI, ultimo film drammatico di Daniele Luchetti, presentato fuori concorso al Festival di Venezia 2020 è nelle sale italiane dal 30 settembre. Racconto delle difficoltà dello stare insieme in un matrimonio, ripercorrendo tre decenni di vita familiare, Lacci è un adattamento del romanzo di Daniele Starnone che ne firma la  sceneggiatura col regista e Francesco Piccolo. La storia è raccontata dai quattro componenti della famiglia, i genitori e i due figli. Aldo (Luigi Lo Cascio e in seguito Silvio Orlando) il padre, conduttore radiofonico Rai, Vanda (Alba Rohrwacher e successivamente Laura Morante) la madre, insegnante precaria e i due figli Anna e Sandro (Adriano Giannini e Giovanna Mezzogiorno).

Luchetti spiega a proposito di Lacci alla Biennale di Venezia: << Quando ho letto per la prima volta Lacci ho trovato domande che mi riguardavano e personaggi nei quali era difficile non identificarsi. Attraverso una storia familiare che dura trent’anni, due generazioni, legami che somigliano più al filo spinato che a lacci amorosi, si esce con una domanda: hai permesso alla tua vita di farsi governare dall’amore? Lacci è un film sulle forze segrete che ci legano. Non è solo l’amore a unire le persone, ma anche ciò che resta quando l’amore non c’è più. Si può stare insieme per rancore, nella vergogna, nel disonore, nel folle tentativo di tener fede alla parola data. Lacci racconta i danni che l’amore causa quando ci fa improvvisamente cambiare strada e quelli – peggiori – di quando smette di accompagnarci.>>.              

Lacci: viaggio tra le macerie di un matrimonio

Siamo negli anni Ottanta, Aldo ha tradito Vanda e lei lo caccia da casa sperando in un suo ripensamento, ma lui non desiste. Dopo 12 anni di matrimonio Aldo abbandona la famiglia a Napoli per stabilirsi a Roma con Livia, una giovane collega. Vanda inizia una feroce battaglia, scorrono udienze, ricatti morali, tentativi di suicidio. Aldo qualche tempo dopo torna a casa e riannoda i lacci. Vanda vorrebbe imporre regole che Aldo sfugge. Apparentemente  i due coniugi escono dalla crisi, ma non è così. I figli diventano adulti tra rancori e insicurezze.

Il film spazia in un periodo di quarant’anni in cui Luchetti è cronista degli avvenimenti. Nell’esordio, anni Settanta, Vanda è una ragazza per bene condizionata dalla rivoluzione sessuale che si innamora del già impegnato Aldo. Lo spettatore scopre 52 anni più tardi che la coppia Vanda e Aldo è ancora insieme e lo sguardo impietoso del regista mette in luce le dannose conseguenze del voler tenere in piedi un matrimonio quando non c’è più il sentimento d’amore.

Daniele Luchetti

Daniele Luchetti è nato a Roma il 25 luglio 1960, è regista, sceneggiatore e attore. Ha iniziato come assistente alla regia, ha frequentato la scuola di cinema Gaumont creata da Renzo Rossellini jr.  Durante la scuola di regia conosce Nanni Moretti e diventa suo assistente nel film Bianca, quindi suo aiuto regista nel film La guerra è finita. Il suo primo film Domani accadrà del 1988 vince il David di Donatello per il miglior regista esordiente. In seguito Luchetti guadagnerà altri David di  Donatello, Nastri d’argento, Globo d’oro e Ciak d’oro (1988/1992).

Il portaborse del 1991 suscita scalpore. Nel film si criticano alcuni meccanismi perversi della politica e, pur essendo frutto di fantasia, scatena, prima dell’uscita nelle sale, le proteste di alcuni politici che vengono esaltate dalla stampa. Il film appare come un’anticipazione del processo Enimont, scandalo di Tangentopoli – stagione Mani Pulite – (1993-2000). Il portaborse vince nel 1991 il David di Donatello come miglior sceneggiatura (S.Rulli, S.Petraglia, D.Luchetti), nomination miglior produttore (N.Moretti, A.Barbagallo), nomination migliore attore protagonista, ( N. Moretti, S.Orlando ), nomination  migliore attrice non protagonista (Anne Roussel). E ancora nel 1991 al Festival di Cannes la nomination Palma d’oro a Daniele Luchetti.

Nel 1992 Luchetti vince il Nastro d’argento e il Ciack d’oro.  

La nostra vita del 2010 è stato l’unico film italiano accettato in concorso ufficiale al Festival di Cannes, dove per questo film Elio Germano vince il premio come miglior attore protagonista.

Il penultimo film di Luchetti è dello scorso anno, Momenti di trascurabile felicità, liberamente tratto dai libri di F.Piccolo che firma la sceneggiatura. <<Una fiaba buffa e tenera ma molto terrena>> così la definisce Luchetti.

Di Lucrezia Palma

www.ildogville.it

 

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